Gli asini di Berlusconi

Asino.jpg

Il malore di Silvio Berlusconi ha fatto balenare per un attimo nella mente di molti l’immagine di un Centro Destra senza il suo padre padrino. Intellettuali, politici e semplici uomini della strada si sono chiesti cosa succederebbe se, improvvisamente, i partiti che formano l’unica coalizione nostrana in grado di opporsi allo strapotere catto-comunista, fosse obbligata a serrare le fila e decidere chi sarà la persona adatta a prendere in mano il testimone di una leadership incontestata da più di 10 anni.

La risposta non si è fatta attendere. Si è parlato subito di Tremonti o di Fini e poi molti sono andati alla ricerca del volto di quel quarantenne del quale Silvio Berlusconi voleva parlare alla fine dei suo discorso, indicando una specie antropologica di politico inesistente che dovrebbe risultare adatto a vestire i panni di delfino.

O prima o poi succederà e l’unica cosa che ci auguriamo è che non succeda improvvisamente come sarebbe potuto essere questa volta. Se c’è una colpa da addossare al Cavaliere è proprio quella di non avere, fin qui, allevato un gruppo di giovani dalle spiccate qualità morali e capacità politiche ed avviarli alla sua successione in qualsiasi momento, anche in condizioni di emergenza.

D’altra parte non è facile allevare purosangue se si dispone di emeriti ronzini. E purtroppo il raglio degli asini eccheggia ogni giorno in mezzo alla campagna, gettando nello sconforto il povero elettore anti-comunista. Basterebbe osservare e riflettere con attenzione alle vicende di Betulla (il prode giornalista Renato Farina, sospeso per un anno dall’ordine dei giornalisti a causa delle sue leggerezze deontologiche) e leggere gli articoli a ricamo scritti, oltre che dai suoi nemici, anche dai suoi ex colleghi del quotidiano “ilGiornale”, bell’esempio di superficialità e tafazzismo.

E dire che Filippo Facci è abile nell’uso della mannaia, intrisa di satira intelligente la sua, di solito. Solo di solito perché nel caso di Farina la mannaia era intrisa di inaspettata acredine della quale ignoriamo l’origine ed il significato. La sua filippica contro Renato Farina è ospitata a tutta pagina il 18 novembre proprio da quel quotidiano nel quale lo stesso Betulla ha ricoperto per 5 anni la carica di vicedirettore. Lo accusa di tutto e di più, ne fa un quadro di uno psicopatico depresso, un povero cristo, lui che, nella sua ingenuità, si è prodigato a difendere gli interessi dell’Italia silenziosa.

Ma non basta. Il giorno dopo Vittorio Feltri con foglio e penna mette in campo il meglio di sé stesso e attacca Facci, definito non soltanto «giornalista piccolo piccolo, ma un omino e in questo caso si comporta come un vigliacco». Farina invece è un giornalista straordinario, persona sensibile e scrupolosa e la sua collaborazione con i servizi segreti è stata motivata da pura generosità. Feltri conclude: «sia come sia, chi tocca Farina sappia che deve fare i conti anche con me, prima o poi, e non solo con lui.» Minacce.

Mentre due dei più rappresentativi giornalisti dell’Italia di destra e moderata se la danno di santa ragione, facendo sprizzare veleno da ogni millimetro di carta e dando uno spettacolo degno del peggior avanspettacolo tafazzista, gli altri, i cuginetti di Vladimir Putin, i veri professionisti, piano piano e stando attenti a non dare troppo nell’occhio scavano la fossa a Paolo Guzzanti, altro direttore dello stesso “IlGiornale”. Loro sì che sanno come si fanno le campagne mediatiche di distruzione sistematica dell’avversario, altro che quel dilettante di Farina.

E quindi Repubblica pubblica interviste a raffica di tale Euvgenij Limarev, ex agente del Kgb ora agente di pubbliche relazioni dei vetero comunisti italiani e probabilmente al soldo di quei russi piuttosto irritati per le rivelazioni di Guzzanti sull’omicidio di Alexander Litvinenko e sui rapporti di Romano Prodi con la nomenklatura del Cremlino. Limarev fa rivelazioni scottanti sulle trame di Guzzanti e sul ruolo infido della commissione parlamentare Mitrokin, della quale rivela i veri obbiettivi: fare fuori Prodi e D’Alema, ovviamente. Guzzanti comincia a sentire puzza di bruciato e denuncia i tentativi di intimidirlo mentre illustri parlamentari della sinistra estrema, tra i quali Rizzo, Pecoraio Scanio e Monelli chiedono che «si faccia chiarezza sulle trame torbide e che venga sentito Guzzanti perché deve chiarire».

A sostenere il senatore di Forza Italia non è rimasto nessuno e lui accusa la sua parte politica «di non avere mosso un dito, di non avere emesso un fiato, di essere rimasta attonita e impassibile.» Il senatore ha ragione ad accusare e ne ha il sacrosanto diritto. Purtoppo le sue grida rimarranno senza seguito, coperte dai ragli degli asini.

Condividi:

Comments (5) lasciato to “Gli asini di Berlusconi”

  1. ephrem ha scritto:

    che strano, seppur su un tema parallelo a questo tuo post, anch’io ho scritto di ragli.
    Temo che gli asini ed i ciuchi nel nostro paese abbondino.

  2. inyqua ha scritto:

    Condivido anche le virgole…e comunque mi pare ovvio che fra Facci e Farina ci devono essere vecchi astii personali….

  3. Friedrich ha scritto:

    Nulla dico su Farina, che per molti aspetti non mi piace, ma che Facci (che invece leggo volentieri) sia uno “dei più rappresentativi giornalisti dell’Italia di destra e moderata”…
    Forse non lo sarà mai, di certo è presto per tal qualifica.
    Friedrich

  4. Cantor ha scritto:

    A Me risulta che ci sia una quota importante di lettori del Giornale che lo compra soprattutto per leggere la rubrica di Facci in prima pagina. E poi quanto spesso lo vediamo in TV?

  5. maurizia ha scritto:

    io sono una povera casilinga italiana…senza soldi… senza riferimenti e alquanto schifata!!!!Ho 55 anni e a parte la mia libertà personale (si fà per dire)posso solo fare una considerazione…..quando a Verona una volta si faceva la panà… si metteva dentro tutto il pane vecchio quasi rancido e lo si cuoceva con dell’acqua, un pò di parmiggiano e lo si mangiava…. che buono!!!!!! Oggi…anche per chi ha mangiato a suo tempo ciò… non và più bene…non vanno bene i politici sia di destra che di sinistra… fanno schifo un pò tutte le persone..giornalisti, magistrati, giudici, impresari, operai…..tutto è dentro un gioco di potere a catena……soluzione?…. bah con tutta stà schifezza non c’è il pericolo di arrivare anche noi ai kamikaze?
    certo che no!!!!…. senz’altro prima troviamo una soluzione::::::::siamo italiani….ma..!… cominciamo ad essere in minoranza,.. all’occhio che la zappa non ci cada sui piedi.! Gente ignorante come me è arrivato il momento….. spoltroniamoli!!!!riprendiamoci il potere.

Scrivi un commento

(Non verrà pubblicato)
 

Iscriviti senza inserire commenti

Chiudi
Invia e-mail