
La campagna elettorale all’interno del Partito Socialista francese è conclusa. Oggi si vota il primo turno per la scelta del(la) candidato(a) premier. Le polemiche hanno caratterizzato gli ultimi giorni, dopo che Ségolène Royal, forse innervosita per il video pirata con le sue dichiarazioni proibite sugli insegnanti, ha pensato non ci fosse di meglio che accusare i suoi diretti concorrenti di essere “maschilisti”. Una trovata comunicativa, rispedita subito al mittente sia da Strauss-Kahn che da Fabius, il primo sostenendo che non vede molte donne nell’entourage della Royal e l’altro ricordando la sua battaglia per l’abolizione del velo nelle scuole, segno di sottomissione della donna.
Intanto i sondaggi danno letteralmente i numeri. Molti analisti ritengono che i comportamenti inaspettati della Royal delle ultime settimane hanno provocato una forte erosione del suo vantaggio e che ora la sua vittoria non sia poi così certa. Addirittura c’è chi si spinge a sostenere che Strauss-Kahn vincerà facilmente al primo turno.
Intanto sull’altro fronte, quello dell’UMP, si iniziano a fare le cose su serio. Lunedì scorso François Fillon, consulente politico dell’UMP, ha presentato nel corso di una conferenza stampa il progetto legislativo del partito. E’ nato da un lavoro iniziato nel marzo del 2005 nel quale quasi 500.000 persone a tutti i livelli sono stati coinvolti. Sarà adottato dal consiglio nazionale di oggi e poi sottomesso al voto degli iscritti al partito il 20 e il 26 novembre. Il documento servirà di linea guida nel corso di tutta la campagna elettorale dell’UMP.
Nicolas Sarkozy mostra nel frattempo volti nuovi della sua campagna personale e lancia sfide populiste degne di un vero uomo di destra, non molto liberale. Nel suo sesto discorso da candidato alle presidenziali, ha fatto gli elogi di De Gaulle, vero uomo di rottura e segnalato i pericoli della mondializzazione, causa principale del degrado delle condizioni di vita di molti francesi negli ultimi 25 anni. E allora, bisogna porre rimedio a questa pericolosa tendenza: la risposta di Sarkozy pare essere il protezionismo europeo, perchè
«l’Europe a besoin de protection. Le mot protection ne me fait pas peur»
e critica la politica monetaria,
«una politique monetaire qui ne se préoccupe pas suffisament de la croissance et du chômage»
Già, il “chômage”, una spina nel fianco della Francia, un indice in netto miglioramento nell’ultimo anno, proprio nel periodo di un marcato aumento dei tassi di interesse. Ma a Sarkozy chi glielo dice?





