Con i kamikaze il neo-realismo non funziona

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C’è qualcuno che di qua dall’Altantico ha deciso di difendere la politica dell’appeasement da parte degli Stati Uniti e quindi dell’occidente alle potenze islamiste responsabili della destabilizzazione del Medio Oriente.

Daniele Sfregola, in questo interessante ed istruttivo articolo, critica i ragionamenti dei neoconservatori, per i quali il “realismo kissingeriano” tornato alla ribalta della politica estera statunitense di questi giorni, sarebbe una sorta di resa in Medio Oriente degli interessi e degli alleati americani, così come dei principi americani”.

Questa tesi può essere accettata o rigettata, dipende dai punti di vista. In questo senso entrambi sono validi, anche se non è stato precisamente il realismo a provocare la caduta degli imperi comunisti del male, semmai il contrario.

La cosa che non può essere accettata, invece, è il mancato riconoscimento delle differenze fondamentali che hanno caratterizzato la guerra fredda e che caratterizzano oggi la guerra globale del jihadismo. Sfregola scrive che

«Il contenimento del moloch sovietico portò infine alla sua implosione. Ma, di mezzo, ci furono innumerevoli accordi col medesimo. Stringere la mano al Diavolo non significa arrendersi, ma conoscerlo meglio per batterlo prima».

Il moloch sovietico era caratterizzato da un’espansione nazionalista di tipo territoriale. L’ideologia comunista è stato il mezzo e non il fine di una politica volta a stabilire una egemonia imperialista di stampo totalitario sul molte regioni del pianeta. Le motivazioni del jihadismo trovano invece fondamento in una visione messianica, secondo la quale la vittoria è perseguita ad ogni costo, indipendentemente dalla conquista dei territori, fino al momento dell’apocalisse. Come dice Carlo Panella

“Il fine è quello di imporre la superiorità di un modello di società e di religione (panarabo, panislamista, sciita, sunnita) su un altro.”

Non riconoscere queste fondamentali differenze significa, ancora una volta, non avere compreso con chi abbiamo a che fare. Prendere le misure ad un carrarmato con la stella rossa non è esattamente la stessa cosa che prenderle verso una generazione di fanatici pronti al martirio con le cinture di esplosivo. Se non lo capiamo che al Diavolo è sempre meglio non stringere la mano, qualsiasi sia la teoria, avremo perso.

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