La riconta dei voti: tafazzismo, solo tafazzismo.

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Questa mattina siamo andati dal giornalaio, come al solito. Tra i tanti, abbiamo acquistato (purtroppo dobbiamo, purtroppo) il quotidiano “Il Giornale“, il cui proprietario è il fratello di Silvio Berlusconi. Dopo esserci accorti che in prima pagina non si fa neanche cenno al disastro libanese, ci siamo invece accorti della gigantografia del Cavaliere che campeggia in centro alla pagina con il titolo: “Berlusconi: abbiamo vinto. Vanno ricontati tutti i voti“. Caspita!

Ci siamo quindi avventurati nelle pagine interne ed abbiamo letto l’articolo scritto sull’argomento da quel pezzo grosso che è Luca Telese. Si parla dei presunti problemi nelle votazioni degli italiani all’estero, emersi dopo l’audizione del magistrato Claudio Fancelli del 14 novembre scorso, davanti ad una commissione del Senato.

Telese si lamenta e scrive:

«…la verità che avevamo documentato sul caos che ha dominato il voto degli italiani all’estero affiora come il relitto di un galeone dal fondo del mare, quando meno ce lo aspettavamo; errori, falsificazioni, conti alterati, scrutini celebrati senza regole. Schede annullate che non dovevano esserlo e altre irregolarità che sono state computate come se nulla fosse.»

Riporta poi il resoconto stenografico dell’audizione di Fancelli, dove, tra l’altro, il magistrato dichiara inattendibili una parte degli scrutini, parla di incongruenze dei dati e dell’impossibilità di parificare i verbali. Telese si pone quindi delle domande:

«E’ stato un grande complotto? No.»

Bontà sua, almeno questo.

«…ma è l’effetto di un sistema che, a detta degli stessi tecnici, per via del voto postale, era impostato in maniera delirante fin dall’avvio dei plichi e chiuso in modo altrettanto incredibile da uno scrutinio assolutamente fuori misura, per rapporto fra personale dei seggi, condizioni logistiche e numero dei votanti. Non c’è stato dolo o almeno nella maggior parte dei casi no. E bastato il sistema di voto.»

Pure Fancelli conferma le conclusioni di Telese:

«Dipende dal Parlamento modificare questa norma. Diversamente queste situazioni si verificheranno sempre e ogni volta staremo qui a dire che le operazioni di voto degli italiani nel mondo sono uno schifo, che è successo di tutto e chi più ne ha più ne metta.»

A questa punto, nella nostra testa, cominciano ad insinuarsi i primi dubbi e la prime perplessità. Torniamo quindi alla prima pagina. Nel box con la gigantografia, troviamo l’inizio di un articolo del sen. Paolo Guzzanti, che scrive, tra l’altro:

«…il resoconto stenografico della seduta del 14 novembre della Giunta delle elezioni del Senato che ascoltava il dottor Claudio Fancelli, presidente dell’ufficio centrale per la circoscrizione Estero, ha pubblicamente e definitivamente denunciato la validità dello spoglio elettorale e chiesto di ricontare le schede.»

Ahi, ahi ahi, senatore, allora è un vizio. Fancelli ha detto tante cose, ma non ha mai chiesto nessuna riconta. Anche perché non è di sua competenza. I dubbi aumentano.

Andiamo avanti:

«Si conferma poi che decine di migliaia di schede non sono mai state recapitate agli elettori ma che sono state comprate e votate da altri…»

Suvvia senatore, non faccia così, se le schede non sono mai state recapitate, come può essere certo che siano state comprate e votate da altri, visto che Fancella pure questo non si è mai sognato di dire? Riflessi “Scaramelliani”?

E ancora:

«Adesso sono arrivati i rapporti sui brogli all’estero e appaiono evidenti i saccheggi di schede, voti e preferenze usati per ribaltare il risultato del voto: in Italia aveva vinto il centro destra, ma attraverso i brogli all’estero era possibile assegnare egualmente la vittoria all’Unione.»

Uffi, Senatore, non è da lei, non è giornalismo serio parlare di cose evidenti quando evidenti non sono. E neanche dell’uso che ne è stato fatto, lei non si può fare garante verso i cittadini di un’opinione che pur sempre tale resta.

Spulciando e sbirciando, siamo andati poi a leggere un’intervista rilasciata da Claudio Fancelli a “La Repubblica”. Il magistrato nega di aver mai detto che il voto degli italiani all’estero sia stato una farsa, lo giudica attendibile e critica la procedura e il voto per posta che “suscita qualche perplessità“. Spiega che, al contrario del voto in patria, quello all’estero scarseggia di controlli, il voto è organizzato per via consolare, ricevi, rispedisci con vettori privati (non pubblici ufficiali) che non ti possono dare le stesse garanzie. Se ci sono state irregolarità, queste possono essere avvenute nelle spedizioni postali. Non commenta le dichiarazioni di Berlusconi e ribadisce che, secondo lui, il voto degli italiani all’estero è valido. I dubbi sono ora atroci.

E Berlusconi? Sotto la pioggia, mentre esce dal portone di Palazzo Grazioli, dice:

«Noi abbiamo il convincimento che abbiamo vinto noi: quindi bisogna ricontare tutte le schede perché in una democrazia non si può assegnare una maggioranza per 24 mila schede che sono lo 0,6 per mille.»

Le conclusioni? A questo punto della faccenda sembra escluso il dolo. Il problema sta nelle procedure, che fanno acqua da tutte le parti. Conclusione di parte, si potrebbe obbiettare. E sia. Supponiamo allora che il dolo ci sia stato. Che il personale dei consolati e altri oscuri individui infiltrati presso gli spedizionieri addetti al trasporto delle schede, siano riusciti a taroccare i risultati.

In un caso (niente dolo, problemi di procedure) o nell’altro (dolo), con che faccia può Silvio Berlusconi agitarsi e invocare giustizia davanti al paese ed al suo elettorato, recitando la parte delle vittima, turlupinata dall’esito del voto? Come può sottrarsi alla responsabilità di averci consegnato alle sinistre con la SUA decisione di cambiare la legge elettorale, con l’introduzione del voto degli italiani all’estero e la SUA incapacità di organizzare le procedure di un voto da LUI voluto, in modo che tutti gli elettori e tutte le parti politiche fossero garantite?

Come può permettersi di tacere davanti alla dèbacle politica di un governo e di collaboratori poco liberali e per di più incapaci di trarre da una decisione politica nulla se non una sconfitta? Come può addossare alla sinistra responsabilità che non sono sue? Come può prendere in giro chi, votandolo, ha dovuto subire una sconfitta disastrosa per sé stesso e per il paese e deve ora ascoltare da lui, dal giornale a lui vicino e dal suo fedele senatore Guzzanti, le ammissioni indirette di questo disastro e la negazione palese dei fatti?

La vera differenza tra la Casa delle Libertà e il Centro Sinistra è che loro hanno fatto pubblicare da Deaglio un CD che ha portato alla riconta dei voti in regioni nelle quali risulteranno i brogli del Centro Destra. Mentre il Centro Destra sta facendo propria la bandiera di una vicenda, quella degli italiani all’estero, dalla quale risulta ancora la sua incapacità, il suo dilettantismo e il suo tafazzismo politico. Ah, dimenticavo, c’è un altra differenza. Con questo caos estero, andremo alle prossime elezioni politiche e il caos regalerà ancora deputati e senatori al Centro Sinistra.

Cavaliere, abbia il buon senso almeno di stare zitto e incominci a fare politica. Sennò la prossima volta votiamo scheda bianca.

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Comments (10) lasciato to “La riconta dei voti: tafazzismo, solo tafazzismo.”

  1. Augusto ha scritto:

    Si, Cantor, non posso che darti ragione, a malincuore.
    Hanno vinto, come poco importa; adesso bisogna incominciare a pensare al NUOVO ai cambiamenti……..intanto buttando a mare Casini e compagni.

    Per altro, come ricorderai vivo in Colombia, in Colombia non ha votato nessuno; perchè nessuno ha ricevuto il benedetto plico.
    A parte i residenti a Bogotá o quelli che hanno speso 1 giorno e circa 250€ di biglietto aereo per recarsi in ambasciata.
    Ciao

  2. Woody Alessio ha scritto:

    Ma come in libano non c’erano i soldati della pace comunisti a sistemare tutto?!

  3. gio' ha scritto:

    non capisco, prima riforma la legge elettorale (definita da Calderoli stesso una porcata) e poi si lamenta dei suoi effetti??

    come fa un’opposizione a pilotare brogli elettorali se alle leve dei comandi ci sono gli uomini della maggioranza??

    il vero problema a mio avviso che non esiste in Italia una destra vera (vedi la destra spagnola, quella irlandese, quella olandese e via discorrendo) ma solo un pasticcio ben fatto di dorotei democristiani con le bocche sempre aperte pronti a magnarsi tutto

  4. de ha scritto:

    un commento troppo di parte per essere commentato

  5. Cantor ha scritto:

    Vabbè, che non esista una destra in Italia non è cosa che si possa liquidare così.
    Il problema non è solo politico ma di capacità organizzative, gestionali, di consenso all’interno dell’apparato burocratico e di conoscenza di una certa realtà, diversa da quella aziendale.
    Insomma il problema è un’insufficiente “professionismo politico”.

  6. Antonio ha scritto:

    Riconta che ti passa
    o meglio
    Ri..cantando sotto la pioggia
    Antonio

  7. Liborio ha scritto:

    Tra il giornale è Deaglio, che addirittura si è inventato qual documentario/pagliacciata, c’è poco da stare allegri!

  8. FABIO ha scritto:

    ANCHE MIO NIPOTINO DI TRE ANNI SA CHE, ALLE ULTIME POLITICHE, BERLUSCONI E’ STATO TRUFFATO! MA SI SA, LA SINISTRA….E’ SEMPRE LA STESSA!

  9. Nessuno ha scritto:

    Ma perchè non vi buttate nel cesso? Pensate di far politica, ma siete solo dei bastrdi che odiano la democrazia. Proviamo a ricontare, bastardi dentro.
    Voglio proprio vedere se pubblicherete questo. Bastardi politici.

  10. Cantor ha scritto:

    Calma ragazzi, osservate le regole della casa. Niente insulti, soprattutto non mi date del politico che è l’insulto peggiore.

    E smettetela con i link fasulli. Sai che divertimento.

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