Bin Saud: presto la resa dei conti con Ahmadinejad

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Realisti o interventisti, diciamo la verità: la questione mediorientale così come si presenta oggi difficilmente si potrà risolvere al meglio se non con una resa dei conti tra gli stessi stati arabi musulmani. In questo l’Occidente si deve ritenere fortunato perché il fronte dei paesi islamici è composto da una galassia di situazioni variegate, che ne accrescono l’instabilità e riducono la minaccia verso il mondo libero e democratico. Altro sarebbe se ci trovassimo di fronte ad oltre 1 miliardo di musulmani, compatti e pronti a marciare contro Israele, gli Stati Uniti e l’Europa.

L’Iran tenta di imporsi come potenza egemone e l’affermazione di una sua supremazia significherebbe la sconfitta dei sunniti. Già ora la lotta armata tra queste opposte fazioni è sotto gli occhi di tutti in Irak, dove le bombe, gli attentati e gli sgozzamenti altro non sono che la manifestazione di una dura lotta per la conquista del territorio mesopotamico, dei suoi pozzi petroliferi e della sua civiltà.

Sarebbe però errato pensare che questa lotta si esaurisca in casa irakena. In realtà anche la recente situazione libanese e le continue invettive di Ahmadinejad contro Israele fanno parte dello stesso scenario, nel quale i paesi arabi sunniti, confinanti e non, non possono certo stare a guardare.

I più minacciati, per ragioni geo-politiche e di schieramento, in questo momento sono la Giordania e, soprattutto, l’Arabia Saudita. Quest’ultima gode di protezione americana, un accordo siglato dopo la fine della 2° guerra mondiale tra i vertici dei due paesi. Ora i contatti, non troppo palesi ma intensi, avvengono tra la plutocrazia saudita e Condoleeza Rice e mirano a trovare soluzioni efficaci per arginare l’avanzata sciita, tramite le quali si possa creare un equilibrio senza che gli Stati Uniti siano direttamente coinvolti. Anche a costo di fare delle concessioni ad Israele.

I principali ostacoli che la Rice deve superare sono insiti nella struttura di potere e negli equilibri della casa reale saudita, padrona del paese e lacerata da lotte intestine per la conquista del potere politico ed economico. Carlo Panella ci spiega in modo interessante ed esauriente, gli ultimi sviluppi della situazione.

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