Tattiche e meriti: guardiamo a rovescio

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Un noto giornale politico del Centro Sinistra così descrive l’operato di Romano Prodi:

“Al di là di qualche errore tattico e non di merito, il governo non solo non ha perso la rotta ma, anzi, tiene saldamente il timone. Il tempo darà ragione all’esecutivo, basterà attendere che la Finanziaria vada a regime”.

Questa frase è emblematica. Parla della difesa ad oltranza dell’indifendibile e tuttavia non è priva di spunti interessanti. Il governo non ha mai perso la bussola perché, nonostante un corposo programma, non l’ha mai avuta. Non potrebbe essere altrimenti, viste le forti differenziazioni politiche ed ideologiche che compongono la sua maggioranza.

E’ invece vera la validità del fattore tempo. Romano Prodi ha fatto il contrario di Silvio Berlusconi. Ha confezionato subito una pillola amara e velenosa che, pur se non necessaria visto lo stato della finanza pubblica, gli italiani devono ora inghiottire così com’è e senza neanche un po’ di zucchero. In qualche modo questa pillola metterà nelle casse dello stato una considerevole quantità di risorse la cui redistribuzione sarà possibile nei prossimi anni di governo.

Da qui alle prossime elezioni (se il governo non cadrà prima), il ricordo di questo boccone avvelenato si sarà perso nell’oblio e sarà più difficile per tutti utilizzarlo come arma politica contro il Centro Sinistra. Per contro, con il fieno in cascina, questa maggioranza potrà più facilmente svolgere politiche economiche e sociali finalizzate a rimanere in sella. Sarà stata una sorta di medicina preventiva, dolorosa e amara che una volta ben digerita ed assimilata potrebbe addirittura dare ai poveri cittadini malati una sensazione di benessere.

Nei prossimi anni Prodi ed i suoi compagni possono governare più tranquilli, facendo ingoiare agli italiani piccole pilloline insieme al cibo quotidiano e regalare loro, di tanto in tanto, qualche dolcetto gustoso, se le condizioni lo permetteranno.

In questo senso le affermazioni di Prodi andrebbero rovesciate. Non si è trattato di un errore tattico e non di merito ma semmai del contrario. Tatticamente una finanziaria pesante, bislacca ed illiberale è meglio vararla al primo anno di governo. Nel merito invece, il Centro Sinistra ha dimostrato fin’ora di essere solo un magma di demagogia, di odio classista e di rappresentare solo sé stesso. Adesso arriva la fase 2. Vediamo che succede.

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Comments (2) lasciato to “Tattiche e meriti: guardiamo a rovescio”

  1. Augusto ha scritto:

    Dopo che te lo hanno infilato, ti abitui e, forse ci godi anche………….
    Ma non era meglio non prenderlo?
    Ciao

  2. Cantor ha scritto:

    Era sicuramente meglio non prenderlo. Ormai è tardi. Bisognerebbe spiegarlo all’ex ministro Calderoli che ha voluto il nuovo sistema elettorale proporzionale e al senatore Tremaglia con il suo voto agli italiani all’estero.
    E soprattutto bisognerebbe chiederlo chi gliel’ha permesso.

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