Oggi ha vinto la giustizia giusta

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Apprendiamo oggi che la giustizia in Italia ha rimarginato una sua grave ferita. A provocarla è stato un manipolo di magistrati disonesti, invidiosi e spaventati dalla forza dell’esempio di un giudice garantista. Corrado Carnevale, laureato a 21 anni, magistrato a 23, immancabilmente primo a tutti i concorsi, giudice in tribunale, giudice di Corte d’Appello, giudice di Cassazione, a 53 anni presidente di sezione, a 55 il più giovane presidente titolare della storia della Cassazione. Era conosciuto più che altro come “l’ammazzasentenze”, perché lui le sentenze le macinava, le triturava. Scovava gli errori, le forzature logiche e metteva in risalto l’ignoranza e la superficialità dei suoi colleghi.

A partire dall’inizio degli anni ‘90, qualcuno decise che questo “cantore” della giustizia giusta, non doveva farla franca. Persecuzioni, accuse di collusione con i mafiosi e infine, come si fa un questi casi, ecco l’accusatore e il suo teorema. Durante il processo Andreotti, durante la sua presidenza all’antimafia, Luciano Violante riesce a coinvolgere Carnevale. Il teorema: Andreotti raccomandava i mafiosi amici di Salvo Lima e Carnevale aggiustava i processi.

Nonostante le inchieste di due ministri della Giustizia e il loro parere negativo, li processo a Carnevale si fa, a Palermo, 76 udienze, 65 testimoni: alla fine una piena assoluzione con formula piena perché “il fatto non sussiste“. Nonostante una commissione creata appositamente per lui e il processo d’appello (solo 5 udienze) che lo ha visto soccombere con una condanna a sei anni, alla fine la Cassazione l’ha cestinata, censurando severamente i Giudici della Corte d’Appello.

Cinque anni sono passati. L’11 Marzo 2004 il Parlamento italiano ha dato luce ad un legge con la quale ha sancito il sacro principio della riparazione dell’errore giudiziario, determinando il diritto al reintegro nei pubblici uffici. Due anni ci sono voluti al CSM per prendere una decisione, che è stata quella di ricorrere al Consiglio di Stato contro questo provvedimento, nel più palese spregio di fatto e di diritto delle istituzioni, della storia e del merito di questa vicenda. Una settimana fa il Consiglio di Stato si è espresso e ha dato definitivamente ragione a Carnevale, ordinando anche il reintegro del giudice in magistratura. Speriamo che, nonostante i suoi 76 anni, possa ancora vincere il prossimo concorso per primo presidente, come stava facendo prima del rinvio a giudizio.

Nel frattempo chi ha distrutto questa carriera e provocato al paese un danno difficilmente calcolabile, continua a sedere imperterrito in Parlamento, anche se ultimamente di lui si sente poco parlare. E, con questo, non ci vengano più a raccontare che una certa parte politica non abbia fatto uso dei giudici e della giustizia per dimostrare certi teoremi, anche si sono ormai vaporizzati.

(Grazie a Lino Jannuzzi)

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Comments (10) lasciato to “Oggi ha vinto la giustizia giusta”

  1. Pippo ha scritto:

    Caro Cantor
    Hanno ed hanno sempre avuto degli dei in parlamento e un giornalista-scrittore, presunto allievo di Montanelli al quale è affidato il compito di dimostrare le tesi giudiziarie che fanno loro comodo.
    Comunque fa piacere constatare che c’è ancora qualche giudice a Berlino che fa il suo dovere.
    Da semplice cittadino, auguro al Giudice Carnevale che, anche se nessuno gli potra restituire gli anni perduti, venga concesso il dovuto “onore delle armi”.
    Un saluto e Auguri

  2. Cantor ha scritto:

    Auguri anche a te Pippo, di Buona Anno e di Buon Natale (si può ancora dire???) :-)

  3. Pippo ha scritto:

    Si può, si può: basta pensarlo e volerlo davvero !
    Grazie !

  4. salvatore ha scritto:

    ma che scrivete bastardi era kiaro ke carnevla era amico di andreotti e ke annullò numerosi processi per vizi di forma spesso inverosimili semplicemente per essere colluso con Cosa Nostra ossia la mafia.
    Vergognatevi a scrivere questi artikoli

  5. giusy ha scritto:

    http://it.youtube.com/watch?v=Vx4_OjyPqag

    Il giornalista Marco Travaglio vi rifà un attimo il punto sul vostro eroe Carnevale…..

  6. evviva la mafia ha scritto:

    La sesta (legge ad personam, ndr.) è quella che Liana Milella ci rivela questa mattina su Repubblica.
    Qui, per fortuna, qualcuno dell’opposizione se n’è accorto.
    Soprattutto due rarissimi parlamentari che se ne intendono: Gerardo D’Ambrosio e Felice Casson, ex magistrati entrambi.
    Che cosa hanno scoperto? Che l’altro giorno, infilato nella norma che incentiva i magistrati che si recano nelle sedi disagiate con aumenti di stipendio, hanno inserito un piccolo codicillo che abroga una norma approvata nel 2007 dal governo Prodi.
    Cosa diceva quella norma? Che i magistrati non possono ricoprire incarichi direttivi oltre i 75 anni se sono stati reintegrati in base alla legge che consentiva ai funzionari pubblici, sospesi o dimissionari per processi o condanne, che poi venivano assolti e potevano essere reintegrati. In caso di reintegro, comunque il magistrato non può ricoprire incarichi direttivi se ha compiuto 75 anni.
    Uno dirà: “ma di chi stanno parlando? Fate nomi e cognomi!”.
    Chi è il magistrato che è stato reintegrato dopo che si era dimesso perché era stato condannato, poi era stato assolto ed è ritornato in carica e ha compiuto 75 anni? Non ce ne sono mica tanti: ce n’è uno.
    Si chiama Corrado Carnevale.
    E’ una vecchia conoscenza, soprattutto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che lo consideravano l’avversario numero uno.
    Subito dopo la mafia c’era colui che alla presidenza della prima sezione penale della Cassazione si incaricava di cassare, annullare, decine di sentenze di condanna emesse dai giudici di Palermo nei confronti dei capi mafia.
    Ma non solo di quelle di Palermo: assolveva anche i clan processati e condannati a Torino, ad esempio.
    Sempre con cavilli, virgole mancanti, timbri incompleti. Era il re del garbuglio. Lo chiamavano “l’ammazza sentenze”.
    Secondo alcuni testimoni, suoi colleghi in Cassazione e alcuni pentiti di mafia questo signore non annullava le sentenze perché andavano annullate ma perché era d’accordo con la mafia.
    Si è fatto un processo, Carnevale è stato assolto in primo grado, condannato in appello e poi la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza.
    Senza rinvio vuol dire che non ha disposto un nuovo processo in appello, come spesso avviene, ha annullato definitivamente stabilendo che le prove utilizzate dalla Corte d’Appello, quelle decisive, non erano più utilizzabili.
    Come mai? Dei colleghi di Carnevale in Cassazione, che raccontavano di come lui facesse pressioni per ottenere l’annullamento delle condanne dei mafiosi anche quando non c’entrava niente perché non presiedeva il collegio - figurarsi quando lo presiedeva… c’erano racconti di suoi colleghi che dicevano: “quando eravamo in camera di consiglio lui ci diceva di annullare”. Ma anche quando non era in camera di consiglio chiamava alcuni colleghi e diceva: “mi raccomando, annullate”.
    La Corte ritiene utilizzabili queste dichiarazioni nel senso che ritiene, come si era sempre ritenuto fino a quel momento, che se in camera di consiglio dove vige il segreto più assoluto - nessuno può rivelare cosa succede in camera di consiglio - si commettono dei reati, metti che il presidente malmena uno degli altri giudici, il giudice quando esce con l’occhio nero potrà dire “mi ha menato il presidente”… anche se la camera di consiglio è segreta, se si tratta di scoprire se sono stati commessi dei reati e chi li ha commessi si può divulgare cosa è avvenuto.
    La Cassazione, sconvolgendo e ribaltando questa impostazione originaria, ha detto no: “non si può rivelare nulla della camera di consiglio, nemmeno quando si tratta di processare qualcuno per qualcosa fatto all’interno della camera di consiglio”.
    Quindi ha dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni dei magistrati di cassazione che dichiaravano di aver subito pressioni in camera di consiglio da Carnevale. Quindi, se la prova non vale più perché sono cambiate le regole durante la partita è evidente che a quel punto Carnevale, anche per questo motivo, è stato assolto.
    La Corte non si è accorta di un altro fatto: alcuni colleghi di Carnevale, che lo accusavano, non raccontavano di pressioni avvenute dentro la camera di consiglio.
    Raccontavano di pressioni che faceva quando non stava in camera di consiglio, perché non presiedeva il collegio.
    Erano pressioni avvenute fuori e dovrebbero essere utilizzabili.
    Han fatto un fritto misto, han messo tutto dentro, hanno detto che era tutto inutilizzabile e, anche per questo motivo, Carnevale è stato assolto.
    A questo punto, dopo la condanna in appello, si era dimesso dalla magistratura, altrimenti il CSM l’avrebbe comunque sospeso o cacciato.
    Dopo che la Cassazione lo ha assolto, lui ha ottenuto una legge per poter rientrare in magistratura dopo che si era messo in prepensionamento.
    Legge che ha approvato la maggioranza di centrodestra nel 2003, con voti delle solite teste di cavolo di una parte del centrosinistra che quando si tratta di dare una mano nelle porcate non si tira mai indietro.
    Questa maggioranza trasversale riportò Carnevale in magistratura, alla Cassazione, a presiedere una sezione della Cassazione.
    Per il momento sezione civile, prima stava nel penale.
    Ma non è che l’assoluzione della Cassazione cancella i fatti.
    Per esempio, indagando su di lui i magistrati di Palermo l’avevano intercettato per un certo periodo e l’avevano sentito, subito dopo la morte di Falcone e Borsellino, parlare di loro con dei suoi colleghi.
    Carnevale, in quelle telefonate intercettate, li chiamava - Falcone e Borsellino, i martiri dell’antimafia - “i Diòscuri”, come se fossero Castore e Polluce.
    Li prendeva in giro, da morti. Diceva che erano “due incapaci, con un livello di professionalità prossimo allo zero”.
    Chiamava Falcone “quel cretino”, “faccia da caciocavallo” - cioè faccia da culo, detto molto chiaramente, è un modo di dire siciliano - e aggiungeva: “io i morti li rispetto, ma certi morti no”.
    Falcone e Borsellino manco da morti, li rispettava.
    Aggiungeva: “a me Falcone non è mai piaciuto”. Poi insinuava che Falcone avesse messo sua moglie, Francesca Morvillo morta anche lei a Capaci, nella corte d’Appello di Palermo per far confermare le condanne che Falcone otteneva in primo grado.
    Lo accusava di aggiustare i processi, diceva al telefono, per “fregare qualche mafioso”. Secondo lui condannare i mafiosi significava fregarli.
    Questo lo diceva lui. Tant’è che quando l’hanno interrogato gli hanno chiesto: “ma lei conferma le cose che ha detto?” “Si si, io contro di loro ho un’avversione che non è venuta meno neanche dopo che la mafia li ha ammazzati”.
    Questo è il soggetto che in base a questa legge è tornato in Cassazione. Ma c’era questa norma, fatta dal centrosinistra, che almeno ci metteva al riparto dalla beffa delle beffe. Carnevale è più vecchio di tutti proprio perché l’hanno reintegrato quando era over quota.
    Il fatto che sia il più anziano degli altri lo pone in vantaggi in un’eventuale corsa alla presidenza della Cassazione.
    Adesso un presidente c’è, si chiama Carbone, ma va in pensione nel 2010 e Carnevale lascerà la Cassazione nel 2013, quando avrà 83 anni.
    Dagli 80 agli 83 anni, quando andrà in pensione Carbone, chi sarà il candidato unico, il più anziano, che ha più titoli per diventare primo presidente della Cassazione, il magistrato più importante d’Italia, quello che sta al vertice della piramide della magistratura sopra il quale non c’è più niente?
    Sarà Carnevale.
    In base a questa legge che stabilisce che anche se ha compiuto 75 anni ed è stato reintegrato, può diventare dirigente di un ufficio. Può diventare il primo presidente della Corte Suprema di Cassazione.
    Così quando un famoso annullatore di sentenze come questo andrà a presiedere la Cassazione, tutti quelli che hanno delle sentenze che stanno per arrivare in Cassazione e che sperano che siano annullate, avranno buone speranze di ottenere il loro bravo annullamento.
    Questa è la sesta legge ad personam che passa in Parlamento.

  7. Cristiano ha scritto:

    CARI SIGNORI CHE CREDETE ALLA BUONA FEDE DI CARNEVALE INFORMATEVI, INDAGATE OPPURE SIETE CULTURALMENTE COLLUSI, CULTURALMENTE E/O CON I FATTI !!!

    MA RICORDATE:

    LA VERITA’ CI RENDERA’ LIBERI

  8. Anonimo ha scritto:

    OGGI HA VINTO LA GIUSTIZIA MAFIOSA!

  9. Umberto ha scritto:

    Incredibile!! Ma chi è l’autore di questo mega blog fasullo del cavolo che vuole far passare uno come Carnevale (di nome e di fatto somigliante alla festa annuale) per una persona onesta. Dopo intercettazioni telefoniche che lo hanno beccato in cui disprezzava, da morti, i giudici Falcone e Borsellino (Esempi di professionalità e correttezza per quello che hanno fatto per l’Italia) e diceva di loro: “Due persone che cercavano di incastrare i mafiosi”. Come se incastrare i mafiosi fosse una cosa ignobile e sbagliata. Svegliatevi lettori di questo blog, sempre che siate persone obiettive e non manipolate o manipolatori. Questo è il link dove trovate una breve storia del giudice(diciamo giudice) Carnevale. http://it.youtube.com/watch?v=Vx4_OjyPqag

  10. Cipriano ha scritto:

    La giustizia giusta? Per colui che ha cercato in tutti i modi di intralciare Falcone e Borsellino? Ma pure la pensione gli dovrebbero togliere, a 80 anni. Vergogna. Paese di vecchi e di mafiosi.

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