L’Universo dei Blog

BigBangBlogsfera.jpg

Giovedì 14 dicembre, nell’allegato Nòva24 del Sole24Ore è uscito un interessante articolo di Enrica Garzilli e Ludovico Magnocavallo. I due eroi hanno utilizzato i dati del sito Blogbabel.com per disegnare una strabiliante mappa della blogsfera italiana. Le immagini sono disponibili sotto licenza Creative Commons a questo link. Il grafico è stato costruito con le interazioni di tutti i blog registrati nella classifica di Bogbabel e con le loro interazioni, definite dai link in entrata ed in uscita. Immaginatevi quindi una forma grafica delle interazioni di un sito che cataloga tutti i blog iscritti in base alle loro rispettive interazioni.

Qui potete vedere una versione in alta definizione dell’immagine. Clikkando con il tasto sinistro, l’immagine si ingrandisce! (Quella cartacea è grande quanto due pagine di giornale affiancate.)

LeWeb3

Leweb3.jpg

Si è concluso da pochi giorni a Parigi la terza edizione del maggior incontro continentale in fatto di web log e Web2.0. Mille partecipanti da 36 paesi per un simposio che ha confermato il ruolo guida del paese transalpino nel mondo dei blog.

“Tra i paesi del vecchio continente la Francia ha la più popolare comunità di blogger: il 90% dei navigatori francesi dichiara di conoscere i blog. Escludendo la piattaforma SkyBlog, promossa dal network radiofonico SkyRock, con 5 milioni di blog curati prevalentemente da adolescenti, la stima dei blog attivi in Francia supera comunque il milione di unità” (fonte Nòva24 ilSOle24Ore).

Su leWeb3 consigliamo le interessanti letture di Paolo Valdemarin su ApogeoOnline, gli articoli di Luca Conti sul suo blog Pandemia, l’articolo di Edit il blog del sito Html.it e l’articolo su Punto Informatico.

Tattiche e meriti: guardiamo a rovescio

Prodi_caricatura.jpg

Un noto giornale politico del Centro Sinistra così descrive l’operato di Romano Prodi:

“Al di là di qualche errore tattico e non di merito, il governo non solo non ha perso la rotta ma, anzi, tiene saldamente il timone. Il tempo darà ragione all’esecutivo, basterà attendere che la Finanziaria vada a regime”.

Questa frase è emblematica. Parla della difesa ad oltranza dell’indifendibile e tuttavia non è priva di spunti interessanti. Il governo non ha mai perso la bussola perché, nonostante un corposo programma, non l’ha mai avuta. Non potrebbe essere altrimenti, viste le forti differenziazioni politiche ed ideologiche che compongono la sua maggioranza.

E’ invece vera la validità del fattore tempo. Romano Prodi ha fatto il contrario di Silvio Berlusconi. Ha confezionato subito una pillola amara e velenosa che, pur se non necessaria visto lo stato della finanza pubblica, gli italiani devono ora inghiottire così com’è e senza neanche un po’ di zucchero. In qualche modo questa pillola metterà nelle casse dello stato una considerevole quantità di risorse la cui redistribuzione sarà possibile nei prossimi anni di governo.

Da qui alle prossime elezioni (se il governo non cadrà prima), il ricordo di questo boccone avvelenato si sarà perso nell’oblio e sarà più difficile per tutti utilizzarlo come arma politica contro il Centro Sinistra. Per contro, con il fieno in cascina, questa maggioranza potrà più facilmente svolgere politiche economiche e sociali finalizzate a rimanere in sella. Sarà stata una sorta di medicina preventiva, dolorosa e amara che una volta ben digerita ed assimilata potrebbe addirittura dare ai poveri cittadini malati una sensazione di benessere.

Nei prossimi anni Prodi ed i suoi compagni possono governare più tranquilli, facendo ingoiare agli italiani piccole pilloline insieme al cibo quotidiano e regalare loro, di tanto in tanto, qualche dolcetto gustoso, se le condizioni lo permetteranno.

In questo senso le affermazioni di Prodi andrebbero rovesciate. Non si è trattato di un errore tattico e non di merito ma semmai del contrario. Tatticamente una finanziaria pesante, bislacca ed illiberale è meglio vararla al primo anno di governo. Nel merito invece, il Centro Sinistra ha dimostrato fin’ora di essere solo un magma di demagogia, di odio classista e di rappresentare solo sé stesso. Adesso arriva la fase 2. Vediamo che succede.

Giustizia violenta in nome della religione

Violenza_su_donne.jpg

La “reattività temporanea” non è più reato nel nostro paese. Specialmente se è causata da dissidi relativi alla sfera religiosa. Che significa? Significa che se decide di educare mia figlia ai precetti di una religione diversa dalla mia, oltre a dissentire posso cercare di dissuaderla dai suoi propositi anche con metodi violenti. Picchiandola, per intenderci. E’ sufficiente che “si tratti di episodi sporadici ed espressione di una reattività estemporanea.

Questo secondo il giudizio della sesta sezione penale della Corte di Cassazione. In altre parole, in una situazione di dissidio causato dal diverso credo religioso, uno dei due coniugi può maltrattare l’altro (fisicamente, psicologicamente). Non incorrerà in alcuna condanna se non lo farà quotidianamente e la sua reazione sia estemporanea: dicesi “ciò che è fatto senza preparazione, improvvisato, superficiale, sbrigativo“. Insomma basta cha sia un rimedio, una trovata, una soluzione frutto di una condizione reattiva.

Ricapitolando e facendo un esempio attinente alla realtà: sono una donna sposata con un marito musulmano e ho deciso di convertirmi al cattolicesimo. Ho deciso anche che i miei figli dovrebbero essere cresciuti secondo i principi cattolici. Mio marito, come la maggior parte dei musulmani, non è per niente d’accordo. E siccome ognuno resta sulle proprie posizioni, da oggi lui potrà malmenarmi, basta che lo faccia senza soluzione di continuità. Lo potrà fare, per esempio, una o due volte alla settimana. Non ha importanza se sarà un buffetto o un cazzotto che mi sfonderà la mascella, ciò che conta è che la sua reazione pugilistica sia improvvisa e reattiva. E, potete contarci, molti uomini musulmani che vivono in Italia, queste cose già le fanno perché secondo i loro costumi le donne vivono sotto la loro tutela. Da oggi non dovranno più temere una condanna penale.

Ovviamente non vogliamo sostenere che questa novità giuridica riguardi solo e soprattutto i musulmani. Per carità. Ma vista la pressione demografica esistente oggi verso il nostro paese, possiamo esser certi che da ora in avanti la colonia di musulmani potrà crescere di numero sapendo che la potestà sulle donne potrà esser esercitata anche con metodi inusuali per una civiltà cosiddetta libera, democratica.

Nel nostro paese dovrebbero vigere alcuni principi fondamentali etici e giuridici. Per esempio il rispetto della vita e dell’integrità fisica e psichica della persona, davanti ai quali nessuna motivazione può essere considerata di maggior valore. Da oggi non è più così, grazie all’emerita Cassazione ed alla sua decisione di elevare i “motivi religiosi” al di sopra di questi principi. Ormai abbiamo perso la testa.

Bin Saud: presto la resa dei conti con Ahmadinejad

Saudita Principe.jpg

Realisti o interventisti, diciamo la verità: la questione mediorientale così come si presenta oggi difficilmente si potrà risolvere al meglio se non con una resa dei conti tra gli stessi stati arabi musulmani. In questo l’Occidente si deve ritenere fortunato perché il fronte dei paesi islamici è composto da una galassia di situazioni variegate, che ne accrescono l’instabilità e riducono la minaccia verso il mondo libero e democratico. Altro sarebbe se ci trovassimo di fronte ad oltre 1 miliardo di musulmani, compatti e pronti a marciare contro Israele, gli Stati Uniti e l’Europa.

L’Iran tenta di imporsi come potenza egemone e l’affermazione di una sua supremazia significherebbe la sconfitta dei sunniti. Già ora la lotta armata tra queste opposte fazioni è sotto gli occhi di tutti in Irak, dove le bombe, gli attentati e gli sgozzamenti altro non sono che la manifestazione di una dura lotta per la conquista del territorio mesopotamico, dei suoi pozzi petroliferi e della sua civiltà.

Sarebbe però errato pensare che questa lotta si esaurisca in casa irakena. In realtà anche la recente situazione libanese e le continue invettive di Ahmadinejad contro Israele fanno parte dello stesso scenario, nel quale i paesi arabi sunniti, confinanti e non, non possono certo stare a guardare.

I più minacciati, per ragioni geo-politiche e di schieramento, in questo momento sono la Giordania e, soprattutto, l’Arabia Saudita. Quest’ultima gode di protezione americana, un accordo siglato dopo la fine della 2° guerra mondiale tra i vertici dei due paesi. Ora i contatti, non troppo palesi ma intensi, avvengono tra la plutocrazia saudita e Condoleeza Rice e mirano a trovare soluzioni efficaci per arginare l’avanzata sciita, tramite le quali si possa creare un equilibrio senza che gli Stati Uniti siano direttamente coinvolti. Anche a costo di fare delle concessioni ad Israele.

I principali ostacoli che la Rice deve superare sono insiti nella struttura di potere e negli equilibri della casa reale saudita, padrona del paese e lacerata da lotte intestine per la conquista del potere politico ed economico. Carlo Panella ci spiega in modo interessante ed esauriente, gli ultimi sviluppi della situazione.

Round-up: Captainsquartersblog

Chiudi
Invia e-mail