Propaganda islamica: dai tribunali alle scuole

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L’offensiva islamica in Europa continua e probabilmente avrà i suoi momenti di successo. Oggi si apre in Francia il processo contro Charlie Hebdo, un giornale satirico reo di avere ripreso un anno fa la pubblicazione delle vignette su Maometto. Promosso dalla Grande Moschea di Parigi, dall’Unione delle Organizzazioni Islamiche Francesi e dalla Ligue Islamique Mondiale, il procedimento mira a far condannare il giornale per razzismo, “non un’opinione ma un delitto“.

Con una mossa a tenaglia, l’attacco esterno per via giudiziaria coincide con quello interno, più subdolo e pericoloso. La scorsa settimana la maggior parte dei licei, università e collegi francesi si è vista recapitare un’opera di Harun Yayha, L’Atlas de la Création. Yayha è un intellettuale di grido, turco, conosciuto per i suoi studi che dimostrerebbero la fallacia della teoria darwiniana dell’evoluzione.

La spedizione del manoscritto, avvenuta in decine di migliaia di copie, è partita dalla Germania e dalla Turchia ma non si è potuto scoprire chi l’abbia finanziata ed organizzata. Le teorie di Yayha si commentano da sole. Per esempio sostiene che il darwinismo sia la vera fonte del terrorismo e che sia la sola filosofia che valorizzi e quindi sostenga i conflitti.

Il Ministero dell’ “Education Nationale” ha subito emanato una direttiva ai direttori delle scuole, chiedendo di evitare che questi libri siano esposti nelle biblioteche perché “non corrispondono al contenuto dei programmi stabiliti dal ministero“. Questa disposizione rientra nelle disposizioni del ministero per le quali la discrezionalità dei presidi è limitata quando le opere scritte abbiano contenuti finalizzati al proselitismo o siano un minaccia per la neutralità della scuola.

L’opera di Yayha contiene molti riferimenti al Corano e sostiene la creazione divina a partire dall’osservazione dell’immutabilità delle specie animali. Secondo lui la Terra avrebbe più di 4 miliardi di anni e non 7.000 come sostenuto nella Genesi. Inoltre l’esistenza dell’anima sarebbe un fatto provato e la fine del materialismo sarebbe vicina.

La lotta tra il titano propagandista islamico e quello iper laico francese è iniziata. Tesi come quella di Yayha sono, secondo la nostra opinione, pericolose quanto quelle cristiane ma d’altro canto non è con il proibizionismo culturale ed educativo che si possono sconfiggere questi fenomeni di infiltrazione. Sostenere la neutralità della scuola implica di per sé non essere neutrali. La neutralità è piuttosto uno spazio non neutro che può accogliere qualsiasi tesi ed argomento di discussione e permettere il dibattito al suo interno. Vietare il “Manifesto” di Marx nelle università non è servito ad evitare lo scoppio della rivolta sessanttottina, anzi, l’ha alimentata.

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Commenti (1) lasciato to “Propaganda islamica: dai tribunali alle scuole”

  1. Pippo ha scritto:

    Caro Cantor
    Si ricorda cosa scrisse Tito Livio ? : “dum ea Romani parant consultantque, jam Saguntum summa vi oppugnabatur”. Non le sembra si adatti in modo perfetto alla nostra situazione attuale?
    Certo che la pericolosità indotta dalla cosiddetta civiltà Cristiana è enorme: nell’andare dei secoli ci ha messo a disposizione il più ricco patrimonio culturale dell’umanità, ci ha portati ad un livello di benessere, di progresso scientifico, e conoscenze superiore a quello di qualsiasi altra civiltà umana, ci ha portati sulla Luna (con le sue non indifferenti ricadute tecniche) e tra l’altro, oltre ad aver prolungato le nostre vite, ha raddoppiato nel corso dell’ultimo secolo, l’attesa di vita dei nostri neonati.
    Darwin: se i Darwinisti tenessero conto di ciò che Darwin stesso ha detto sulle sue teorie, i Neodarwinisti non avrebbero nessun motivo di esistere.
    Per quanto riguarda il “Manifesto” sono d’accordo con lei: la sua lettura non va proibita ma raccomandata e diffusa.
    Essendo il documento più idiota che sia stato messo nero su bianco da quando l’uomo ha inventato la scrittura è giusto che sia conosciuto dal maggior numero possibile di esseri umani assieme alle mirabili gesta compiute da coloro che ne hanno seguito i dettami e la miserabile fine che hanno fatto i popoli governati secondo gli stessi.

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