Potestas e reciprocità con la Chiesa

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Nei giorni in cui Marcello Pera da il meglio di sé e denuncia lo sbandamento sui valori, i principi e contesta il diritto, sbagliato, di ogni parlamentare a votare secondo coscienza sui temi etici, sostenendo che il vero liberalismo è solo giudaico-cristiano, fenomeno confermato dalla rinascita religiosa, dobbiamo registrare una voce autorevole e un po’ isolata, di conforto alle posizioni laiche in tema di unioni di fatto.

Il cattolicissimo Leopoldo Elia, costituzionalista, dichiara che

«E’ dal Risorgimento che la Chiesa non teneva un atteggiamento tanto intransigente nei confronti di un governo italiano…Oggi la Chiesa italiana, avvezza ai privilegi concordatari, è abituata ad esercitare non l’auctoritas…ma una potestas indiretta del tutto anacronistica…qui mi sembra di assistere ad un tentativo di imporre un’egemonia culturale…Ora pare che la Chiesa voglia fare del nostro paese l’eccezione d’Europa: l’Italia cattolica dove non valgono le leggi in vigore in tutti gli altri Paesi cattolici…»

L’accusa di Elia è chiara: la Chiesa non deve cercare di battersi in Parlamento. L’influenza che cerca di esercitare in previsione della discussione parlamentare del progetto di legge sulle unioni di fatto, ne è un esempio.

Un’altra accusa è fatta all’annuncio da parte del Cardinale Ruini di un “documento impegnativo” per i cattolici. L’appello di Elia è ai politici di fede religiosa che dovrebbero

«farsi carico dell’intero paese, dell’evoluzione sociale della nazione intera. Non possono, per obbedienza alla dottrina cattolica del diritto naturale, rifiutare di offrire ai cittadini italiani di ogni fede e credenza quel che i offre in gran parte d’Europa.»

Noi ci spostiamo politicamente un po’ a sinistra e provochiamo, prendendo spunto da un editoriale del Riformista di qualche giorno fa. Lasciamo che la Chiesa interferisca nei lavori parlamentari, riconosciamo la legittimità di qualsiasi intervento. A condizione che vi sia reciprocità. Che ci siano permesse le incursioni con proposte di riforma del Codice del diritto canonico, dei testi liturgici e dell’ammissione ai sacramenti dei divorziati. Se si accusano i Dico di essere un istituto con un livello di responsabilità paragonabile a quello religioso, occorre ammettere le persone conviventi ai sacramenti, proprio per il vincolo così impegnativo.

Ovviamente è una provocazione, destinata a restare tale. Grazie al Concordato, che la Chiesa in certi aspetti non rispetta, impunita grazie alle maggioranze cattoliche trasversali presenti in Parlamento. Comunque, continuiamo a provocare.

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Comments (5) lasciato to “Potestas e reciprocità con la Chiesa”

  1. abr ha scritto:

    Mi chiedo come si faccia a non cogliere nell’intervento di Elia - “tecnico” tradizionalista, mezzala sinistra alla Ciampi (sono i peggiori) - il gustoso paradosso della proibizione intellettuale alla Chiesa di quanto da cinquant’anni la Sinistra attua fattivamente sul piano socio culturale, seguendo la lezione Gramsciana dell’egemonia del Partito. Reciprocità, uhn?

    La politica si fa con i rapporti di forza, non solo con le idee più o meno giuste.
    Non riesco a dimenticare che se l’Italia non è una Repubblica Popolare, lo si deve più alla moral suasion delle Madonne Pellegrine che non alla forza razionale dei Liberali. Patetico forse, ma per fortuna è andata così.

    Delle due l’una a mio avviso: o si accetta il libero confronto di forze - chi ha più “peso” sociale, vinca - o si pongono vincoli statalisti al proposito, magari garantiti dall’Esercito - vedi Turchia. Ci vorrebbe Ataturk però ..

    Sul tema preferisco di gran lunga Taradash su IlGiornale - lo leggi ancora? ;-) - quando afferma che la capacità di lobbying è il sale delle democrazie compiute.

    Il Concordato è altro discorso; andrebbe abolito, ma guarda caso fu fatto e poi rinnovato da due laicissimi nazional-socialisti … ;-)
    ciao, Abr

  2. Ultime-Notizie.eu ha scritto:

    Siamo uno stato indipendente e non comprendo come mai dobbiamo essere schiavi dello stato del Vaticano.

  3. andrea ha scritto:

    hai perfettamente ragione.. ho scritto quando assurdo sia questo accanimento ancora prima che ruini annunciasse le sue intenzioni.. se ti va, leggi il post che ho scritto sul mio blog in data 11 febbraio (domenica scorsa appena tornato da Messa), troverai cose interessanti. ciao!

  4. Cantor ha scritto:

    Andrea,
    ho letto l’articolo e (domani - oggi) ho scritto: http://tinyurl.com/2ngk65

  5. cheap diazepam ha scritto:

    Nice site. Thanks!!!

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