Violenza alle donne nel nome del “politically correct”

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Leggiamo sul sito di Carlo Panella del rifiuto da parte della maggioranza parlamentare di sostenere la proposta di Isabella Bertolini (Forza Italia), per la costituzione di una nuova commissione parlamentare. In questo caso, l’organismo dovrebbe indagare sul problema delle violenze sulle donne causate da motivi religiosi.

Il problema esiste eccome, anche se la sua analisi dovrebbe essere fatta nell’ambito di una ricerca più generale che verta sulla violenza sulle donne, tout cour. Se ne vedrebbero delle belle e si scoprirebbe che l’Islam non è la sola religione che legittimi atti criminali contro il genere femminile. Ma tant’è.

La sinistra maggioritaria, ha rifiutato la commissione perché conta di più il “politically correct. Parlando con Panella, una volta, mi aveva detto che questo atteggiamento, piuttosto “sinistro” ma a volte trasversale, agisce come un partito. Spesso manda i suoi emissari in giro per il mondo a rappresentare i suoi interessi.

Non possiamo che appoggiare Panella nella sua denuncia. Tuttavia, siamo un po’ stupiti del fatto che un’esponente di Forza Italia proponga l’istituzione di una commissione parlamentare. Le esperienze della passata legislatura sono infatti state piuttosto fallimentari in questo ambito ma evidentemente occorre essere tenaci. Una tenacia un po’ tardiva, però.

Ci chiediamo i motivi che hanno impedito la Bertolini ed i suoi compagni di partito di istituire la stessa commissione - senza chiedere permessi - quando erano al governo. Invece di insistere sulla caccia alle tangenti che Prodi, D’Alema, Fassino e Rutelli avrebbero intascato da dittatorelli e servizi segreti. Le tangenti non sarebbero comunque mai state trovate perché c’è chi intasca tangenti senza lasciare tracce e chi le paga senza scampare le condanne ad anni di galera.

Sulla violenza alle donne, il Centro Destra ha ora ragione ed i rifiuti della maggioranza sono vergognosi. Ma le donne violentate devono, paradossalmente, ringraziare anche il Centro Destra se i loro violentatori restaranno impuniti.

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Comments (3) lasciato to “Violenza alle donne nel nome del “politically correct””

  1. inyqua ha scritto:

    La Bertolini è politicamente un vero disastro: ha la competenza di una massaia emiliana. Anzi, la massaia emiliana almeno ha idea di cosa voglia dire ‘carovita’…

  2. stefano ha scritto:

    Sul Corriere di oggi, Allam parla ancora dei nullaosta negati dalle rappresentanze diplomatiche dei paesi islamici ai loro cittadini che, in Italia, vogliono sposare cittadini italiani (tra l’altro costretti a convertirsi, almeno nominalmente, all’Islam). E’ - come quello che citi tu - un caso di violenza di gruppo ai danni dell’individuo. Io trovo vergognoso che la sinistra non protesti e non faccia sentire la sua voce. Anche in questo caso sarebbe una battaglia di laicità. Ma io mi domando perché, invece, certe battaglie di laicità e di libertà debbano valere di meno a seconda delle circostanze o a seconda di chi le propone.

  3. Augusto ha scritto:

    Temo che la citata violenza sulle donne, ma anche su ogni “debole” faccia parte di un generale imbarbarimento.
    Ogni gruppo si fà continuamente piú “fondamentalista”, attua politiche “ad escludendum” e tese a destabilizzare il “nemico”.
    Le decisoni politiche non sono piú funzione di una filosofia generale ma tese all’ attaco o alla difesa dall’altro.

    In questo scenario, i deboli, ovviamente: perdono.

    Ciao

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