Sègo risorge: ora siamo pari

Incredibile ma vero. E’ bastata una settimana e Ségò ha riacchiappato Sarkò. Solo il 18 febbraio il distacco al secondo turno era di 10 punti, praticamente incolmabile. Adesso siamo tornati in parità. Che è successo?
Possiamo dire che è stato il trionfo della “mediaticità“. Tutta la campagna elettorale dei principali candidati ruota attraverso l’utilizzo pesante di ogni mezzo di informazione. Ed è questa la vera chiave di successo. Lo sta a dimostrare il fatto che la Royal sia stata poco seguita nella prima parte della sua campagna, durante la quale ha molto viaggiato per il paese. Da quando, all’inizio di febbraio ha iniziato ad accelerare sul fronte mediatico, le sue quotazioni sono immediatamente aumentate.
Il 19 febbraio Ségolène è stata ospite della trasmissione “J’ai una demande a vous poser” (Ho una domanda da farle). La maggior parte dei critici non ha considerato la performance della bella candidata come particolarmente eccelsa. Il fatto però di potere comunicare direttamente davanti a quasi 9 milioni di spettatori, le ha permesso di rispondere all’aspettativa dei suoi elettori. Esattamente secondo il carattere impresso alla sua campagna elettorale, costellata da termini come “partecipazione” e “noi siamo la Francia“, per i quali spesso è stata accusata di demagogia e populismo.
La televisione non è stato l’unico mezzo con il quale la Royal (e non solo lei), si è rivolta al suo elettorato. Ha utilizzato in modo massiccio Internet come non aveva fatto nessuno candidato finora. Ha partecipato a trasmissioni radiofoniche dove ha parlato direttamente con gli ascoltatori. Dal canto loro gli esperti di comunicazione dell’UMP, il partito di Nicolas Sarkozy, non hanno esitato a mettere in linea i video “rubati” con le gaffes della Royal.
Oggi Ségolène Royal sembra, più che mai, in corsa, fianco a fianco con Sarkozy. Dietro di loro François Bayrou, sempre più arrabbiato con i media e ieri sera ospite, a sua volta, su TF1. Un tipo comunque deciso e battagliero, come testimonia questo video del 2002. Una dimostrazione di quanto sia difficile la vita di un politico in certi contesti francesi ed anche di quanto sia diverso il paese rispetto al nostro.


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