Italia emotiva e spendacciona

Ci sono due cose che riescono piuttosto bene alla politica italiana. Entrambe non hanno colore né appartengono a qualche schieramento di destra o di sinistra. Entrambe hanno avuto e continuano ad avere effetti disastrosi sulla vita del paese. Entrambe sembrano rappresentare una sorta di schema fisso dal quale ministri, parlamentari ed amministratori locali non riescono a liberarsi.
La prima è la tendenza a prendere provvedimenti estremi ed improvvisi su questioni che suscitano forti emozioni. Possiamo parlare di rabbia, di indignazione o costernazione ma non appena il barometro dello stato emozionale del paese supera il livello di guardia, ecco che qualche ministro interviene e da un giro di vite violento e profondo alle abitudini degli italiani.
L’ultimo dei provvedimenti è stato il pacchetto per gli autisti ubriachi e drogati. Una serie di misure atte a dimostrare che il “governo c’è“. Multe salatissime e un po’ di galera, tanto per gradire. Noi preferiremmo sentire la presenza dello Stato nell’attività di prevenzione di certi fenomeni, vedere le luci blu della polizia davanti ai locali a rischio il sabato sera e l’aspetto rassicurante di una pattuglia di Carabinieri sostare nei pressi di qualche nodo stradale nevralgico.
Esempi di questo genere abbondano e si ripetono a scadenze regolari. Il governo Prodi può annoverare nel suo “palmarès” i provvedimenti contro le intercettazioni telefoniche e il codice di autoregolamentaizone per combattere l’anoressia dello scorso settembre e, più recentemente, il decreto anti-violenza negli stadi seguito agli episodi di Catania. Come già detto, sono provvedimenti introdotti sull’onda di una situazione emotiva, quasi a costituire un elemento catartico. Purtroppo sappiamo che, esaurita la sua carica energetica, le cose non cambieranno di molto.
Il secondo Oscar che potremmo assegnare alla politica nostrana è quello della “spesa facile“. Il 2006 è stato un anno anomalo, per molti motivi. Nell’ambito della politica finanziaria la sorpresa principale deriva dal surplus di bilancio nei conti dello Stato. Insomma, Babbo Natale ci ha fatto una bella sorpresa e alla fine dell’anno gli italiani si ritrovano con qualche euro un più nelle casse martoriate dello stato. Quindi, se i soldi ci sono bisogna spenderli.
L’INPS prevede di elargire 350 milioni di euro di premio produttività per i propri dipendenti, costituenti un aumento medio in busta paga del 35% (!). Ma le richieste di spesa extra budget dei ministri sono molto più elevate. La lista inizia con l’abbattimento dell’ICI per le famiglie (2 miliardi), continua con l’ampliamento dello sconto sul cuneo fiscale (1,5-2,0 miliardi), con 2,5 miliardi per i nuovi ammortizzatori sociali, 1,5 miliardi di detraibilità degli affitti e così di seguito. In tutto oltre 15 miliardi. Evviva!
Dicono che gli italiani siano un popolo che ama divertirsi e risparmiare. Invece la politica italiota ama reprimere e spendere. Gli ingenui come noi, ormai avanti negli anni e sempre più avvezzi a fare i buoni padri di famiglia, vorrebbero assistere ad un teatro della politica recitato da saggi. Vorrebbero sentirsi rassicurati dalla presenzadi un cordone di sicurezza e di prevenzione per i giovani. Vorebbero vedere i responsabili della gestione delle finanze pubbliche agire con oculatezza e lungimiranza. Visti i tempi.
Invece i fatti di questi ultimi mesi dimostrano che non c’è colore politico che tenga. Siamo italiani, emotivi e spendaccioni. Dobbiamo considerarci malati cronici senza speranza o esseri meravigliosi?


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