Meglio perdere la fede che l’identità

Non che fosse molto difficile immaginarlo. Il divino Joseph Nicolosi e il suo NARTH, nonché il loro megafono nostrano Claudio Risè, sono personaggi facili da sbugiardare. E d’altra parte solo chi ha perso il buon senso potrebbe dare credito ad un’organizzazione e a chi la fiancheggia quando si sostengono, a latere, la legittimità delle deportazioni schiaviste solo perché “quelli deportati, per certi versi stavano meglio che nella giungla“.

Chi ragiona così può mistificare tutto. Leggesi l’Estinto. Ora spuntano i testimoni, dei quali abbiamo già parlato: i cattolici doppiamente in crisi. Prima, per avere subito la pressione educativa di una famiglia religiosa dove l’omosessualità era vista in modo problematico. Dopo, per avere perso la fede grazie all’intervento dei gruppi terapeutici di Nicolosi.

Il personaggio nel video ha avuto, in un certo senso, un destino fortunato. Persa la fede ha eliminato il problema alla radice ed ha potuto ritrovare la normalità della sua condizione sessuale. Che succede invece a chi è in crisi e la fede non vuole perderla? L’unica via di uscita è il suicidio.

Nonostante il suo esilio, liberamente scelto, Daw è puntualmente sul pezzo. Da leggere perché, come fu già detto, è un genio!

Round-up: Inyqua, JimMomo, Exgay.com

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Commenti (1) lasciato to “Meglio perdere la fede che l’identità”

  1. fracesco ha scritto:

    Un vero genio sto Daw ma…. secondo me le spara pure grosse

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