Facciamoci una “doverosa obiezione di coscienza”

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A chi sostiene il diritto della Chiesa di intervenire nelle cose pubbliche, ora poniamo una domanda: dopo che il Papa ha chiesto a medici, infermieri (e vabbè…), ai politici e ai giudici una “doverosa obiezione di coscienza” quando siano coinvolti nella tutela della vita umana individuale, cosa è necessario fare nel caso ciò comporti la violazione delle leggi dello Stato?

Ai destinatari di codesto invito papale, poniamo un’altra domanda: se la propria coscienza li portasse a negare la legittimità dell’intervento della Chiesa in direzione della violazione di una legge della Repubblica, cosa farebbero?

Non è un mistero che l’autore di questo blog non sia cattolico e che non sopporti facilmente molti atteggiamenti della Chiesa su questioni etiche e sociali e, più in generale, il suo dogmatismo. Ma ogni giorno di più l’autore di questo blog sviluppa un’empatia verso molti cattolici, sempre più schiacciati tra le posizioni anacronistiche di questo papato e la realtà della loro vita sociale, professionale ed affettiva.

Pensiamo, ad esempio, ai cattolici omosessuali, che ora scoprono essere pervertiti, malati e deviati. Oppure ai medici e agli infermieri, già troppo impegnati con scelte difficili quando si trovano davanti a certi drammi della vita, a giovinette in stato di gravidanza con situazioni socio-famigliari che non possiamo neanche immaginarci; più in generale, a scelte etiche e professionali legittime da un punto di vista giuridico e deontologico, ma totalmente censurate da chi rappresenta su questo mondo la legge divina in cui credono.

Pensiamo che questa Chiesa stia creando una generazione di cattolici sempre più in crisi, dubbiosi, disorientati, che non sanno più a cosa e a chi credere. La nostra modesta opinione è che Papa Ratzinger abbia in mente una selezione “eugenetica“, per perdere tutti i cattolici non abbastanza “fedeli” e portare su posizioni più radicali i “fedelissimi“. Per fare cosa, poi? Forse per l’adunata nel fortino del Vaticano, quando scoccherà l’ora dell’ultima battaglia contro il nemico islamico. Sennò perché tutto ciò?

Fusionismo “dé noantri”

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Un fornitore di servizi per i blogger, Splinder, vigila su quello che combinano i suoi associati. Ed elimina il blog di uno scriteriato, dopo che questi ha scritto, tra l’altro, che “gli omosessuali non meritano diritti, semmai punizioni.

Il mio aggregatore, invece, ospita altri aggregatori nei quali il tizio cancellato postava bellamente. (però, il mio aggregatore non aggregava i post del tizio). Oltre agli aggregatori ospiti, il mio aggregatore ospita cittadini molto discutibili sul piano delle loro inclinazioni verso i principi di democrazia, libertà e tolleranza. Il risultato è che il sottoscritto ha ormai definitivamente smesso la sua attività di proselitismo, con la quale per mesi ha invitato molti blogger valorosi a diventare cittadini. Con pochissimo successo. Il perché? Sempre quello: “non voglio confondermi con quella risma di reazionari conservatori e pure fascisti“.

Finchè non capiremo questo problema, dovuto a volte anche ai “Metafisici“, ai Blacknights e compagnia bella, perderemo delle occasioni uniche di aprirci al vero “fusionismo”. Bug permettendo, ovviamente.

Fabrizio Corona fotografa la destra mediatica

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Nina Moric, ex-moglie di Fabrizio Corona; la prima ad averlo mandato a…
Ora che il caso Fabrizio Corona - Lele Mora è arrivato sui giornali e, grazie alle ordinanze di custodia, i verbali sono diventati pubblici (…), possiamo scrivere di una vicenda che già conoscevamo. La prima cosa da tenere presente è che non si possono scindere le attività di questi due personaggi. Lele Mora è l’agente di personaggi pubblici e dello spettacolo (o presunti tali) e Fabrizio Corona un fotografo col quale collabora; Corona è solo più spregiudicato e attaccato ai soldi dei suoi colleghi. Tra i due c’è stato un vero sodalizio, durato per anni.

Ciò che invece si può separare, sono le attività criminogene. Due sono i filoni: lo sfruttamento della prostituzione e l’estorsione. Il primo avveniva speculando sull’ambizione di molte ragazze, pronte a tutto pur di frequentare l’agenzia di Mora ed un certo entourage di uomini ricchi e generosi, nella speranza, un giorno, di essere notate e fare il primo provino per entrare nell’olimpo delle celebrità. L’estorsione, invece, seguiva questo meccanismo: Mora conosceva quasi tutti gli spostamenti privati di molte star della sua scuderia. Un volta identificato l’eventuale occasione ghiotta, la comunicava a Corona, il quale andava a colpo sicuro, faceva il servizio, lo “vendeva” all’interessato e poi divideva con il suo socio i proventi.

Ora la vicenda si colora ulteriormente. Non solo scappatelle, corna, cene clandestine, corpi nudi ma politici con i vizietti. Girano già i nomi in anteprima. Sono vicini al Presidente del Consiglio e quindi il Giornale, megafono “par excellence” di un certo Centro Destra, si precipita a dare la notizia e a condirla con il nome di Silvio Sircana. D’altra parte che vogliamo pretendere di più da un quotidiano sempre più avvezzo ai titoli strillati e scandalistici? Sempre più spudoratamente e faziosamente schierato? Insieme a Libero può facilmente fregiarsi del titolo di “Manifesto” della destra italiana.

Peccato per Belpietro, il direttore, bacchettato dal suo editore. Berlusconi ha siglato una tregua con Prodi. Non può permettere la pubblicazione di certe vicende. Colpiscono i vertici della maggioranza e anche lui, la sua famiglia, vittime di estorsioni della banda. La censura da parte del Cavaliere arriva a pochi giorni da quella di Dell’Utri al direttore del Domenicale, Angelo Crespi. E la cosa dovrebbe far riflettere.

Anche nella vicenda Corona - Mora, la destra mostra un suo lato debole: l’uso dei media come clave per colpire sempre e comunque l’avversario. Evidentemente, a forza di convivere in Parlamento con i comunisti, maestri nell’arte della dissimulazione e della propaganda, ha imparato a zoppicare. Non più ricche argomentazioni dalle penne di illustri intellettuali. Non più ragionamenti sulle teorie liberali, ispirate dai padri fondatori del liberalismo. Non più un giornalismo libero ed indipendente. Non più notizie serie, come questa.

Oggi, il Domenicale, ilGiornale, Libero (e altri che non nominiamo per delicatezza), rappresentano una destra che ha abdicato alla sua autorevolezza politica ed intellettuale, sposando la causa della Chiesa cattolica, forse per mancanza di idee. Rifugge da un’impostazione autenticamente laica, nascondendosi dietro i demoni del relativismo e del laicismo. Quando va bene, lascia libertà di coscienza. Non c’è da stupirsi, quindi, se gli illustri quotidiani che la rappresentano non trovino di meglio che rimestare nel fango di vicende scandalistiche come questa, correndo il pericolo di rimanerci incastrati.

Last, but no least. La cosa stupefacente è data dalle modalità con cui sono venute a galla le attività della coppia Corona - Mora: il tutto è partito da una verifica della Guardia di Finanza negli uffici del famoso agente. Una procedura ritenuta dalla destra, vessatoria e liberticida. Un attività che in altri paese le aziende sopportano con cadenza annuale, senza particolari problemi. Ma, questa è un’altra storia.

Diamo manforte a Daw che dà manforte ad Adinolfi

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Lo potremmo definire quasi un miracolo. Daw cita Mario Adinolfi, gli fa i complimenti, gli offre pubblicamente il suo supporto, lo invita ad andare avanti nella sua denuncia ed ammette che “potrebbe piacerci“.

Eppure i giorni delle polemiche non sono lontani. Tra i due non è mai corso buon sangue. Niente di grave, ben inteso, ma, si sa, sul web spesso se le danno di santa ragione. La domanda oggi è: perché un blogger politico importante appartenente all’area di Centro Destra, forzaitaliota e filoberlusconiano, si sbilancia a dar manforte all’(ex)odiato Mario Adinolfi?

Risposta facile, direte voi: così facendo dà addosso alla Margherita, un partito dello schieramento opposto. Invece no, non crediamo a questa motivazione. Troppo semplice per Daw.

Crediamo invece che voglia denunciare indirettamente un certo atteggiamento di appiattimento, spesso troppo presente in molti blog politici. Un atteggiamento che a volte fa vestire al blogger di turno gli abiti di tifoso dello stadio, quello della curva, per intenderci.

E’ una denuncia che non ha confini e oltrepassa gli schieramenti. Indirettamente colpisce proprio la parte amica. In questo abbiamo sempre sostenuto che Adinolfi abbia ragione da vendere. I blogger che scrivono di politica devono potere esprimere liberamente le loro opinioni ma denunciare con onestà intellettuale anche e soprattutto ciò che non va nel proprio schieramento. Senza appiattimenti, servilismi e preconcetti. Solo così possono elevare la loro autorevolezza ed essere ascoltati dai loro “amici. Altrimenti non contano nulla. Sono solo dei tifosi, intruppati in curva solo per guardare la partita con un biglietto gratis.

In Vaticano una manifestazione val bene un Carnevale

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Io non c’ero. Ma se quel “frocione” e pure bisessuale, sempre agitato, di Cecchi Paone si è dichiarato deluso per il carattere troppo poco provocatorio e troppo tranquillo della manifestazione per i Dico di domenica scorsa a Roma, qualcosa deve pure voler dire. Quindi: nel paese c’è chi sostiene i Dico e fra questi anche persone non eterosessuali. Questa gente vorrebbe che il paese si allineasse a tutti i paese europei (eccezion fatta per l’Austria, l’Irlanda e la Grecia), nei quali i Pacs o Dico che dir si voglia, esistono. Senza avere provocato disfacimenti della società o avere messo in crisi l’istituto tradizionale della famiglia. Questa gente ha manifestato, secondo Cecchi Paone e anche secondo Benedetto della Vedova, tranquillamente, pacificamente, senza ostentazioni esagerate e legittimamente.

Tuttavia le gerarchie vaticane continuano ad agitarsi per l’omosessualitàaltrui“. Solo per quella “esogena“, ovviamente. Quella “endogena“, invece, non li preoccupa. Anzi, di questa non si parla proprio. Soprattutto se condita da un po’ di sana pedofilia, omo o etero non fa differenza. Gli omosessuali “altrui” non hanno il diritto di sfilare o manifestare. Quelli “de noantri” invece, quando si manifestano (…) con i bambini o le ragazzine, si consiglia di far finta di niente o, al massimo, di trasferirli in altra diocesi.

Tant’è che il commento delle gerarchie è stato lapidario: la manifestazione di Roma è stata una “carnevalata”. E che male c’è? Nessun male direte voi. Infatti. Noi la prendiamo sul ridere, perché fanno proprio ridere. Anzi, fanno sbellicare. Soprattutto se si leggono queste notizie sul blog di Malvino. Allora la pancia non la reggo più. Se poi si leggono queste…c’è di che stramazzare.

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