La trasmissione “le Iene” colpisce sempre nel segno quando si muove nei dintorni del Parlamento. Dopo l’affare della parlamentare Elisabetta Gardini e dell’ignoranza dilagante tra gli inquilini di Montecitorio, eccoci ai portaborse. Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno intervistato questi eclettici personaggi, capaci di influenzare la carriere dei loro datori di lavoro.
Pare lavorino 8-10 ore al giorno, tra la gestione degli appuntamenti, le telefonate e la preparazione dei discorsi, delle proposte di legge e l’esame della rassegna stampa. Fin qui, niente di male. Ognuno è libero di accettare o rifiutare un lavoro e le sue condizioni.
Il problema è invece il trattamento giuslavoristico e previdenziale di questi “lavoratori”, dei quali solo l’8% pare siano in regola con le normative vigenti. Una cosa “normale” in un paese come l’Italia, dove è “normale” che una percentuale insolitamente elevata di rappresentanti del popolo faccia abitualmente uso di stupefacenti, non abbia un adeguato livello culturale e di informazione sulla vita socio economica.
Non dobbiamo pensare che questi fatti siano solo appannaggio delle pagine di gossip di qualche giornale da parrucchiere o di trasmissioni come “le Iene“. Sono consuetudini osservate anche all’estero, delle quali parlano diffusamente illustri quotidiani come il Figaro in Francia. Eppure, sappiamo già come andrà a finire. Nel nulla. Nessuna reprimenda, provvedimento, pentimento o cambiamento. Solo un diffuso sentimento di impunità. E poi i politici si lamentano perché nel paese c’è un livello elevato di evasione fiscale e contributiva. Capite perché?



