La teoria del riscaldamento brucia tutto

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Chi pensa che l’affermazione di alcune teorie ambientaliste o salutiste abbia un colore politico, sbaglia. Non si tratta qui si ideologie ma di soldi, fama e potere. I malanni, le epidemie, le catastrofi, i mutamenti del clima, tanta sofferenza e povertà provocano agli uni, quanti soldi e potere possono portare ad altri.

E’ il caso della teoria del riscaldamento del pianeta. Una teoria tutta da dimostrare, proprio come quelle contrarie, basate soprattutto sull’aumento dell’attività del sole. Basterebbe osservare cosa è successo con l’AIDS, la SARS, l’Aviaria e tantissime altre minacce, descritte dai loro scopritori e sostenitori come eventi drammatici, dai quali l’umanità sarebbe uscita decimata. Vent’anni fa, Robert Gallo e i suoi compagni di avventure, avevano profetizzato 200 milioni di morti in breve tempo a causa dell’infezione da HIV. Abbiamo visto, dopo 20 anni, dove siamo.

Ormai chi sostiene l’onda del riscaldamento, brucia tutto sul suo cammino. Nessuno può più azzardarsi a contestare questo pensiero, nessuno può criticare o tentar di discutere scientificamente altre opzioni. Un recente caso aneddotico è quello di James Hansen, emerito fisico della NASA, climatologo ora piuttosto arrabbiato perché il quartier generale della società per la quale lavora a suo dire gli impedisce di fare dichiarazioni pubbliche senza autorizzazione preventiva.

Hansen ha sviluppato la teoria finale, secondo la quale le emissioni causate dalla combustione di prodotti fossili porteranno all’estinzione della metà delle specie del pianeta. Ovviamente si è fatto qualche nemico, ma non è questo il punto.

Il punto è che Hansen, da quando è diventato una persona famosa, ha registrato qualcosa come 1.400 passaggi sui mainstream media. Una cosina. Nonostante i divieti. Figuratevi gli scienziati che si muovono a piede libero.

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Commenti (1) lasciato to “La teoria del riscaldamento brucia tutto”

  1. stefano ha scritto:

    Hansen non è il primo, né sarà l’ultimo, a grodare al pericolo. Si legga qualcosa di Niles Eldredge, che non lavora alla NASA, ma presso la Hall of Biodiversity di New York. Il suo libro sulla “Vita in bilico” risale a molti anni prima dell’esplosione della “moda del surriscaldamento”.

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