C’è del marcio in Danimarca

Tahar Ben Jelloun fa parte di quella schiera di “musulmani moderati” dei quali diffidiamo. Scrive per laRepubblica e l’Espresso e è stato insignito con il Global Tolerance Award personalmente dall’ex-Segretatio dell’ONU, Kofi Annan. Quindi ce n’è abbastanza.
Recentemente è apparso un suo articolo sull’Espresso. Parla della Danimarca e racconta l’episodio dello sgombero e conseguente abbattimento dell’Ungdomshuset, un edificio che ha ospitato per anni giovani “sostenitori di una cultura alternativa e antirazzista“. In sintesi, l’edificio può essere paragonato ad una sede di un centro sociale italiano, “un rifugio di una cultura anticonformista e sede di associazioni diverse“.
La cosa strana è che un musulmano come Ben Jelloun non dovrebbe nutrire simpatie per questi luoghi in quanto centri di malcostume e popolati da apostati o da puttane infedeli. Vedremo invece la cause di cotanto interesse.
L’edificio è stato acquistato da una “chiesa cristiana integralista“ (pure omofoba…) e la polizia “ha invaso il centro, espellendone gli occupanti e aggredendo fisicamente chi opponeva resistenza“. Quindi
“per reazione, i giovani hanno incendiato alcune automobili, dei bus e, secondo alcuni, anche una biblioteca… più di 600 giovani sono stati arrestati e tenuti in stato di fermo per qualche ora, mentre gli stranieri senza documenti sono stati espulsi dalla Danimarca“;
scene già viste, trite e ritrite e versioni già sentite.
Ben Jalloun si lamenta del fatto che “la chiesa fondamentalista ora è libera di costruire la sua sede“, dimenticando che l’Europa pullula di moschee infestate di frequentatori e imam ultra fondamentalisti ma siamo certi che questo argomento non potrebbe essere oggetto di discussione con un intellettuale come lui.
Dal centro sociale alle politiche reazionarie e razziste del governo danese, il passo è corto. Colpevole di ospitare nella sua maggioranza un partito di estrema destra, attivo nella lotta contro i pericoli di islamizzazione del paese, Ben Jalloun parla della condizione dei musulmani in Danimarca, “danneggiati” dalla vicenda della vignette di un anno fa. Come se il danno fosse, implicitamente, stato causato dai danesi e dal loro governo, passati quindi da vittime a carnefici. La domanda da porre a chi denuncia questa condizione “non piacevole” per i musulmani, sarebbe: dove erano quando l’emerito imam di Copenaghen Achmed Abu Ladan ha deciso di fare il suo tour propagandistico attraverso mezzo Medio Oriente per sollevare le masse islamiche contro l’Occidente? Abbiamo forse sentito qualche parola di solidarietà per gli sventurati giornalisti del Jyllands Posten, oggetto di minacce e censure da parte di mezzo mondo musulmano? Non ci pare. Non c’è quindi da meravigliarsi se i danesi non nutrano particolari simpatie per i musulmani.
Ancora: Ben Jalloun parla di insensibilità verso i musulmani e i “paesi del Sud” e sostiene che, in fondo, si tratta di una piccola minoranza: solo 390.000 persone, il 7,4% della popolazione. In Italia gli immigrati, in proporzione alla popolazione, sono molti di meno e già si vedono.
La colpa dell’occidente è “la diffidenza e l’ostracismo, specie dopo gli attentati dell’11 settembre“, dei quali nessun musulmano porta alcuna responsabilità, ovviamente. Nelle librerie ci sono quasi esclusivamente libri anglosassoni ma Ben Jalloun dimentica di ricordarci che, anche se i librai danesi fossero amanti della letteratura arabo-islamica, non saprebbero cosa mettere negli scaffali, visto che negli ultimi 200 anni sono stati tradotti in lingue straniere più libri in Grecia che in tutto il mondo islamico. Dimentica anche di ricordare la proibizione in seno all’Islam della carta stampata dopo le invenzioni di Gutenberg, fattore primario per l’arretratezza culturale e scientifica del mondo arabo musulmano.
L’articolo si conclude con una citazione del re danese, che
“aveva indossato la stella gialla per solidarietà con gli ebrei durante il nazismo, portato spesso ad esempio per il suo rispetto dei diritti umani“.
Insomma: un esempio da accogliere per il mondo musulmano che è grande amico del popolo di Israele e campione del rispetto dei diritti umani. Chissà chi spiegherà a questo illustre intellettuale, antirazzista, quanto è profondo il solco che divide il mondo occidentale e quello islamico in tema di rispetto delle razze e delle diversità. Chi lo farà sappia fin d’ora che si macchierà di peccato.


Pippo ha scritto:
Mi sbaglio o c’è un sacco di gente compreso molti nostri governati che di tutto quanto sopra addossano le colpe alla Chiesa Cattolica o ai cattolici ?
Pubblicato il 16-Apr-07 alle ore 14:46 | Permalink
bobo ha scritto:
In terza media la nostra prof di italiano ci ha costretto a leggere il libro di t.b. jelloun, “il razzismo spiegato a mia figlia”. Dopo averlo letto,ne sono rimasto talmente disgustato che ho iniziato a parteggiare per la Lega Nord. Ora, ho la conferma che la mia scelta è stata istintiva ma tutto sommato giusta!
Pubblicato il 16-Apr-07 alle ore 16:26 | Permalink
aristarco ha scritto:
Bravo Bobo, meglio tardi che mai!!!
Aristarco
Pubblicato il 21-Gen-08 alle ore 22:38 | Permalink