Caso Mastrogiacomo: c’è ancora chi non ha perso la testa

Scrive un illustre giornalista su un illustre periodico d’opinione:
«Se la strategia dell’ostaggio di estenderà, le missioni militari italiane vedranno moltiplicarsi i rischi…L’estensione dei sequestri farebbe emergere un’arma tra le più pericolose del terrorismo internazionale. In teoria, chiunque può essere rapito. Per restare in Italia, che cosa accadrebbe se Bin Laden facesse sparire un politico o un religioso importante, e poi pretendesse qualcosa?…Nel 1978 le Br uccidevano già da quattro anni…Stavano seminando di morti l’Italia: poliziotti, carabinieri, manager, capi operai, magistrati, persone qualsiasi. Trattare con loro la libertà di Moro, un politico di rango, avrebbe causato una sollevazione civile. La Repubblica sarebbe stata spazzata via da una congrega di becchini eversivi…Per non precipitare in una spirale maligna e senza fine, il nostro governo ha una sola strada davanti a sé: dichiarare che non tratterà più per nessun ostaggio. E tenere il punto anche davanti a molte prevedibili proteste. Sono sicuro che avrà il consenso degli italiani qualunque che, in caso di sequestro, di vedono bloccare i beni. Tutti si sentirebbero più tutelati da una linea ferma, non dettata dal caso per caso.»
L’illustre giornalista argomenta in modo impeccabile, a nostro parere. Nel suo ragionamento la sola cosa mancante sono le cause che hanno spinto questo governo a trattare e a fare lo scambio. Ricerca facile, per altro: in questo governo c’è una fazione pronta a barattare un errore che porta morti e disonore al paese per fare entrare in gioco il suo satellite, Emergency.
L’illustra giornalista, peraltro, ha posizioni politiche allineate a quelle dell’attuale maggioranza. Eppure non sembrerebbe. Non ha perso il lume della ragione per correre dietro ad una poltrona o per seguire ciecamente una linea ideologica. Noi lo leggiamo spesso sull’illustre periodico d’opinione e ci troviamo quasi sempre d’accordo con le sue posizioni. Il che non significa che per questo cambieremmo casacca. Significa piuttosto che gli stereotipi di schieramento così come sono definiti ora non contano. Quando ci si schiera occorrerebbe farlo usando il buonsenso. L’illustre giornalista, è Giampaolo Pansa.


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