Il disonore dell’emergenza rifiuti

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Per alcuni anni ho abitato a Milano2, un quartiere residenziale alle porte di Milano, un esempio della capacità creativa ed imprenditoriale di Silvio Berlusconi. Sul lato nord, il complesso confina con un terminale dell’AMSA, la società milanese di raccolta dei rifiuti.

Alla fine degli anni ‘80, fu chiusa per alcune settimane una discarica nella quale erano depositati i rifiuti compattati proprio in quel terminale. L’unica soluzione per evitare di lasciarli nelle strade della città, fu di accumularli all’interno del piazzale e, in breve tempo, il cumulo raggiunse alcune decine di metri di altezza.

Le condizioni igieniche negli immobili attigui al piazzale si fecero presto insopportabili e i condomini videro la loro popolazione crescere a dismisura, con un aumento incontrollato della presenza di “pantegane“! Il mio ricordo dell’odore che emanava fino al mio condominio è ancora vivo e nessuno può immaginarsi cosa significhi vivere a contatto con enormi cumuli di spazzatura lasciati a putrefare per settimane intere.

Questo episodio quasi insignificante, rappresenta una minima parte di ciò che sta succedendo in Campania. La provincia di Napoli è ormai diventata un enorme immondezzaio a cielo aperto e i cumuli sono lasciati in strada, vicino alle case. Spesso il normale passaggio di pedoni e veicoli è impedito.

Il problema rifiuti è ormai endemico in Campania e la ragione è semplice: lo Stato è stato sconfitto dalla criminalità che controlla le discariche abusive e fa di un business certo un’opportunità dai guadagni altissimi. A tutti consigliamo la lettura di questo rapporto di Legambiente.

Inoltre non dobbiamo dimenticarci che Antonio Gava e i suoi accoliti hanno passato il testimone a Antonio Bassolino e a Rosa Russo Iervolino, il che la dice tutta. A completare il quadretto ci pensano i brillanti magistrati delle procure campane, nelle quali trovano lavoro anche zelanti sconosciuti che offrono una falsa testimonianza a chiunque voglia pagarla il prezzo di un caffè.

Domenica ho visto in televisione un servizio completo sul tema rifiuti, ben fornito di particolari, interviste e documenti sulla crisi napoletana e mandato in onda da un telegiornale francese. Sotto gli inesorabili colpi dei sorrisini distribuiti in dosi massicce dal giornalista televisivo, mi sono vergognato di essere italiano.

Poco dopo ho visto il TG1 che ha parlato dell’emergenza rifiuti solo dopo cinque altre notizie, ma per trasmettere la telefonata del sindaco di un paesino campano con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale raccomandava al primo cittadino di far smettere le proteste degli abitanti che si opponevano alla riapertura di una discarica. Un servizio degno della migliore commedia napoletana, dal quale possiamo evincere che non cambierà niente. Alla vergogna si è aggiunto un leggero conato di vomito.

Qualche giorno fa ho pensato a Malvino (perché vive a Napoli), mentre leggevo delle notizie sul disastro campano. Sarà telepatia ma poco dopo ho ricevuto un suo commento ad un mio post nel quale scriveva semplicemente: «Cantor, ti voglio bene». Forse il mio pensiero l’aveva raggiunto e mi ringraziava. Anche io gli voglio bene, oggi più di ieri.

La cittadinanza di una persona come lui in una metropoli come Napoli è l’emblema del nostro paese: popolato da poche persone eccelse circondate da tanta spazzatura.

(Grazie a LaTogaStrappata)

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Comments (4) lasciato to “Il disonore dell’emergenza rifiuti”

  1. Gremus ha scritto:

    Bravo Cantor, segnalo il post sul mio sito.
    E ricordo che la discarica di Milano di cui parli è davanti all’ospedale San Raffaele. Oggi pare che la discarica funzioni e la cittadinanza non protesta: anzi, il sabato è piena di persone che disciplinatamente vanno a buttare i rifiuti di grandi dimensioni.

  2. Pippo ha scritto:

    Proposta oscena:
    - Presentare alle autorità preposte progetti di discariche o incenerimanto rifiuti rigorosamente conformi alle norme nazionali ed internazionali di igiene, salute e difesa dell’ambiente e da erigersi in luoghi ove la geologia e la geomeccanica e la tutala del paesaggoio lo consentono.
    - Se il territorio scelto appartiene ad un comune che si rifiuta di accogliere l’impianto o la discarica, deve pensare a sue spese e con i propri mezzi a risolvere i problemi relativi allo smaltimento dei suoi rifiuti ed entro l’ambito dei suoi confini.

  3. Gremus ha scritto:

    Mi correggo: quello davanti al San Raffaele a Milano è appunto il terminale di compattamento AMSA.

  4. Cantor ha scritto:

    @ Gremus

    Infatti proprio davanti al terminale AMSA c’è l’entrata principale del San Raffaele e, per quello che ne so, attualmente non ci sono più problemi.

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