Per un imam che resta, un altro pure

Le faccende giudiziarie legate al terrorismo islamico in Italia si fanno sempre più divertenti. Un imam di stanza a Varese viene scarcerato perché sono state annullate due rogatorie. Era sospettato di aver partecipato all’attentato di Casablanca del 2003, 40 morti. Prima della scarcerazione dichiara di preferire le carceri italiane perché teme che in Marocco, dove è già stato condannato in contumacia a 10 anni, lo tratteranno davvero male, cosa peraltro abbastanza comprensibile. Al Ministro dell’Interno non resta che espellerlo ma alla Malpensa ci pensa la Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo a evitare il rimpatrio. Ora è nel centro di permanenza temporanea di via Corelli a Milano. Temporanea per cosa?
L’altra vicenda è quella dell’imam della moschea di viale Jenner a Milano: il processo si conclude ma lui è prosciolto per intervenuta prescrizione. Grazie anche alla legge Cirielli. Nella sentenza il tribunale dichiara che si tratta
“di uno dei personaggi di spicco dell’organizzazione, braccio destro dell’imam Anwar all’epoca dei fatti nonché attualmente incaricato dello stesso ruolo“.
Per la cronaca, il ruolo è quello di avere organizzato un nodo logistico per l’invio in Bosnia di mujahedin provenienti da vari paesi medio orientali e di avere compiuto attività di propaganda jihadista. Le prova c’erano tutte, per quanto riguarda l’avere gestito una base logistica per terroristi. Ora, Forza Italia e An chiedono al Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, di espellerlo ma, contateci, a Malpensa arriverà la Corte.
Il problemi scottanti legati all’immigrazione si risolvono solo attraverso una convergenza di intenti tra la politica europea e degli stati, le forze di polizia, i servizi segreti e la magistratura. In Europa, invece, ognuno va per la sua strada e ad ogni cambio di governo le politiche cambiano.
Prima il Centro Destra ha tentato con la Bossi-Fini di abbassare i limiti oltre i quali l’immigrato commette dei reati. Ma poi ha fatto la Cirielli e non ha mai avuto l’appoggio incondizionato della magistratura. Ora il Centro Sinistra allarga i cordoni, non si sa bene sulla base di quale ricerca sociologica.
D’altra parte l’Italia continua una tradizione che la vede il primo porto di mare per l’attracco sicuro di cellule terroristiche mediorientali. Francesco Cossiga l’ha detto chiaramente che il compianto Aldo Moro aveva fatto un preciso accordo di non belligeranza con il terrorismo di matrice islamica di allora. Accordo incrinatosi dopo la strage di Fiumicino e, pare, quella di Bologna.
La tradizione continua anche se adesso il gioco si fa più duro. Non più una copertura politica a livello centrale ma, di fatto, un insieme di circostanze favorevoli a barbuti tagliagole e propagandisti, ormai abituati a passeggiare indisturbati per le via delle nostre città. Avanti così.


Scrivi un commento