Rivolta in Venezuela, con morto

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In questi giorni, il campione della democrazia, il rivoluzionario al gusto di guacamole, Hugo Chavez, ha chiuso l’unica ed ultima voce libera del paese: l’emittente televisiva RCTV. Molti venezuelani non l’hanno presa bene e sono scesi in piazza, protestando senza tanti complimenti. Pare che ci sia scappato il morto. Liveblogging su LeGuerreCivili.

Update: sempre su LeGuerreCivili, i primi video sulla repressione in Venezuela.

Chi oserà?

Chissà chi oserà chiedere una protesta ufficiale del governo italiano dopo i fatti di Mosca. Il massimo che la Farnesina è riuscita a fare nell’occasione, è stata una richiesta di spiegazioni per gli incidenti. Qui sopra potete vedere il video con il racconto di Vladimir Luxuria. Per la cronaca, un parlamentare europeo del nostro paese, Marco Cappato, è stato fermato e poi rilasciato dalla polizia ma Luxuria ci tranquillizza e i dice che hanno sentito l’ambasciata italiana “molto vicina“.

Già sentiamo quelli che fanno finta di ignorare il problema Putin e che oggi avranno un argomento un più per mettere la testa nella sabbia: “dovevano aspettarselo, in Russia i gay non sono ben visti“.

In realtà, qui il tema gay è solo un pretesto. Il problema sono le relazioni tese tra la Russia di Putin e il resto del mondo, soprattutto l’Europa.

Questo signore si permette di destabilizzare gli stati confinanti, ricattare un intero continente con la sua politica energetica e sguinzagliare killer nel regno di Sua Maestà britannica, con la missione di eliminare personaggi scomodi. Senza contare la repressione selvaggia all’interno del suo paese.

Gli amici di Putin in Europa, Schroeder, Chirac e Berlusconi, non contano più. Qualcuno che si scoccia c’è, tra i cineasti. Ma per il momento ci dobbiamo tenere Luxuria, non abbiamo nulla di meglio da opporre al nuovo zar.

Amministrative: vince ancora il malcontento

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Non è necessario attendere la conferma degli exit poll per tirare le somme di questa tornata amministrativa. Il Centro Sinistra che governa il paese è stato pesantemente sconfitto, spesso perdendo con un distacco di 50 punti percentuali e, in generale, arretrando ovunque (tranne che, forse, in Sicilia, ma che caso…) Anche a Genova, città tradizionalmente di sinistra, se il candidato del Centro Sinistra vincerà, il suo risultato dimostrerà comunque un’inversione di tendenza.

Se ce ne fosse stato bisogno, si conferma il significato politico di un turno di amministrative. Durante tutto il periodo della seconda repubblica, i cittadini hanno espresso, nelle votazioni che si sono tenute tra un’elezione politica e l’altra, il loro dissenso più o meno pronunciato verso le tendenze di governo. Checché ne dica il Ministro Pecoraro Scanio, in questo caso la protesta degli elettori è stata quasi senza precedenti. Non era successo neanche dopo i primi mesi di governo Berlusconi.

Eppure dobbiamo rilevare che negli ultimi 10 anni tutti i governi non hanno lesinato quantità enormi di spesa pubblica ai loro elettori ma questi hanno sempre protestato e li hanno puniti. Perché?

Noi manteniamo la nostra opinione che ci vede sostenere la necessità di una politica più coraggiosa e riformatrice e meno corrotta. Distribuire prebende e favori ai burocrati, a chi è già privilegiato e ai detentori di posizioni di rendita, non fa altro che causare la reazione dell’altra parte del paese. La classe dei produttori, i pensionati anziani costretti a vivere sotto il livello di sussistenza, i dipendenti esposti alla concorrenza nel mercato del lavoro, le partite IVA ed i piccoli imprenditori aspettano ancora che un Berlusconi o un D’Alema si installino a Palazzo Chigi e riescano a rivoltare questo paese come un calzino. Il che, puntualmente, non avviene.

La conclusione è semplice: la maggioranza degli italiani non vota a sinistra e neanche al centro sinistra. Vedono nel centro-destra la principale coalizione in grado di trasformare e modernizzare il paese. Sivlio Berlusconi è stata una chance irripetibile ma ora pare non si ripresenti in veste di leader alle prossime elezioni. Ci vuole qualcuno che prenda il testimone, una persona capace, di gran calibro e coraggiosa. Speriamo che non sia Michela Vittoria Brambilla.

Se sarà lei, la leadership del Centro Destra sarà scesa di livello come il giornalismo calcistico è precipitato nel nulla dopo l’avvento di “opinionisti” alla Aldo Biscardi. (guardatela qui, non fa tenerezza? Ha anche preso lezioni di grammatica dal Silvio…)

Pure io sono maschio al 100% come Bagnasco

Ma lui sta nel partito alleato alla Casa delle Libertà?

Ecco perchè non posso

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Ecco perché non posso dirmi cattolico e non posso rispettare i 10 comandamenti.

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