
Non è necessario attendere la conferma degli exit poll per tirare le somme di questa tornata amministrativa. Il Centro Sinistra che governa il paese è stato pesantemente sconfitto, spesso perdendo con un distacco di 50 punti percentuali e, in generale, arretrando ovunque (tranne che, forse, in Sicilia, ma che caso…) Anche a Genova, città tradizionalmente di sinistra, se il candidato del Centro Sinistra vincerà, il suo risultato dimostrerà comunque un’inversione di tendenza.
Se ce ne fosse stato bisogno, si conferma il significato politico di un turno di amministrative. Durante tutto il periodo della seconda repubblica, i cittadini hanno espresso, nelle votazioni che si sono tenute tra un’elezione politica e l’altra, il loro dissenso più o meno pronunciato verso le tendenze di governo. Checché ne dica il Ministro Pecoraro Scanio, in questo caso la protesta degli elettori è stata quasi senza precedenti. Non era successo neanche dopo i primi mesi di governo Berlusconi.
Eppure dobbiamo rilevare che negli ultimi 10 anni tutti i governi non hanno lesinato quantità enormi di spesa pubblica ai loro elettori ma questi hanno sempre protestato e li hanno puniti. Perché?
Noi manteniamo la nostra opinione che ci vede sostenere la necessità di una politica più coraggiosa e riformatrice e meno corrotta. Distribuire prebende e favori ai burocrati, a chi è già privilegiato e ai detentori di posizioni di rendita, non fa altro che causare la reazione dell’altra parte del paese. La classe dei produttori, i pensionati anziani costretti a vivere sotto il livello di sussistenza, i dipendenti esposti alla concorrenza nel mercato del lavoro, le partite IVA ed i piccoli imprenditori aspettano ancora che un Berlusconi o un D’Alema si installino a Palazzo Chigi e riescano a rivoltare questo paese come un calzino. Il che, puntualmente, non avviene.
La conclusione è semplice: la maggioranza degli italiani non vota a sinistra e neanche al centro sinistra. Vedono nel centro-destra la principale coalizione in grado di trasformare e modernizzare il paese. Sivlio Berlusconi è stata una chance irripetibile ma ora pare non si ripresenti in veste di leader alle prossime elezioni. Ci vuole qualcuno che prenda il testimone, una persona capace, di gran calibro e coraggiosa. Speriamo che non sia Michela Vittoria Brambilla.
Se sarà lei, la leadership del Centro Destra sarà scesa di livello come il giornalismo calcistico è precipitato nel nulla dopo l’avvento di “opinionisti” alla Aldo Biscardi. (guardatela qui, non fa tenerezza? Ha anche preso lezioni di grammatica dal Silvio…)