Ieri il Family Day. Oggi un addio
13-Mag-07

Il Family day, la traduzione inglese di “Giorno della famiglia” (chissà perché poi…) si è concluso. Ci volevano le parole di un sindacalista come Savino Pezzotta per descriverci l’ondata oceanica di partecipanti: “un milione e mezzo” (…). D’altra parte non poteva che andare così, visto che destra e sinistra si erano messi d’accordo con gli organi di comunicazione vaticani per sostenere un’iniziativa propagandistica degna di una campagna elettorale.
La nostra posizione su questo evento non l’abbiamo mai espressa e non lo faremo oggi perché a farlo meglio di noi ci ha pensato Daw. Chi scrive è un uomo sposato per la seconda volta, crede nell’istituto della famiglia ma soprattutto vorrebbe che lo Stato adempisse al suo dovere di regolare giuridicamente comportamenti sociali che non si possono ignorare. E crede che dovrebbe farlo prendendo atto delle realtà, senza pregiudizi né discriminazioni.
Per noi questo è un giorno triste che accompagna un sentimento di abbandono. Ci sentiamo sempre più lontani da questa destra e dal suo leader. Silvio Berlusconi ha scelto il modo peggiore per schierarsi. Dopo avere preso a pretesto una vignetta come scusa per da man forte alla Chiesa cattolica, con la quale sembra essere legato da un patto d’acciaio, dichiara:
«I cattolici di sinistra sono in una contraddizione insuperabile. Non si può essere allo stesso tempo cattolici - e come tali riguardosi della dottrina della Chiesa e dei suoi insegnamenti su varie questioni - e stare invece con chi è frontalmente dall’altra parte».
Parole sconcertanti e senza senso.
Non è possibile recriminare sugli attacchi alla Chiesa, sui paventati tentativi di mettere la museruola ai cardinali e poi sostenere il divieto per chi sta a sinistra di stare con chi è “dall’altra parte“. Ma poi, che vorrebbe dire “stare dall’altra parte”? Forse che qualcuno a sinistra vuole l’eliminazione fisica della Chiesa? O norme che cancellino l’istituto della famiglia come è concepito nel nostro ordinamento?
Piuttosto, Cavaliere, ci dovrebbe spiegare con quale coerenza lei partecipa ad una manifestazione di questo tono quando la sua storia personale le consiglierebbe, quantomeno, di starsene in disparte: lei è divorziato, non rispetta la sua famiglia perché si premura di non nascondere i suoi tradimenti coniugali, ha una figlia non sposata in stato interessante ed un’altra sposata con un uomo dalle tendenza sessuali molto chiacchierate. Non che queste condizioni siano degne di biasimo ma la faccia, Cavaliere, dove l’ha messa?
Il Family Day non è stata una manifestazione di sostegno a qualcosa ma contro qualcosa. Contro i Dico, i riconoscimenti delle coppie di fatto eterosessuali e, soprattutto, dello stesso sesso. Citiamo, una per tutte, la dichiarazione di Don Benzi:
«Non esiste scientificamente l’omosessualità, è una devianza».
Caro Cavaliere, il suo comportamento di oggi è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Consideriamo terminata la sua carriera di leader, purtroppo in modo assai ridicolo. Rileviamo che, grazie alle sue improvvide scelte, anche Forza Italia e quindi la Casa delle Libertà, sono destinati a morte sicura. Come ha oggi scritto Giuliano Ferrara nel suo editoriale sul Foglio, la sua delfina sarebbe tale Vittoria Brambilla, una fotocopia degli uomini di paglia suoi fedelissimi, come Bondi, Cicchitto, Vito, Frattini (inviato a Bruxelles al posto di Mario Monti dopo un tentativo di contrabbandare Rocco Bottiglione ndr) e tanti altri. Forza Italia sarà un partito di nessuno, grazie ad una delfina che è nessuno. Grazie comunque, Cavaliere, per averci fatto sognare: ora però dobbiamo guardare altrove.
Round-up: Inyqua, Daw, Babs, IlMegafono, Benedetto della Vedova, Dall’altra parte, Dyotana, Orizzonte Liberale





