Testa il lavoratore che ti passa

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Qui si parla di

mansioni che per loro natura sono rischiose e che se svolte in condizioni mentali e fisiche alterate possono mettere in pericolo non solo la salute dello stesso lavoratore ma anche di altre persone.

Si dirà che è diritto inalienabile dell’individuo decidere cosa sia o non sia pericoloso per sé stesso. E vabbè, su questo argomento ci sarebbe molto da discutere.

Meno discutibile è la responsabilità da parte dello Stato di regolare e limitare quanto possibile i pericoli ai quali sono esposti i terzi da parte di chi svolge mansioni rischiose.

D’altra parte, perché vi sono norme generali che regolano i comportamenti sul luogo di lavoro, atti a ridurre gli infortuni, se poi sono disattese dallo stato mentale alterato da alcool o dalle droghe?

Amici e nemici saranno scandalizzati nel leggere che dei “liberali laici di destra” come noi siano favorevoli ai test anti droghe sui lavoratori che svolgono mansioni a rischio. E già il concetto di rischio è riduttivo. Non crediamo infatti che un imprenditore potrebbe approvare un qualsiasi comportamento alterato e quindi per definizione scorretto, da parte di uno qualsiasi dei suoi collaboratori: questo rischia di fare danni a tutta la comunità di chi lavora all’interno ed all’esterno dell’azienda, anche se non con conseguenze penali ma solo civili.

Ebbene sì, siamo favorevoli. Non vogliamo con ciò minimamente mettere in discussione il diritto individuale di ognuno a scegliere se consumare o meno sostanze che alterano la coscienza, le percezioni, la capacità motorie e il funzionamento dell’apparato neurologico. Per carità.

Mettiamo in discussione le conseguenze potenziali che questo diritto, se abusato, può avere sulla comunità, su chi ci sta vicino e, soprattutto, su chi potrebbe sopportare conseguenze gravi a causa dei nostri comportamenti scorretti. La nostra libertà ha un limite là dove lede i diritti inalienabili degli altri individui, come i diritti alla vita, alla sicurezza e così via.

Insomma, che ne direste di un operatore addetto alla manovra di una gru il quale, ubriaco o fatto di hashish, decide che lasciar cadere un carico di cemento sul marciapiede sia una cosa divertente? Noi diremmo che è responsabilità di tutti e quindi anche di chi legifera di evitare cose del genere. Ma vorremmo sapere chi non la pensa a modo nostro, per quali ragioni lo faccia.

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Comments (7) lasciato to “Testa il lavoratore che ti passa”

  1. silvestro ha scritto:

    Cantor,
    in realtà la responsabilità dei controlli sul personale, come hai scritto anche in parte tu, già c’è. http://www.626news.it/626news.htm#1

    il problema dei test antidroga è anche tecnico, non solo etico.
    per sostanza d’abuso come alcool o eroina il tempo in cui resta nell’organismo è minimo.
    quindi andrebbe fatto ogni volta che, ad esempio, il lavoratore sale sulla gru.

    per le sostanza come la cannabis, l’avevo già detto in precedenza, la rivelazione tramite le urine o i capelli avviene per lungo tempo, al contrario dell’effetto.

    per assurdo potremmo avere un lavoratore completamente ubriaco al volante di un tir, mentre, al contrario, fermeremo un lavoratore perfettamente nelle proprie facoltà mentali che si è fumanto una cannetta un mese prima.

    in sostanza è lecitissima la tua preoccupazione, ma è di difficile applicazione.
    il solo modo sarebbe quello del controllo da parte di un responsabile per la sicurezza, ma che sicuramente non può sempre intervenire su tutti i lavoratori o negli autogrill e nei bar vicino ai cantieri. oltre a dover essere un esperto sui sintomi da assunzione di ogni tipo di droga o farmaco alterante.

    per il lavoratore che provoca l’incidente ci sono i codici civili e penali.

    non è così semplice

  2. silvestro ha scritto:

    chi sei? la turco??

    http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/droga/droga/droga.html

    io comunque resto scettico sull’applicabilità

  3. inyqua ha scritto:

    Ed ai chirurghi prima degli interventi non vogliamo farlo un prelievino? e se poi chiudono tutti i reparti? :-))))

  4. Eugenio ha scritto:

    Mah, se fosse applicabile (come ha spiegato il primo commentatore) io sarei pure favorevole. Sono anche favorevole alla pratica, già in atto almeno qui in UK, di fare i test antidroga/antialcool ai piloti civili al minimo sospetto che ci sia qualcosa che non va da parte di quasi chiunque.
    E visto che ci siamo - un broker che si gioca il mio fondo pensione su un hedge fund traballante sotto l’effetto della cocaina, lo vogliamo testare pure lui o no?

  5. Maurizio Colucci ha scritto:

    Sui principi non c’è nulla da obiettare: quando ti droghi hai una certa probabilità di togliere libertà ad altri. Ma il punto, come insegna Milton Friedman, è che il divieto potrebbe causare complessivamente più danni di quanti ne risolve. Lo dico perché sembri trascurare del tutto la questione. Ciao

  6. Anonimo ha scritto:

    Hardocre Party

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  7. Fabio ha scritto:

    Bhe altro che tir… i pilot americani
    volano sotto effetto di anfetamina(dexedrina)
    http://www.ilmanifesto.it/g8/dopogenova/3d59416cc7095.html
    http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=7597
    http://www.globalsecurity.org/org/news/2002/020813-speed1.htm

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