Il Parlamento non è tanto pulito, anzi è sporco

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Ancora il solito Beppe Grillo. Quando sostiene qualche battaglia condivisibile, non possiamo ignorarlo. Non è la prima volta che ci occupiamo del problema noto come “Parlamento pulito“, non fosse altro perché riteniamo che la corruzione ed i reati correlati rappresentino uno spartiacque, un solco che divide i paesi moderni, le democrazie compiute dalle repubbliche delle banane.

E’ recente la rivelazione che l’Italia stazioni al penultimo posto nella classifica dei paesi sviluppati con meno corruzione: dietro di lei c’è solo la Grecia.

Grillo ha depositato una richiesta di legge popolare alla Cassazione. Pare che la Corte dei Conti si sia dichiarata d’accordo con la proposta di Grillo. La cosa triste, ovviamente, è che di una cosa ovvia si faccia paladino un comico. Evidentemente nel nostro paese l’ovvietà non è dei politici.

Sempre in tema di avanzata dell’antipolitica, una sinistra riformatrice al governo o una destra che rappresenti istanze etiche, dovrebbero riavvicinarsi ai cittadini con progetti di legge di questo genere e non lasciare la scena ai Grillo di turno. In questo modo i cittadini si allontanano sempre più, proprio per l’assenza della classe politica su temi fondamentali per la vita del paese.

Recentemente nella pagine dei principali giornali svizzeri è apparsa una notizia di uno scandalo piuttosto grave. La Hewlett Packard ha invitato a sue spese un gruppo di funzionari di vari enti di Stato e manager di aziende molto coinvolte in commesse per lo Stato ad una rappresentazione lirica in uno sconosciuto paesino elvetico. Una notizia che in Italia non sarebbe ripresa da nessun organo di informazione perché non è una notizia. In Svizzera invece, questo genere di pratiche non sono ammesse.

Nessuno qui sostiene che l’Italia si dovrebbe allineare ai parametri rosso crociati perché, pur armati di buona volontà e serie intenzioni, non riuscirebbe a farlo per i prossimi due secoli. Potremmo però smetterla di esagerare e di anteporre il numero di voti in dote ad un politico “eleggibile” o eletto ai suoi principi morali e alla fiducia che un elettore gli conferisce dandogli il suo voto. Purtroppo la politica, sempre più a corto di primati, preferisce lasciare spazio ad un Grillo, canterino fin che vogliamo, ma sempre grillo.

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Comments (2) lasciato to “Il Parlamento non è tanto pulito, anzi è sporco”

  1. Augusto ha scritto:

    Basterebbe applicare la legge (italiana).
    Un “colpevole” già giudicato NON puó accedere a pubblici uffici (se non ho capito male) ed allora…….. un parlamentare non è un pubblico dipendente?

    Ma sí, se ai parlamentari si applicano (in sordina) i PACS (anche se molti fingono di non saperlo) ma gli stessi parlamentari si rifiutano di applicarli alla cittadinanza,
    quali e quante speranze abbiamo che a loro si applichi la corrente legge italiana?
    Nessune!

    Ciao

  2. periclitor ha scritto:

    Che dire non amo particolarmente il Grillo di questi tempi,ma non se ne può più di un parlamento che va sempre di più insozzandosi

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