Mahmoud Abbas fuori o dentro la democrazia?

Mahmoud Abbas è, nonostante tutto, l’unico interlocutore accettabile all’interno del mondo palestinese. Recentemente ha ammesso l’inizio di una discussione nell’OLP per escludere Hamas dalle elezioni legislative.
Pare che, allo scopo, sia stato inventato un escamotage tipicamente medio orientale: l’eleggibilità dei candidati dipenderebbe dalla loro rispetto della carta costitutiva dell’OLP e degli accordi presi in passato con Israele. Va da sé che nessun candidato di Hamas avrebbe questi requisiti.
Il percorso che porterebbe all’esclusione di Hamas è difficile perché mancherebbe la coerenza da parte di chi ha prima accettato la sfida - perdendola - e ora tenta la via poco democratica dell’eliminazione forzata dell’avversario.
Questo episodio fa comunque tornare d’attualità la legittimità della presenza di un partito dogmatico e integralista come Hamas all’interno di elezioni democratiche. La risposta non è facile. Chiunque dovrebbe poter candidare propri rappresentanti a libere elezioni, soprattutto se si presenta come Hamas, un dinamico partito con un programma di rinnovamento e di eliminazione della corruzione. Ma non è qui il punto.
In Medio Oriente infatti, non si possono applicare gli stessi parametri dell’Europa o degli Stati Uniti. La legittimità di un partito deve essere misurata verificando altre condizioni, prima fra tutte la disponibilità a riconoscere qualsiasi entità non propriamente allineata con i dettami della sharia. O che utilizzi principi “occidentali” per il riconoscimento di diritti umani.
Sarebbe come dire che un paese come il nostro avrebbe potuto accettare la candidatura ad elezioni politiche di rappresentanti delle Brigate Rosse o dei Nar. Erano movimenti liberi e avevano indubbiamente il sostegno di una parte della popolazione. Sicuramente avrebbero ottenuto qualche rappresentante in parlamento. Ma non rispondevano ai requisiti minimi richiesti da una democrazia.
Abbas sta aggiungendo errori ad errori: dopo avere tollerato la partecipazione alle elezioni di un partito come Hamas senza avere letto con attenzione il suo atto costitutivo, vuole ora usare gli stessi metodi dei suoi avversari, pur se pacifici, per eliminarli.
Non è facile dare un consiglio al presidente palestinese. Forse non esistono consigli perché ormai è troppo tardi.


barbara ha scritto:
Tra l’altro all’inizio, quando Hamas era molto meno forte di oggi, ha esplicitamente detto e ripetuto che mai e poi mai avrebbe combattuto contro i fratelli di Hamas, mai e poi mai avrebbe cercato di disarmarli ecc. ecc. Quindi non so quanto sia credibile e sincero adesso quando dichiara di volersi opporre a loro.
Pubblicato il 20-Ago-07 alle ore 11:58 | Permalink
Cantor ha scritto:
Non dobbiamo dimenticare chi è Abbas e che se oggi è diventato un personaggio più accettabile è solo perchè un’organizzazione molto più pericolosa dell’OLP è salita alla ribalta.
Pubblicato il 20-Ago-07 alle ore 12:50 | Permalink
barbara ha scritto:
Quando dico che la differenza fra lui e Arafat è che lui porta la cravatta tutti inorridiscono e mi danno della pazza, ma la verità è che da Arafat lui non ha mai preso le distanze, né a parole, né nei fatti.
Pubblicato il 21-Ago-07 alle ore 2:58 | Permalink