Decidere.net a Milano il 29/9

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Sabato 29 settembre, tutti all’incontro di Decidere.net che si terrà a Milano, al Teatro Angelicum, Piazza Sant’Angelo 2, dalle 9.45 alle 13.00. Mi raccomando.

E’ aperta la via alla perfezione?

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Il Tribunale di Cagliari, con una sentenza che farà molto discutere, ha autorizzato il centro Fivet dell’Ospedale Microcitemico della città ad eseguire la diagnosi genetica di preimpianto su alcuni embrioni congelati un paio di anni fa. Ad decidere è stato il giudice Maria Grazia Cabitza, puntualmente attaccata dalla CEI, nella persona del suo segretario generale, Mons. Giuseppe Betori.

A Betori sembra molto strano che:

«… un giudice possa giudicare a prescindere da una legge e da una sentenza della Corte costituzionale ed emettere un giudizio che smentisce e la legge e la sentenza»

. Parrebbe strano, infatti. Forse questo giudice è una laicista della peggior specie.

Betori vorrebbe poi capire

«…qual è la logica che sta dietro a una sentenza di un tribunale che non fa riferimento alle fonti normative»,

giudicando a prescindere dalla legge 40. La laicista, infatti, la legge non la ignora, ma la interpreta. Ma, laicista è e laicista resta.

Infine Betori pensava

«che i tribunali applicassero le leggi, in particolare quando quando la loro interpretazione sia supportata dall’organo supremo dell’interpretazione delle leggi».

Si riferisce ad una precedente ordinanza della Corte Costituzionale, la quale, a suo dire, aveva già respinto il ricorso della coppia. Evidentemente il giudice, contraddicendo la Corte e Betori, ha dato prova del suo, ormai riconosciuto, lurido laicismo.

Intendiamoci bene: Betori non è l’unico a prendersela con il giudice. Rocco Buttiglione (Udc) e Alfredo Mantovano (An) e l’immancabile Luca Volontè, chiedono l’intervento del guardasilli Clemente Mastella; il professor Gaetano Quagliarello, invece, ne approfitta subito e stila un’interpellanza al ministro della Salute Livia Turco per domandare

vincolanti linee guida che aggiornino la legge sull’aborto alla luce delle novità in campo scientifico“, al fine di “scongiurare il rischio di nuovi Mengele del terzo millennio“.

E poi dicono che la Chiesa è legittimata a esprimersi sui fatti politici. Se le cose stanno così, noi ci sentiamo ancora più legittimati a citare l’autorevole Giuseppe Regalzi e il suo commento alla sentenza di Cagliari che sbugiarda i papisti e le loro combriccole. Allora, la cambiamo questa legge?

Hat tip: Inyqua , Malvino (qui e qui)

La Birmania di Enzo Reale

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Enzo Reale ha fatto un viaggio in Birmania nel mese di Agosto. Tornato, ha iniziato a scrivere un diario a “pensieri sparsi”. Lo trovate a partire dal primo post della sezione mensile di quel mese. Oppure potete leggere questo suo articolo su LibMagazine.

Manco a farlo apposta, oggi la Birmania fa stare tutto l’occidente con il fiato sospeso, teatro di una silenziosa e pacifica rivoluzione, condotta dai monaci buddhisti, i pochi che possano sovvertire un regime senza spargimento di sangue. Idealmente, come piace a noi.

Il blog di Reale è quindi il naturale luogo dove possiamo seguire giorno per giorno gli avvenimenti birmani. A partire da qui. Grazie Reale.

Anti-capitalismo: la nuova bandiera di Ratzinger

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L’Italia assomiglia ogni giorno di più ad un grande palcoscenico. Durante lo scorso fine settimana il Papa ha recitato la parte del marxista. Si era preparato in modo accurato perché ha ripetuto con parole precise i precetti comunisti.

Ora lui è un anticapitalista:

«Quando prevale la logica del profitto, il capitalismo provoca gravi ingiustizie e incrementa la sproporzione tra ricchi e poveri»;

il richiamo è stato anche alla decisione per ognuno di «servire Dio o mammona,» come dice il Vangelo.

Il messaggio è chiaro: chi lavora e pensa solo ai soldi non vive secondo i precetti. Chi invece si muove soprattutto in una logica di solidarietà, ha il paradiso assicurato. Teorie economiche vaticane.

A parte l’evidenza sul fatto che se una azienda non fa profitto ci sono poche possibilità di redistribuzione, questo novello economista (o aziendalista), parla dal pulpito del Vaticano, uno stato nel quale non esiste una magistratura, che sfugge alle giurisdizioni del paese nel quale è inserito geograficamente e dove si sono prodotti alcuni crimini finanziari, esempi non proprio edificanti di solidarietà o di compassione.

A cesurare il Papa e le sue teorie economiche è un altro anticapitalista, Beppe Grillo, il quale gli ricorda che semmai lo sfruttatore, poco solidale, è proprio lui,

L’amministratore tedesco che gestisce due miloini di lavoratori in nero“:

chissà se adesso, oltre la protesta dei monaci buddhisti, avremo anche lo sciopero dei preti e delle suore.

Con nostra sorpresa, però, la stampa papista annuisce e sdogana Grillo:

«Il comico-tribuno è il catalizzatore di un pensiero fortemente critico nei confronti del sistema politico e questo orientamento preesisteva al V-Day. Grillo, grande animale da palcoscenico, l’ha fiutato, braccato, azzannato

Insomma come la mettiamo? Tutti contro tutti, papisti contro capitalisti, Grillo contro i capitalisti e i papisti. Un film? No, la realtà. Già.

Nicolas Sarkozy, lo statista

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Ieri sera ho visto l’intervista a Nicolas Sarkozy (è lunghina ma vi assicuro che ne vale la pena). Era la prima volta che assistevo ad un suo dibattito con domande fatte a bruciapelo da giornalisti e relative risposte. I francesi gli hanno già affibiato un soprannome: “Hyper President“, noi lo definiremmo un vero statista. È Presidente della Repubblica da pochi mesi e tuttavia il paese sta già cominciando ad essere rivoltato come un calzino, in un processo inarrestabile, nel quale la collaborazione dei suoi amici e degli oppositori affianca un decisionismo ed una lucidità formidabili.

Che l’Italia abbia bisogno di un Sarkozy, è stato già detto troppo volte. Il dramma è che, forse, nel nostro paese uno come lui non riuscirebbe a fare molto. Per il momento ci tocca stare a guardare cosa farà un comico, un Beppe Grillo qualsiasi. Che disperazione.

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