Beppe Grillo fonda il suo partito: per distruggerlo?

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Non è un mistero che questo blog abbia condiviso alcune prese di posizione di Beppe Grillo, come la necessità che la politica dia un esempio di trasparenza ed etica, evitando di far sedere in Parlamento personaggi pluri condannati in via definitiva. E, parimenti, non possiamo non essere d’accordo quando lamenta la violenza nei programmi televisivi alla quale assistono, inermi e vittime, i bambini.

Ora Grillo scende in piazza per iniziare la sua carriera politica. Il suo colore è chiaramente rosso ed è proprio nell’elettorato di sinistra che riscuote le maggiori simpatie.

Nessuno gli vieta di fare quello che molti altri personaggi, poco raccomandabili e improvvisati, fanno da generazioni, raccogliendo voti a mani basse. Anzi, osservare questo fenomeno e le novità che porta può essere interessante.

Innanzitutto, il successo di Grillo ruota intorno al suo blog. Probabilmente è una prima mondiale: un blogger politico, per quanto famoso, che riesce a tradurre il suo successo virtuale in quello reale. E poi c’è il fattore distruttivo, che fa tanto presa sulla gente. L’ha capito anche Bossi che in questo momento tenta di cavalcare il malcontento per lanciare una improbabile rivolta fiscale.

Siamo in un periodo di espressione di una profonda critica verso il sistema dei partiti, verso la Casta e i suoi privilegi. Si parla di anti-politica e di cittadini che non ne possono più, a destra come a sinistra. La risposta dei partiti è autoreferenziale e propone, al massimo, un mostro di burocrazia, il Partito Democratico, capeggiato da uno pseudo leader, un nulla, un banaloide.

Grillo promette di distruggere tutto, partiti in testa. E la piazza lo segue. I suoi sostenitori accorrono a migliaia e sottoscrivono petizioni, raccolgono firme a fiumi. Esprime un nuovo populismo, una demagogia che non si vedeva dai tempi di Mussolini.

Invece di prendere le distanze da questo pericolo potenziale, molti personaggi pubblici fanno a gara a schierarsi al suo fianco. Invece di delegittimarlo, lo invitano a manifestazioni partitiche. E lui che fa? Il primo passo falso: fonda le liste civiche, quelle dei circoli MeetUp.

Non partiti, liste. Una mossa furbesca. Ma partiti sono, proprio come quelli che vuole distruggere. E promette il certificato di qualità, proprio come Berlusconi aveva fatto nel ‘94, schierando i suoi manager, garanti di un successo proprio di chi non è mai stato invischiato nella politica. Come lui, anche Michela Vittoria Brambilla, ci prova con i Circoli delle Libertà e il Partito delle Libertà. Deve essere una nuova moda.

Grillo promuove ma non promuove:

La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli

scrive prima e

Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale.“,

smentisce poi.

Evidentemente in questo paese i partiti costituiscono uno schema fisso dal quale non si può derogare. Chi temeva che Grillo potesse costituire una nuova figura di pericoloso dittatore e chi aveva accolto le sue iniziative con favore, può ora rilassarsi e rimettere Grillo laddove deve stare. Anche lui è figlio dei partiti e quindi di questo paese. Anche lui sfrutta il suo movimento per trasformarlo in partito. Sarà un Grillo che passa oppure che resta. In tutti i casi non cambierà nulla.

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Commenti (1) lasciato to “Beppe Grillo fonda il suo partito: per distruggerlo?”

  1. Augusto ha scritto:

    Probabilmente é cosí.
    Ieri Prodi a PaP era felicissimo di un Grillo in politica, ben sapendo che si brucerá (o lo bruceranno) presto.
    Forse:
    1) abbiamo scansato un pericolo
    2) abbiamo perso una occasione per migliorare l’organizzazione politica

    Ciao

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