Dalai Lama show

Il mondo si è accorto che esiste il Dalai Lama. Questo solo perché a riceverlo è stato il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. Se lui lo riceve allora il Dalai Lama deve essere un tipo importante. Fino ad ieri non lo era. O, per lo meno, lo era solo per gli addetti ai lavori, quindi per pochi e, comunque, per gente che poco conta.
Invece, da oggi, il Dalai Lama conta e siccome conta tutti ne parlano. Improvvisamente i main stream della rete ne fanno bella mostra, lo osannano in prima pagina e listano gli articoli principali sull’argomento. Nel passato questo buon uomo tibetano aveva suscitato l’attenzione solo per le sue affermazioni contro l’omosessualità, alla quale lui sarebbe contrario perché il sesso serve fondamentalmente alla procreazione. Tesi, peraltro, confutata.
Il problema fondamentale è che la maggioranza di quelli che scrivono su questo personaggio, non sanno chi sia né cosa rappresenti. Non conoscono la storia e la cultura del Tibet, soprattutto nei suoi meandri segreti. Si scrive, si sostiene la causa della quale poco o nulla si conosce. Si pensa che sostenere il capo politico dei tibetani (solo politico, non altro), serva a qualcosa. E’ ovvio che sia meglio sostenere che fare il contrario ma qui stiamo parlando di un schieramento il cui fine ultimo sarebbe quello di modificare gli atteggiamenti della Cina nei confronti della libertà e dei diritti dell’individuo. Pura follia.
Da decenni la Cina sta sistematicamente distruggendo una cultura, quella tibetana, vecchia di millenni. Stiamo parlando di uno dei patrimoni dell’umanità che sarà scomparso nel giro di poche generazioni e di cui quasi nessuno può neanche immaginare il valore. Se fosse per questo bisognerebbe darsi da fare. Il dilemma è che ogni sostegno ai fuoriusciti dal Tibet e al loro capo non fa che peggiorare la situazione dei tibetani rimasti nel loro paese, sia della popolazione che dei monaci, quest’ultimi depositari di tesori spirituali vecchi di secoli: più i cinesi sono nervosi più gli abitanti dell’altopiano tibetano sono sottoposti ad ogni genere di vessazioni e di violenze.
Pensiamo veramente di poter modificare dall’oggi al domani l’atteggiamento della repubblica cinese nel suo espansionismo territoriale che l’ha portata a fare del Tibet un sol boccone? Se si volesse veramente modificare l’atteggiamento del governo cinese, occorrerebbero delle azioni ben più temerarie, come il boicottaggio delle olimpiadi o una seria battaglia contro il dumping dei prezzi o le merci contraffatte. Cose ovviamente impensabili.
Così ci gongoliamo con il Dalai Lama, senza neanche sapere dove viva, di quali mezzi abbia necessità e senza fare una seria indagine sulla destinazione e l’utilizzo dei fondi che molti paesi e volontari occidentali versano alla sua comunità di tibetani fuoriusciti che vivono in India. Ora lo vogliamo in Parlamento, a fare cosa non si sa. Forse ci piace il colore vivace delle sue vesti e il suo sorriso, cose buone solo per rallegrare un ambiente, quello parlamentare, triste e senza colore.
La prima domanda è: di cosa vorremmo parlasse il Dalai Lama nel suo eventuale intervento in Parlamento? Non lo sappiamo. La seconda domanda è: qualcuno avrebbe il coraggio di chiedergli quanti suoi connazionali pensa saranno uccisi per rappresaglia ai suoi interventi ufficiali in sedi istituzionali? La terza domanda è: qualcuno avrebbe il coraggio di chiedergli se pensa ci sia una reale possibilità che il Tibet torni ad essere uno stato libero? L’ultima domanda è: quali sono i veri motivi per il quali trova conveniente frequentare pubblicamente capi di stato di importanti paese occidentali? Siamo certi che le risposte sarebbero interessanti, soprattutto perché nessuno porrà mai le domande.


baron litron ha scritto:
il Tibet “torni” ad essere uno stato libero? e quando mai lo è stato? quand’era una teocrazia, dove a chi imparava a scrivere senza essere un monaco venivano amputate le mani? o cavati gli occhi a chi imparava a leggere? (attenzione, non dico che ora sia meglio, ma non scommetterei che sia peggio stare sotto i cinesi che sotto i lama)
Pubblicato il 21-Ott-07 alle ore 0:22 | Permalink