La Cassazione val bene una sentenza

Nel caso di Eluana Englaro, la premessa doverosa è che recenti indagini confermano quello che già si sospettava: staccare il respiratore, togliere il sondino e altri pratiche di questo genere fanno parte della realtà di tutti i giorni, negli ospedali come nelle abitazioni. Sono i medici a dichiararlo apertamente e, così facendo, tracciano il solco per le sentenze e, speriamo, per le nuove normative.
Quindi, la quasi totalità delle famiglie che decidono di porre fine in segreto alle sofferenze dei loro cari, scelgono di farlo senza clamore e senza conseguenze legali. Non è il caso di Beppino, il padre di Eluana, così come non lo è stato nel caso di Piergiorgio Welby.
A queste persone va la nostra ammirazione e il nostro ringraziamento. Hanno scelto di condurre una battaglia per il diritto, non solo il loro o quello dei loro famigliari, ma quello di centinaia di malati che si trovano in simili condizioni. Oggi ringraziamo anche la laicità dei giudici della Cassazione, che hanno disposto un nuovo processo per il caso Englaro. (qui, grazie a Bioetica, il testo integrale della sentenza)
Il principio fondante della sentenza è chiaro:
«la salute dell’individuo non può essere oggetto di imposizione autoritativo-coattiva…il diritto all’autodeterminaÂzione del paziente non incontra un limite nel saÂcrificio del bene della vita».
Giudici supplenti? Sì. Hanno fatto bene? Pure.
E il Vaticano? Furente. L’affermazione dell’Osservatore Romano che più di ogni altra troviamo spassosa, è la seguente:
“Attribuire a ognuno una potestà indeterminata sulla propria esistenza avrebbe delle conseguenze facilmente immaginabili, anche solo ragionando dal punto di vista etico“.
Badate bene, qui stiamo parlando anche solo del punto di vista etico (…). Chissà dagli altri punti di vista. Fortunatamente a Porta Pia abbiamo mandato in vacanza la sovrapposizione tra le leggi ed i principi dello Stato laico e i dogmi religiosi. In questo siamo un po’ più avanti della maggior parte del mondo islamico. Ma il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Ora, più che mai, è necessario discutere in modo serio del testamento biologico. In quest’ottica, parafrasiamo Beppe Grillo e al Vaticano mandiamo un bel “vaffa” se solo prova ancora a parlare di “cammino verso l’eutanasia“.
La politica? Vacante.

ILLAICISTA ha scritto:
La politica più che vacante è o silente o succube nei confronti del Vaticano, dimenticando i principi costituzionali.
Dovrebbero spiegare se hanno giurato fedeltà alla Costituzione o al Catechismo.
Pubblicato il 20-ott-07 alle ore 0:38 | Permalink
baron litron ha scritto:
non vedo cosa ci sia di strano in quello che scrive l’osservatore, o che dice (da sempre) la chiesa. ciascuno di noi HA una potestà indeterminata sulla propria vita, nel senso che ciascuno di noi PUO’ togliersela in qualunque momento lo reputi opportuno. questo però non significa che la cosa sia in sé giusta. il fatto che ci sia la possibilità non rende la cosa in sé sia giusta.
chiunque di noi HA la possibilità di togliere la vita a chiunque altro, trovando i tempi e i metodi opportuni, con maggiori difficoltà rispetto ad un suicidio, ma con moltissime diverse opzioni. il fatto che ci sia la possibilità però non rende la cosa giusta (o lecita) in nessun ordinamento giuridico.
e non spetta certo alla chiesa scrivere le leggi, di solito si limita alle indicazioni etiche, di comportamento quindi, basate su valori che a volte (raramente però) sono diversi da quelli che reggono l’ordinamento civile e penale degli stati.
in Italia (e in genere in occidente), tutti i reati sono anche peccati. fortunatamente (almeno non in Italia né in occidente) non avviene il contrario. infatti qui non ci sono teocrazie, né mai ci furono (se si eccettua la Ginevra calvinista, che per fortuna durò poco). ci sono state invece, dopo la rivoluzione franciosa, diverse teocrazie laiche, ma questo è un altro discorso.
oltretutto, il principio fondante della sentenza è assai fuorviante: vale anche all’incontrario? è punibile il medico che mi costringe a smettere di bere o fumare o farmi le pere per salvaguardare la mia salute? l’autodeterminazione del paziente riguarda anche la possibilità /volontà di rovinarsi la vita? perché la cassazione può dare indicazioni morali (che non le competono) e il papa no? perché cantor, che mi pare persona intelligente e acuta, sbrocca platealmente ogni volta che il papa apre bocca?
Pubblicato il 20-ott-07 alle ore 23:25 | Permalink
michelangelo ha scritto:
A che serve dopo due millenni ricordare e riflettere sul mitico “conosci te stesso”? Com’è possibile nel XXI secolo citare ancora frasi tanto banali quanto lontane dal senso comune? E allora riformuliamo la frase: ciò che l’uomo non conosce è la cosa più preziosa che ha. La mente profonda.
E quando l’avrà conosciuta le parole suicidio,eutanasia,diritto di morire, testamento biologico, accanimento terapeudico, morte dignitosa e tante altre scompariranno dal vocabolario e di esse si dirà : l’uomo li ha usato nella sua infanzia.
Pubblicato il 21-ott-07 alle ore 0:40 | Permalink