Ai proibizionisti diciamo: chi la fa l’aspetti

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Un servizio della trasmissione televisiva “Le Iene” ed alcuni articoli apparsi su quotidiani e periodici, ci raccontano l’insuccesso del provvedimento con il quale il Parlamento ed il Governo hanno proibito la vendita di alcolici dopo le 2 di notte nei “locali di intrattenimento“. Nelle discoteche e nei bar con musica dal vivo i gestori rischiano ora la chiusura da 7 a 30 giorni se sono sorpresi a vendere alcol fuori orario.

Le conseguenze nefaste di questo ennesima follia proibizionista non si sono fatte attendere. Ora molti avventori, per evitare di rimanere a secco, fanno “il pieno” prima dello scoccare dell’ora fatidica e si ritrovano più ubriachi che mai. Per chi invece vuole continuare fuori orario il consumo di whisky o champagne, sono stati sviluppati gli escamotage più fantasiosi: bottigliette mignon di vodka (anche portate da casa), cestelli di ghiaccio nei quali tenere in fresco le bottiglie ordinate pochi minuti prima della serrata o qualche minuto d’aria fuori dalla discoteca per rinfrescare l’ugola al baracchino o al bar adiacente.

Da che mondo e mondo proibire cose del genere non serve a nulla, anzi, questo caso ci insegna che certe misure possono avere un effetto boomerang. I politici spesso preferiscono mostrare i muscoli o introdurre misure che garantiscano un ritorno elettorale piuttosto che affrontare il problema in modo serio. Quindi niente massicce campagne di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole o sui media per spiegare le conseguenze reali di un abuso di alcol, né iniziative di repressione serie contro chi, ubriaco fradicio, si mette tranquillamente alla guida a notte fonda.

La cosa desolante è che questo atteggiamento politico è trasversale. L’emendamento proibizionista è stato presentato da un parlamentare di An ma accolto dal governo e votato da una maggioranza che include maggioranza ed opposizione. Ora qualcuno pensa di metterci una pezza, come la senatrice di Alleanza Nazionale, Giorgia Meloni, alla quale fanno eco i ministri Bianchi e Turco, disponibili a rivedere il provvedimento. Vediamo che si inventano ma ci sembra che ci sia poco da fare.

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Commenti (1) lasciato to “Ai proibizionisti diciamo: chi la fa l’aspetti”

  1. Augusto ha scritto:

    Cantor, ti sei cantato la messa da solo;
    ovvero hai giá detto tutto.

    L’atteggiamento proibizionista é:
    trasversale, ottuso, inutile, controproducente ma
    FACILE e DEMAGOCICO.

    Ergo, avanti al proibizionismo.
    E se poi ci rendiamo conto che non serve, poco male, maggior proibizionismo e “pugno duro”.

    Le varie mafie, riconoscenti, ringraziano sentitamente.

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