Preti omosex in TV

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Grazie al cielo in Italia esistono ancora delle emittenti abbastanza indipendenti.

Ilaria D’Amico, nota commentatrice sportiva, torna in onda con “Exit“. Lo fa aprendo la stagione con un argomento scottante: l’omosessualità nel clero.

Guardatevi la trasmissione: per quelli che ancora negano perché prima di tutto bisogna negare, per quelli che scrivono sull’Avvenire, questa trasmissione dovrebbe far aprire gli occhi.

C’è casta e casta

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Dopo il libro denuncia, scritto nientemente che da un procuratore aggiunto di Torino, Bruno Tinti, ora c’è il caso dell’ispezione al Tribunale di Catanzaro e della richiesta di trasferimento del Pm Luigi De Magistris e del suo procuratore capo, Mariano Lombardi. Come è ovvio c’è chi applaude Mastella e chi difende gli indifendibili.

Lino Iannuzzi, che di magistratura del sud Italia ne capisce, scrive su Panorama alcune cose interessanti su questi prodi rappresentanti calabresi della giustizia:

«Ci sono in Parlamento…decine e decine di interrogazioni, decine di ispezioni ministeriali, decine di denunce al Csm, che vanno dall’accusa di avere firmato sentenze false a quelle di abuso di potere, a quelle di violazione di competenze e di faide intestine…tra magistrato e magistrato, tra sostituti e procuratore, tra procura e procura…Sul Pm De Magistris c’è stata nella passata legislatura un’interrogazione di 11 pagine, un elenco interminabile di accuse per malefatte ed abusi…perfino il sottosegretario alla giustizia Luigi Li Gotti ha riconosciuto che le denunce ernao giuste, anzi, “corrispondono per difetto alla realtà calabrese”…nella casta dei magistrati, l’unica vera casta rimasta in Italia, vige sovrana l’omertà e la legge degli intoccabili, mentre la politica si rivela sempre più debole e impotente.»

Non stupisce che il Ministro Mastella sia costantemente attaccato ed additato come il peggior esempio della classe politica; non stupisce che un suo viaggio in elicottero pagato dai contribuenti sia considerato come uno scandalo; né stupisce che Floris a Ballarò lo attacchi a testa bassa.

La cosa preoccupante è che per arginare lo strapotere della casta dei magistrati siamo costretti a sostenere un Ministro come Clemente Mastella, non certo un esempio di politico illuminato e certamente un opportunista di primo grado. Ma oggi più che mai, con la sinistra al potere, tifiamo per Clemente e cioè per il minore dei mali, sperando che la sua tempra vada oltre quella di un sistema potentissimo.

Viva le narcosale

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«Dal punto di vista sanitario mi sembra irresponsabile l’idea che o gli eroinomani smettono di drogarsi, oppure, se non ci riescono, tanto vale che lo facciano nel peggiore modo possibile, senza alcuna assistenza sanitaria (magari per strada, nel fango e con una siringa usata), perché le istituzioni non possono “collaborare” con il loro vizio. Eppure è questa idea fintamente “rigorista” che ispira le maggiori opposizioni all’istituzione di narcosale (che non sono “negozi” in cui si vende droga, ma ambulatori attrezzati per malati tossicodipendenti da eroina).
Evitare la diffusione di malattie trasmissibili o soccorrere in tempo reale quanti vanno in overdose: questo risponde ad un criterio di responsabilità sanitaria oltre che di solidarietà nei confronti di persone deboli e provate duramente dalla tossicodipendenza. Non sarà impedendo a queste persone di avere un’assistenza sanitaria che si contrasterà più efficacemente la diffusione dell’eroina o delle altre droghe pesanti.
Trovo quindi inutile gridare allo scandalo e invece più che ragionevole sperimentare misure (come accade da tempo in molti paesi europei) per ridurre il danno connesso al consumo cronico di eroina. Lo hanno fatto anche nella Spagna di Aznar e continuano a farlo nella Germania della Merkel, (e in Svizzera, ndr) senza che accada niente di sconvolgente.»

Questa la dichiarazione di Benedetto della Vedova, che noi sottoscriviamo al 100%. E’ per queste dichiarazioni di buon senso che i riformatori sono una specie in via di estinzione? No, è perché in questo paese l’alleanza catto-comunista è più forte che mai.

Ahi, ahi, Caprotti!

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Non è un mistero che questo blog abbia sostenuto l’Esselunga e Bernardo Caprotti. Abbiamo perfino citato Beppe Grillo e le sue posizioni in merito. Nel nostro articolo abbiamo spiegato come Caprotti si sia sentito minacciato e ricattato dai politici di sinistra e dalle Coop quando, nel pieno esercizio dei suoi diritti, avrebbe voluto vendere il suo gioiello.

Dopo i comunicati stampa e le pagine a pagamento sui principali quotidiani, Caprotti ora scrive un libro con la prefazione di Geminello Alvi. Ci spiega perché un’impresa libera e indipendente possa essere fortemente limitata nelle sue scelte strategiche quando i suoi interessi collidono con quelli di un colosso economico sì, ma politico anche. Soprattuto se è amico della sinistra. Ci spiega anche come questo intreccio e la conseguente limitazione della concorrenza siano un prezzo altissimo che gli italiani non dovrebbero pagare, specialmente in alcune regioni.

Insomma, Caprotti è un cavaliere solitario, un coraggioso, capace e tenace. Ma…

Esd è la sigla che rappresenta un’importante centrale di acquisto (14 miliardi di fatturato), della quale Esselunga detiene il 40%. Alcuni suoi funzionari sono stati condannati in primo grado a due mesi di reclusione con pena sospesa in quanto,

«in concorso tra di loro, nell’esercizio delle funzioni loro attribuite da Esd per il rinnovo dei contratti con le società Ferrero, Lavazza, Grissin Bon e Bahlsen avrebbero alterato con mezzi fraudolenti il libero esercizio del commercio concernente la distribuzione di alimentari, ossia con l’uso indebito di informazioni contrattuali praticate dal concorrente Coop in Italia, al fine di ottenere un maggior vantaggio economico non solo in relazione al contratto in corso di negoziazione (2004) ma anche in relazione ai contratti stipulati negli anni pregressi.»

Nel libro Caprotti ha omesso questa notizia. Il Financial Times, inoltre, lo ha criticato perché aveva alimentato speculazioni su potenziali acquirenti come Wal-Mart e Tesco e per avere riferito ad un giornale che si stava preparando a vendere.

«Fosse stata una public company a quest’ora dovrebbe vedersela con gli investitori e le autorità che regolano il mercato

Insomma, da un’ottica anglosassone, l’imprenditore brianzolo si è un tantino sputtanato.

Caprotti non ci sta. Dopo il libro rincomincia con gli spazi a pagamento e contrattacca sul Sole24ore. Visto che si parla tanto di rincari del grano e quindi della pasta, fa il saltimbanco sulla vicenda Esd ma sottolinea come la sua pasta sia molto meno cara di quella Coop. Speriamo che i guadagni su questo prodotto gli permettano di accantonare i 300 milioni di euro che ora la Coop gli chiede a titolo di indennizzo.

Cosa siano le Coop lo sappiamo tutti. Quanto siano un esempio dei peggiori legami affaristici tra l’economia e la politica, lo condividono in molti. Non ci vorremmo trovare ora nella morsa di un gruppo di affaristi ed un imprenditore con comportamenti poco cristallini. Sarebbe la fine di ogni speranza, significherebbe che uno degli ultimi simboli del popolo dei produttori non è meglio degli altri, pur se diverso.

Adieu, Zanzara

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Zanzara se ne è andata. Chi era? Era la più grande interprete della satira politica, tra i blogger, s’intende. Ma era anche una persona come noi, una madre e una moglie. Noi che scriviamo, noi vanitosi, quando ci ritroveremo a fermarci, per un momento, pensiamo a lei e al suo esempio.

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