Ciak, scena 2: il network

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Dopo avere deciso, in via unilaterale e senza consultazioni con gli alleati, di fondare il nuovo partito “monstre” del Centro Destra; dopo avere sfidato i leader della Casa delle Libertà ad aderire alla nuova formazione “se hanno idee e proposte interessanti“; dopo avere definito il Centro Destra un “ectoplasma“, Silvio Berlusconi continua, nella sua migliore tradizione, a smentire le sue sparate.

Da oggi, il nuovo partito non è più l’aspirapolvere che inghiotte tutti i voti del popolo dei moderati anti-comunisti, anti-statalisti e degli alfieri della libertà: da oggi è un “network“, un “partito aperto“, sul modello del Ppe, aperto ad altre formazioni politiche che condividono gli stessi valori e le stesse idee.

E poi chi ha detto che Forza Italia si scioglierà per confluire nel Partito del Popolo delle Libertà? Manco per sogno. Forza Italia risuscita ed è più viva e più vegeta che mai. Anzi, il previsto “direttivo costituente” avrà un nocciolo duro proprio in Forza Italia, di questi tempi una chiara novità.

Insomma: Berlusconi sorprende tutti, a partire dai suoi alleati, li tratta da sudditi, li insulta, incassa la loro reazione dalla quale si evince che li ha persi defintivamente come alleati e ora, tanto per continuare la commedia, li invita ad entrare nel “network” dove potranno far parte del direttivo, ma solo in via subordinata.

Come ha detto Gianfranco Fini a Matrix, la politica è una cosa seria. Invece di gingillarsi con i contenitori, si dovrebbe cominciare con lo spiegare agli elettori cosa si vuole fare. Si dovrebbe avere il buon gusto di rischiare le critiche ai proprie idee, ai propri programmi. Ammesso di averne.

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Comments (5) lasciato to “Ciak, scena 2: il network”

  1. gianfalco ha scritto:

    Ma aveva anche detto che gli iscritti di forza italia lo sono anche del pdl, e così ha raddoppiato le adesioni.
    Quando si dice la forza delle idee…

  2. Jinzo ha scritto:

    Vabbè, meglio così, almeno i liberali potranno federarsi senza fare massa con i clericofascisti purtroppo abbondanti da quelle parti.

  3. Cantor ha scritto:

    Meglio così un cavolo. Era l’ultimo leader liberale, almeno sulla carta e nelle intenzioni. Ora io scommetto che alle prossime elezioni chi prenderà un sacco di voti, se ci sa fare, sarà Fini.

  4. Jinzo ha scritto:

    Secondo me rischi di perdere la tua scommessa. Staremo a vedere. ;-)

  5. anonimo italiano ha scritto:

    Il mio modesto parere è che Berlusconi stia consolidando lo zoccolo duro del suo elettorato, la gente semplice e disinteressata alla politica, la casalinga di Voghera, l’ascoltatore del tg4, il cittadino più sensibile alla piazzata che all’azione concreta, ed è per questo che le alleanze possibili ruotano tutte attorno ai partiti dell’ala estrema (Lega, la Destra).

    Questo tipo di elettorato è l’unico a cui si possa ancora vendere il fumo di un sogno, di un “miracolo italiano” anche senza lo straccio di una proposta concreta. I circoli della libertà hanno fatto campagna acquisti, per dirla in termini economici, in outsourcing e ora, con le usuali operazioni di marketing, o meglio dire, di customer satisfaction, gli iscritti ai circoli verranno convogliati in questo partito che di nuovo ha solo il nome.
    La destra moderna e propositiva, che in Italia esiste e per anni ha subito la mordacchia mediatica imposta dal berlusconi tycoon dell’informazione televisiva, si sta risvegliando, e Fini, che è un politico attento, anzi, un professionista, ha colto l’occasione della buffonata del PPL per smarcarsi e interpretare questa parte dell’elettorato di destra, che fino ad ora ha votato turandosi il naso.
    Berlusconi punta alla sopravvivenza appoggiandosi alle estreme, che, come si sa, difficilmente fluttuano.

    P.S.: sto seguendoti da qualche giorno. So far, so good. Continua così, che c’è bisogno di una destra intelligente.

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