Chi ha paura dell’AIDS? Noi no

Karol Sikora, famoso oncologo inglese, docente di oncologia dell’Imperial School of Medicine di Londra ed ex Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha pubblicato di recente sul “Daily Mail” un rapporto sull’AIDS. Ne risulta ciò che ormai è davanti ad i nostri occhi e cioè che la terribile pandemia, annunciata all’inizio degli anni ‘70 dai Gallo ed i Montagnier, pandemia non è. Secondo gli illustri scienziati, entro la fine del millennio oltre 300 milioni di individui avrebbero dovuto soffrire di AIDS conclamato e il numero dei morti si sarebbe dovuto contare in decine di milioni.
Invece nulla di tutto ciò è successo. L’AIDS è un fenomeno ancora in grandissima parte circoscritto ad alcune categorie a rischio, sul pianeta il numero di malati non mostra una tendenza ad aumentare e la mortalità è drammaticamente diminuita.
Queste notizie, pubblicate alla vigila della giornata per la lotta contro l’AIDS, non hanno tardato a causare delle violente reazioni. Non sappiamo se Sikora e quelli che sostengono le sue teorie epidemiologiche sono stati linciati da una certa stampa ma di certo i media non hanno esitato a dare il più ampio rilievo alle teorie catastrofiste. Il Corriere ha pubblicato il 29 novembre scorso un servizio di due pagine intere dedicato all’AIDS. Il titolo ed i sottotitoli sono chiari: i sieropositivi sono in aumento e il contagio cresce soprattutto tra gli eterosessuali.
Il messaggio è sempre il solito: si tenta di terrorizzare la gente comune, per lo più eterosessuale, facendo credere che un rapporto con una persona sconosciuta sia un rapporto a rischio AIDS. Si sostiene inoltre che quasi il 50% dei nuovi casi siano eterosessuali mentre quelli tra i tossicodipendenti e gli omosessuali sono ridotti al 20-28%. Si omette però di far notare che, aggiungendo 20 a 28 si arriva appunto quasi a 50 e che quindi la metà dei casi rappresentati da categorie numericamente molto piccole - i gruppi a rischio - rispetto allo stesso numero nell’oceano degli eterosessuali, dimostrano proprio il contrario: il contagio continua ad essere un problema proprio tra le categorie a rischio.
Il fatto è che l’AIDS, come pure altre pandemie o epidemie, pur non avendo raggiunto la gravità prevista dai suoi scopritori, continua ad essere oggetto di interessi convergenti: medici, ricercatori, istituti di ricerca, case farmaceutiche, governi, istituzioni di vario genere e la chiesa cattolica. Tutti pronti a cavalcare l’onda emotiva, dimenticando che in moltissimi casi non si tratta di AIDS ma di altre malattie e che ormai quando si parla di sieropositività non si può più parlare di morte certe e di atroci sofferenze. E tutti pronti ad incassare. I soldi degli ignari contribuenti, pieni di sensi di colpa.


Ivo ha scritto:
Al di là delle deliranti tesi (forse non hai mai conosciuto malati di Aids), mi soffermerei su un passaggio: “tossicodipendenti e omosessuali” categorie a rischio. Com’è che adesso all’improvviso ti scagli contro i gay definendoli a rischio come i drogati? che cosa li rende più a rischio rispetto agli etero? se è la promiscuità, non è un fattore connesso all’omosessualità, semmai al costume (sempre che tu sappia coglierne la differenza).
Sono meravigliosi questi post, perché è da queste gaffe che emergono i pregiudizi e l’ignoranza di chi usa un’arma (l’omofobia) solo in funzione di un attacco ai nemici da cui si è ossessionati (la Chiesa) e non perché sia davvero convinto di quel che scrive. E difatti, quando si cala l’attenzione, ecco che si piazzano queste uscite macabre che svelano cosa c’è dietro…
A conferma della casualità con cui si presentano problemi e pseudo-analisi, c’è il riferimento finale alla Chiesa, come una delle forze cospiratrici che avrebbe “inventato” l’esistenza dell’Aids per guadagnarci (che cosa, non si sa…). Quando è ovvio che la Chiesa avrebbe da guadagnare dalla scomparsa dell’Aids, onde evitare le polemiche su preservativi e simili.
Pubblicato il 04-Dic-07 alle ore 11:42 | Permalink
Cantor ha scritto:
Non mi pare di “essermi scagliato” contro i gay. Mi pare però incontestabile il fatto che i gay - per certi motivi - ed i tossicodipendenti - per altri - siano categorie nelle quali il rischio di essere infettati è molto maggiore.
Non sono un omofobo e questo blog lo sta a testimoniare. Non sono ossessionato dalla Chiesa perchè da molto tempo ormai sono uscito dalla campana di vetro del controllo clericale. Rivendico tuttavia il mio diritto a criticare anche pesantemente certi comportamenti reazionari del clero.
Quanto alle pseudo analisi, ho le mie convinzioni, non tanto campate per aria quanto documentate da letture che faccio ormai da anni di autori che cantano fuori dal coro. Ad esempio, consiglio la lettura di questo libro http://tinyurl.com/yofzed .
Non sostengo che la Chiesa abbia inventato l’AIDS ma che abbia interesse a usare questo “flagello” come un buon esempio verso quelli che peccano con i loro costumi libertini e che usano avere rapporti occasionali, oltre che verso gli omosessuali, categoria invisa al clero, soprattutto per i suoi costumi sessuali deviati. Voglio dire che per la Chiesa l’AIDS è una manna dal punto di vista propagandistico, una dimostrazione che la legge divina colpisce con queste malattie chi non segue i comandamenti in tema di comportamenti sessuali.
Sinceramente, il tuo mi sembra un commento di un omosessuale un pò isterico, toccato nel suo “gay pride”.
Ripeto, non sono omofobo, anzi, difendo i diritti degli omosessuali e le loro libertà, anche di avere rapporti sessuali estremi, a rischio di scambio di sangue e quindi di infettarsi.
Pubblicato il 04-Dic-07 alle ore 22:50 | Permalink
Demian ha scritto:
“i gay - per certi motivi - ed i tossicodipendenti - per altri -” per fortuna non per gli stessi motivi!
Ma esponi anche quali però, così vediamo se sono pregiudizi o castelli di carta.
Perchè magari sono gli stessi giudizi che tutti hanno ma che tutti tacciono quando poi si parla di legiferare.
Un esempio: siti come gay.tv o anche questi studi, danno come palese l’infedeltà degli omosessuali (in fondo a parlar chiaro sono questi le ragioni particolari per cui si dice, e dici anche tu che i gay sono più a rischio degli etero, non di certo perchè il culo si infetta prima). Poi però in campo di adozioni, unioni civili e quant’altro si parla di coppie omosessuali che sono stabili tanto quanto quelle etero, con gli stessi problemi ecc… Perchè allora fare gli ipocriti e non mettere tutte le carte in tavola ogni volta?
Pubblicato il 05-Dic-07 alle ore 0:54 | Permalink
Ivo ha scritto:
Il tuo commento, se possibile, peggiora l’impressione avuta in un primo momento. Non solo perchè ribadisce il concetto che io ho contestato, ma perchè aggiungi osservazioni come quella secondo cui a stortare il naso di fronte al pregiudizio omofobo debba essere un frocio, ovviamente “isterico”, ça va sans dire.
E poi perchè ripeti un concetto abbastanza infondato - oltre che ignorante -: quello per cui la Chiesa sarebbe felice della diffusione dell’Aids. Potrei citarti le innumerevoli opere di carità della Chiesa nei confronti dei malati di Aids, sia in Italia sia, soprattutto, nei paesi colpiti dal flagello (un flagello secondo te inventato), che spesso sono anche paesi in guerra e abbandonati dai paesi occidentali. Ma su di te queste parole scorrono come acqua fresca: l’importante è avere il tuo pc da cui sparare cazzate (soprattutto su chi si sporca le mani con i più deboli). E pazienza se c’è chi soffre: tanto secondo te è una sofferenza inventata, perchè l’Aids è fasullo…
Pubblicato il 05-Dic-07 alle ore 11:15 | Permalink
Cantor ha scritto:
@ Demian
Il virus si trasmette solo attraverso lo scambio di sangue. Quindi i tossicodipendenti sono più a rischio (ma sempre meno da quando si sa che passarsi una siringa è pericolissimo), perchè si iniettano il virus passandosi le siringhe.
Invece i gay non sono più a rischio perchè più infedeli. Secondo me questo è un pregiudizio, l’infedeltà è un fatto personale che prescinde dagli orientamenti sessuali. I gay sono più a rischio perchè, data la “natura” fisica e fisiologica del rapporto sessuale completo tra gay, risulta più possibile lo scambio di sangue, anche se in piccolissime, ma sufficienti, quantità.
Pubblicato il 05-Dic-07 alle ore 14:04 | Permalink
Cantor ha scritto:
@ Ivo
Vedo che, oltre all’isterismo, ti piace mistificare e farmi sostenere tesi che non ho mai sostenuto.
Non ho mai scritto che la Chiesa sia “felice” della diffusione dell’AIDS. Non posso infatti credere che il clero sia felice per la morte di migliaia di individui uccisi dalla malattia. Ciò non toglie la valenza propagandistica della sindrome da HIV, utile ogni qualvolta il problema ha uno sfondo sessuale, a maggior ragione se sono coinvolti gli omosessuali.
Non ho neanche mai scritto che l’AIDS è fasullo o inventato nè, per esempio, lo sostengono De Marchi e Franchi. L’AIDS esiste ma non è un’epidemia/pandemia come viene descritta, della quale, ormai, l’opinione pubblica non si interessa neppure più, al di fuori delle celebrazioni come quella di qualche giorno fa.
L’AIDS è una malattia come molte altre, anzi, semmai il problema in molte zone del pianeta - come in certi angoli dell’Africa - è che appena uno si ammala si decide che ha l’AIDS e le persone non sono curate per quello che veramente hanno!
Non capisco questa tua necessità di difendere la Chiesa a tutti i costi e di rifiutare l’assioma gay - categoria a rischio. Mica me la sono inventato io!
Pubblicato il 05-Dic-07 alle ore 14:16 | Permalink
Demian ha scritto:
Cantor, mi dispiace ma hai detto uno sfondone.
L’AIDS si prende non solo attraverso il sangue ma anche attraverso il liquido pre-eiaculatorio, lo sperma, le secrezioni vaginali e latte materno.
I gay non sono più a rischio perchè fanno sesso selvaggio o perchè c’è di mezzo il sedere.
Cantor, ma informati!
Pubblicato il 06-Dic-07 alle ore 0:13 | Permalink
Cantor ha scritto:
@ Demian
Ecco,
la tua teoria sui liquidi è proprio una di quelle che terrorizzano gli eterosessuali. Costriuta ad hoc e da moltissimi scienziati contestata perchè indimostrabile. Ma il sottoscritto, così come tutti gli scienziati contrari al mainstream sull’AIDS, sono accusati di “prendere uno sfondone”, quando chi li contesta è gentile, ovviamente. Sennò si prendono delle denunce penali.
Così come quelli che contestano le teorie del surriscaldamento o i catastrofismi della mucca pazza o della SARS, tutti eventi vicini parenti dell’AIDS.
Pubblicato il 06-Dic-07 alle ore 13:44 | Permalink
Jinzo ha scritto:
Su un paper tempo fa ho letto quali sono le probabilità di contagio nel sesso vaginale non protetto con una persona sieropositiva: 0,6% (media tra uomini e donne). Praticamente se non ricordo male cominciano ad essere consistenti al 1500esimo rapporto. Insomma, sempre meglio proteggersi, per carità, la sfiga ci vede benissimo…. Ma qui si fa terrorismo mediatico e a questo punto bisogna chiedersi seriamente il perchè di ciò. Per me resta un fenomeno legato a puttane, tossici, omosessuali o pervertiti che fanno sesso con centinaia di partner.
Pubblicato il 07-Dic-07 alle ore 17:25 | Permalink
Cantor ha scritto:
Oh! Jinzo, tu chi saresti? Un ignorante e uno sparacazzate! Stai attento eh!!!
Pubblicato il 07-Dic-07 alle ore 21:59 | Permalink
emmedimarina ha scritto:
…non vorrei sembrare banale…
(nè vorrei farmi cazziare da persone che si sentono accusate quando uno esprime una opinione diversa da quella più comune)
però…
le foto del post sono proprio belle.
Pubblicato il 10-Dic-07 alle ore 12:59 | Permalink
Metafisico ha scritto:
i gay dovrebbero invece preoccuparsene viste loro note perversioni diaboliche.
comunque chi è causa del suo mal…
P.S foto da frociazzi schifosi
Pubblicato il 11-Dic-07 alle ore 19:03 | Permalink
Cantor ha scritto:
@ emmedimarina
Sì, le foto del post sono bellissime. Le ho scelte io!
Sono le foto di una campagna di sensibilizzazione verso i pericoli dell’AIDS, una campagna di informazione vera, quindi non può essere stata fatta in Italia. E’ stata fatta in Francia.
Pubblicato il 11-Dic-07 alle ore 20:14 | Permalink
blib ha scritto:
Ciao,
hai ragione, la probabilità di beccare il virus dell’HIV in un rapporto non protetto è bassa… ma sai è questione di culo, c’è chi ce l’ha e chi no…
Io ad esempio non ho scopato 1500 volte in vita mia (peccato), e direi che ho fatto quello che credevo sesso sicuro il più delle volte… eppure una mattina mi sono svegliato e ho scoperto di essere sieropositivo.
Poi, sarà pure vero che, essendo io quarantenne, dovrei preoccuparmi più del rischio di un infarto e che la mia aspettativa di vita oggi non cambia poi di molto, poiché con le terapie HAART c’è una prospettiva di quasi quarant’anni di sopravvivenza… ma è un’altra cosa.
Saranno (se mi va bene) quarant’anni di esami, di attenzione a ogni mal di gola, di palate di medicine ogni volta che le cose non vanno bene…
Dirai che anche un diabetico, o un malato di sclerosi multipla sono condannati a una vita di medicine, ed è vero… ma le loro malattie non si trasmettono, ad esempio…
C’è gente che ci guadagna? sì, è sicuro che in molti ci guadagnino, ma vivaddio! l’aspettativa del lucro, personale o corporativo, è la molla di buona parte delle migliori trovate dell’uomo.
L’AIDS esiste, poi ci potranno essere le patologie opportuniste, ma se il tuo sistema immunitario funziona, di solito vinci tu, e non vieni ricoverato in terapia intensiva, non sei d’accordo?
Cantor, ti leggo da diversi anni e ti stimo… ritengo che, nel tentativo inconscio di essere iconoclasta, le tue parole tradiscano la tua intelligenza, mi spiace.
Pubblicato il 14-Dic-07 alle ore 21:18 | Permalink
fABIO ha scritto:
Perchè attaccare Cantor? lui non ha fatto altro che riportare le affermazioni del più grande Oncologo Inglese è lui che afferma che l’aids è legato a certe categorie a rischio…la vera disinformazione è dire che con gli haart si sopravvive 40 anni.
Uno studio del 2004 uscito su Lancet afferma che la terapia con gli haart non da grossi risutati
Pubblicato il 16-Gen-08 alle ore 9:16 | Permalink
Marco ha scritto:
Ma si! più passa il tempo e più si scopre che Dusberg ha ragione
Pubblicato il 16-Gen-08 alle ore 23:51 | Permalink
blib ha scritto:
A volte mi sembra quasi di leggere un augurio, in certe affermazioni.
Comunque: quando un articolo scientifico parla di probabilità di sopravvivenza, o di probabilità di morte o di accidenti di qualche tipo per una specifica condizione clinica, lo fa riferendosi a una popolazione indefinita e statistica.
Quando si dice ad esempio che il rischio di infarto è del X% in una certa popolazione, ciò non significa che l’X% di quella popolazione avrà un infarto, ma che ciascuno degli appartenenti a quella popolazione ha un rischio personale dell’X% maggiore rispetto alla popolazione generale.
Ciò vale per tutte le patologie.
Nel caso dell’HIV e delle terapie antiretrovirali ad alta attività (HAART), gli studi mostrano un significativo prolungamento della sopravvivenza.
Ora, questa sopravvivenza va anche correlata alla popolazione, per due ragioni: la prima è che non avrebbe senso applicarla a popolazioni che hanno vissuto lunga parte della propria esistenza da sieropositivi o da affetti da AIDS conclamato SENZA HAART, la seconda è che la terapia in questione è UN fattore…
Ed ecco che, in un recente articolo su una popolazione molto vasta (il 100% dei sieropositivi della Danimarca, mica quattro gatti: Ann Intern Med. 2007 Jan 16;146(2):87-95), gli autori hanno scritto “The estimated median survival is more than 35 years for a young person diagnosed with HIV infection in the late highly active antiretroviral therapy era. However, an ongoing effort is still needed to further reduce mortality rates for these persons compared with the general population.”.
Vuol dire che è possibile, ma non scontato, che una persona viva oltre 35 anni con le terapie DI OGGI. Inoltre con alcune condizioni: una buona rete di assistenza sanitaria, lo stare il più lontano possibile da altri fattori di rischio eccetera eccetera…
Mi spiace avere ammorbato con questo commentone, ma è una cosa di principio: la superficialità mi angoscia.
Circa “il più grande oncologo inglese”: guardati allo specchio Fabio: ti faresti curare un ascesso da un oncologo, anche il più grande degli oncologi viventi?
Io no.
È un oncologo, non un virologo, si occupa di cose un po’ diverse e la sua professione richiede oramai una specializzazione così elevata da non consentire di sviluppare altrettanta preparazione in altri settori. La nostra scienza non è quella dei tempi di Leonardo, i tuttologi vanno bene a “Porta a Porta”, di solito hanno delle lunghe gambe e le tette al silicone, non mi farei curare neppure un punto nero sulla schiena…
Pubblicato il 22-Gen-08 alle ore 23:18 | Permalink
fabio ha scritto:
bè io non mi fiderei nemmeno dei medici che hanno scoperto hiv considerando che Montagnier 7 anni fa disse che il bacio era diventato tra le pratiche a rischio trasmissione, e Gallo che il preservativo non era sicuro..perchè il virus passava dai pori…
Pubblicato il 24-Gen-08 alle ore 13:41 | Permalink
fabio ha scritto:
http://keypivot.com/aids-gli-ottimisti-dellhiv-di-celia-farber
Altri aspetti che confutano l’ipotesi hiv=AIDS
Pubblicato il 24-Gen-08 alle ore 13:44 | Permalink
Erika ha scritto:
Povero Cantor! Poveri noi! Più si cerca la verità più si rischia di venir insultati! Questa cosa crea in me un profondo dispiacere. Lui non voleva certamente insultare nessuna categoria di persone, ha voluto solamente spiegare chi è ritenuto PIU’ (e sottolineo più, non dico solo) a rischio! Inoltre ha voluto ribadire un concetto, non l’ha inventato certamente lui! Demian e Ivo cos’avete? Vi ha morso una tarantola? O vi sentite feriti nell’orgoglio per il fatto di appartenere ad una delle categorie citate (con questo voglio dire che sembra, non che lo è. Ed anche se lo fosse non credo che sia un problema esistenziale per Cantor). Mentre lui ha solamente copiato e rimescolato notizie (che per me sono verità, ma questo è un altro discorso) Ivo ha offeso, definendolo ignorante chissà per quale arcano motivo.
Concordo con il fatto che alla Chiesa sta bene il fatto che esista l’AIDS, questa meravigliosa malattia inviata dal Signore Nostro affinchè tutti i peccatori vengano puniti con atroci sofferenze che lo porteranno più o meno velocemente alla morte. E poi avete considerato il 5×1000 alla Chiesa cattolica per aiutare prostitute, drogati e compagnia bella? Quei soldini lì perchè non li mettete in conto? Alla fine dell’anno la Chiesa batte cassa e pensa “niente male questa AIDS!”. Sarà forse per questo che i volontari cattolici in Africa si rifiutano di distribuire i preservativi alla popolazione?!
Leggete, leggete tanto e parlo sia per chi è d’accordo con me che per chi è contro di me. Mentre leggiamo concentriamoci di più e mettiamoci un pizzico di pregiudizio in meno, altrimenti si rischiano di vedere frasi che in realtà non esistono. Il cervello ci è stato donato per usarlo.
Cantor, non ti conosco, ma mi sono sentita in dovere di difenderti, spero che non ti dispiaccia di esserti dovuto “nascondere” per un attimo dietro una donna. Spesso quando prendo le difese di qualcuno sbaglio sempre! Spero che risponderai a questo mio commento!
Un caro saluto a tutti!
Pubblicato il 14-Mag-08 alle ore 4:44 | Permalink