Rossi aderisce: il contribuente è trombato

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Il succo sta tutto qui, nel titolo: si parla di “pace“, quella che segue alla guerra. In effetti il contribuente italiano e la macchina dello stato, nella fattispecie il fisco, sono perennemente in guerra. L’uno cerca di sfuggire ai tentacoli mortali di un sistema vorace ed insaziabile, l’altro considera i cittadini tutti ladri ed evasori e spesso per stanarli utilizza metodi degni del KGB.

La vicenda Rossi è comunque una disfatta. Non tanto per lui, il quale ai nostri occhi è tornato laddove era partito, cioè giù dal piedistallo. Ora che ha patteggiato ammettendo le sue colpe, possiamo considerarlo alla stregua di tutti noi, un evasore con il pedigree.

La Caporetto è del sistema Italia. Quello che permette ad un grande evasore, per di più famoso, di provarci e, se lo pescano con le mani nella marmellata, di accettare la sua tesi che dice:

ok, abbiamo scherzato, quanto vi devo? Solo 35 milioni? Vabbè, vi stacco un assegno, tanto…“.

Insomma, vale la pena evadere. Anche se ti chiami Rossi, anche se una sconfitta del fisco va sui giornali, puoi comunque cavartela. Tanto, l’esempio non conta.

A questo punto ci sorge un dubbio: se invece di chiamarsi Rossi Valentino, l’evasore di chiamasse Rossi Qualsiasi, avrebbe gli stessi benefici? Dubbio atroce. Comunque vada, ora sappiamo che dopo i Pavarotti, i Capirossi, i Cipollini, i Rossi e molti altri, possiamo provarci pure noi. Evadere non è poi così doloroso. Potremmo passare inosservati, non essendo noi dei personaggi famosi. E se incappiamo nelle maglie, nel ricorso possiamo citare tutti questi nomi di gente che ha “fatto pace“. Perché noi mica vogliamo la guerra. Proviamo solo a fregare lo Stato, senza intenti bellicosi. Al massimo patteggiamo e paghiamo a rate, come Rossi.

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Comments (5) lasciato to “Rossi aderisce: il contribuente è trombato”

  1. Anonimo ha scritto:

    Ma tu stai giustificando le tasse!

  2. Cantor ha scritto:

    Non giustifico nulla. In tema di tasse non c’è nulla da giustificare. Non esiste la possibilità di un sistema statale e sociale senza tasse.
    Ci sono stati con imposizione fiscale indiretta bassissima ma solo perchè quella diretta è altissima.
    I cosiddetti liberali anti-statalisti che si illudono possa esistere un sistema senza tasse, si illudono e basta.
    Il problema non sono le tasse in sè. Il problema è il livello della pressione fiscale, gli sprechi nella macchina dello stato e un sistema amministrativo che non rende ai citadini quello che gli preleva.
    Per chi vive in Svizzera come me, pagare le tasse non è un problema: qui funziona quasi tutto benissimo.

  3. Astrolabio ha scritto:

    sono talmente in disaccordo con questo commento che ci ho dovuto scrivere un post sopra

  4. Cantor ha scritto:

    Grazie per il post e per il link

  5. libertyfighter ha scritto:

    Mi associo al disaccordo con Astrolabio.
    Le tasse sono una contraddizione in termini. Se tutti fossero daccordo che il “sistema sociale” è giusto (ammesso anche che funzioni decentemente), pagherebbero di spontanea volontà e non ci sarebbe bisogno della STASI.
    La verità è che sono solo una appopriazione indebita. Un furto.

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