Manifestiamo per la difesa dell’individuo

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Vedere le immagini delle chiese cattoliche distrutte in Kosovo dai musulmani o leggere le storie dei cristiani decapitati in Indonesia, fa trasalire. La reazione è di sdegno e di impotenza. Ci diciamo che qualcuno deve fare qualcosa. Per esempio, denunciare pubblicamente con una manifestazione.

Eppure. Eppure ci chiediamo perché anche un musulmano come Magdi Allam decida di usare la grancassa di questa manifestazione per denunciare un fenomeno endemico che con i cristiani c’entra poco.

Naturalmente i cristiani sono fra le prime vittime della repressione islamica. Ma il pericolo è di credere che l’Islam integralista e violento sia tale in quanto antagonista al cristianesimo, sulla falsa riga della Lectio Magistralis di Ratisbona. Il pericolo è volere a tutti i costi polarizzare lo scontro, costruire una fazione, i buoni cristiani, che si contrappongono a quelli che, per tutti e non solo per i cristiani, sono i cattivi musulmani.

E’ falso e fuorviante. La visione messianica dell’integralismo islamico non vede nel cristianesimo, in sé, il suo obbiettivo. L’obbiettivo è tutto ciò che si muove al di fuori dell’Islam, in primis i sionisti. L’obbiettivo è l’islamizzazione planetaria, la restaurazione del califfato che passa, per ovvie ragioni, anche dalla repressione dei cristiani.

Non vogliamo con ciò sostenere che i cristiani non siano degni di ricevere il giusto supporto, anzi, 10 milioni di cristiani fuggiti dal Medio Oriente rappresentano una cifra imbarazzante. Vogliamo però smarcarci dagli schieramenti cristiani vs. musulmani e anche dalla difesa della libertà di religione tout court.

Vogliamo semplicemente difendere l’individuo, il suo corpo e la sua mente, con tutte le sue libertà, di cui quella religiosa è solo una. E certamente non è “la prima e fondamentale tra le libertà dell’uomo“. Di fede non si campa e se basassimo la nostra difesa solo sulla religione, escluderemmo chi non è religioso.

Round-up: come ci fa notare nostra sorella Inyqua, pure i valdesi criticano e si dissociano.

Una voce per Élie Wiesel

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(Buchenwald, 1945 – Élie Wiesel è il settimo da sinistra nella seconda fila)

Grazie a Giuseppe Rigalzi, leggiamo su Carmilla un interessante articolo di Girolamo de Michele. Élie Wiesel, rumeno, sopravvissuto alla Shoah, premio Nobel nel 1986, è stato ospite il 27 giugno scorso alla Milanesiana. Durante il suo intervento, titolato “Le religioni e l’ombra del male“, ha osato fare alcune insinuazioni. Vediamole.

Il fanatismo di chi è convinto di possedere l’Assoluto è stato la matrice del male assoluto nei regimi totalitari:

«l’umanità si è dimostrata capace di raggiungere il male assoluto, mentre il bene assoluto restava inafferrabile… Fu fondato un universo parallelo al nostro, una creazione simile, o forse opposta, alla nostra, con le sue classi sociali, i suoi principi e i suoi mendicanti, profeti e schiavi, invenzioni e costumi, filosofia e linguaggio. In quei Paesi venivano violate, corrotte, le leggi stesse della natura: il cieco potere del più giovane e umile soldato delle SS era più grande di quello delle centinaia e centinaia di poeti e scienziati che aveva di fronte. A costoro era proibito guardarlo negli occhi: non si guarda negli occhi Dio, o la Morte, impunemente…quando l’Assoluto si trasformava in potere assoluto, diventava la negazione della libertà e il nemico di chi, la libertà, voleva difenderla…[oggi ndr] stiamo forse assistendo a un ritorno della inesorabile ricerca dell’Assoluto? Sì, in tutte le religioni di oggi in cui gli estremisti guadagnano terreno in numero e forza. Lo so: dentro di voi, il pensiero va all’Islam, ma l’Islam non è il solo a sedurre fanatici. Il cattolicesimo ha i suoi, così come il protestantesimo e l’ebraismo».

Dunque, una chiara presa di posizione contro qualsiasi forma di di estremismo religioso, inteso come “ritorno della inesorabile ricerca dell’Assoluto“, cattolicesimo compreso. La reazione non si è fatta attendere.

In un articolo su Avvenire, Davide Rondoni non usa mezzi termini: Wiesel è un “luogocomunista”, pieno di pregiudizi, impreciso, scrive mezze verità e continue superficialità. Non solo: i suoi luoghi comuni possono essere dannosi. Il luogocomunismo è invece la motivazione principale di Rondoni, il quale, come fa notare Girolamo de Michele, «non capisce quel che scrive, o non considera religiosa la fede ebraico-talmudica di Wiesel».

I milanesi spettatori della manifestazione, saranno stati certamente contenti. Lo conferma anche il giornalista dell’Avvenire, testimone dell’evento (??) che scrive:

«E dunque ecco di nuovo la religione sul banco degli imputati. Così l’applauso della borghesia milanese che si crede illuminata è assicurato».

Insomma, avere osato insinuare che anche in casa cattolica [o ebraica o protestante o islamica ndr] il fanatismo religioso possa portare con sé la matrice del male assoluto, non può che generare una risposta scontata: sono affermazioni “dannose“, fatte per strappare l’applauso di una borghesia, quella milanese, presuntuosamente illuminata. Nessuna confutazione, nessuna discussione, anzi, una bella dose di negazionismo. Wiesel è dipinto come uno spretato, un miscredente, un incapace di senso della religiosità, senza che alcun accenno sia fatto alla sua fede talmudica.

Strano che Davide Rondoni, non lo abbia accusato di apostasia o di essere un infedele. Se lo avesse fatto, sarebbe stato identico ai suoi cugini islamici anche da un punto di vista linguistico e formale. Perché nei fatti è identico.

Sollievo

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Cominciavamo a preoccuparci. Viste le accuse che ci piovono da ogni parte di essere dei faziosi anticlericali e viste le accuse fatte agli anticlericali di creare un ambiente dal quale possono scaturire azioni e comportamenti criminali nei confronti del clero, ci sentivamo in colpa.

Eppure, pensavamo, come fosse stato possibile che le parole sempre meno significative e attinenti alla realtà di Bagnasco, Ruini e compagnia avessero potuto addirittura spingere degli scalmanati a gesti inconsulti di questo genere. Stiamo parlando delle minacce di morte, dei proiettili inviati a chi oggi rappresenta, dopo il Papa, il potere costituito della Chiesa cattolica. Insomma, una cosa brutta, censurabile anche se, forse, non così pericolosa.

Oggi ci sentiamo sollevati. Era solo un affare di sesso. Niente terrorismo, niente disegno eversivo. Solo vendetta e sesso. D’altra parte quando il clero e il sesso si incontrano, la cosa non può che diventare minacciosa.

Automobilisti tra paradiso ed inferno

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Se è falso affermare che l’uomo ha creato Dio a sua immagine e somiglianza, allora è vero il contrario. Quindi, è Dio che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Ma se l’uomo è così come è, se ne deduce che Dio sia simile all’uomo.

Per esempio, gli uomini sono spesso distratti. Speriamo che Dio non lo sia. Sennò, da qualche giorno girare sulle strade con un mezzo di locomozione, seppur rispettando le regole, potrebbe rivelarsi letale. Nel caso in cui Dio si distragga, beninteso.

Lo deduciamo dalle nuove disposizioni per i viaggiatori, (o meglio, i nuovi comandamenti), presentati in Vaticano dal cardinale Renato Raffaele Martino e da monsignor Angelo Marchetto, presidente e segretario del Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti. Insomma, mica gente qualunque.

Come nella prassi più corretta, quando si tratta di legiferare, alle leggi seguono le norme applicative. Anche il Vaticano non è da meno.

E quindi: tutti a farci il segno della croce e guai a chi si tocca le palle quando si mette in viaggio con la famiglia, men che meno se una suora gli attraversa la strada; e il rosario, senza il quale l’incidente è garantito, quello lo devono recitare tutti i viaggiatori, anche chi guida, sperando che abbia un auto con il cambio automatico, sennò al primo albero…; i veicoli, poi, devono servire solo al loro scopo, altro che fare gli sboroni, chi ha lo spider non pensi di potere rimorchiare ai semafori, al massimo può abbassare la capote per farsi pettinare la chioma dal venticello estivo; i gestacci? le bestemmie? Proibite, pena la scomunica. Ora vaglielo a dire ai napoletani cattolici che non potranno più mandarsi a fanc…! Saranno contentissimi; le Citycar? Smart e compagnia bella? Assolutamente proibite, sono pericolosissime, molto più dei trattori, dei camion e dei pullman.

Ma non preoccupiamoci più di tanto. Se anche Dio dovesse distrarsi per un attimo, magari guardando una bionda mentre sfreccia sul suo veicolo spaziale, da oggi ci sono le cappelle disseminate sulle autostrade a ricordarci la sua misericordia. E se non dovessero bastare neanche quelle, al primo pieno saremo sorpresi nel vedere che il benzinaio non veste la tuta ma una veste nera. E sarà pure dotato di catechismo per i viandanti. Il motociclista che andrà ai raduni, da ora in poi dividerà le salsicce alla griglia con un monsignore, sempre presente in questi luoghi di perdizione.

E lo Stato che fa? Per il Vaticano poco, anzi, l’invito è chiaro: deve fare di più, molto di più. Con i soldi dei contribuenti, ovviamente, perché il Vaticano, nel caso in cui il capo si distragga, non è assicurato e non paga. Al massimo, i morti poco rispettosi dei propri comandamenti della strada, li manda all’inferno.

Da leggere: Metilparaben Malvino Inyqua Formamentis GianlucaTentoni Imieisilenzi Poldone

Alla Chiesa non piacciono le “Odi” “fredde”

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La presenza di Pierluigi Odifreddi alla trasmissione Annozero non è stata significativa. E’ evidente che il matematico non è persona molto adatta a svolgere un ruolo convincente davanti alla telecamera. Eppure i contradditori con Corrado Augias o con Serena Dandini erano stati interessanti, forse perché non si trattava di contraddittori ma di interviste con le domande preparate.

La musica cambia quando si passa dalla condizione di personaggio televisivo a quella di scrittore.

Certo, Odifreddi non deve essere sempre sobrio. Con i tempi che corrono scrivere un libro nel quale sostiene che

il Cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo

e che insieme al Cattolicesimo

non sono (soltanto) fenomeni spirituali, ma interferiscono pesantemente nella vita civile di intere nazioni

vuole dire appunto avere alzato un po’ il gomito.

I laici, magari un po’ atei, non vanno di moda di questi giorni. Neanche la solidarietà verso un alto prelato li mette al riparo dagli attacchi dei clericali. Mentre Odifreddi scriveva, Luca Volontè faceva una interpellanza parlamentare nella quale il matematico, insieme a Dario Fò, era additato come il mandante delle minacce.

Per contro i cattolici rivendicano i successi di manifestazioni come il “Family Day” o il rigurgito di religiosità che pervade il pianeta. Gli stessi cattolici però, nonostante i disastri combinati dal clero in 20 secoli, si trovano ancora in difficoltà ad ammettere la gravità di certi comportamenti della Chiesa.

In questo l’Odifreddi scrittore ci viene in aiuto. In un bellissimo articolo sulla Stampa del 5 giugno, analizza con lucidità la vicenda del video BBC e la conseguente trasmissione Annozero alla quale ha partecipato. A questo aggiunge una serie di notizie e di particolari, frutto della ricerca di chi, da buon scienziato, non teme il confronto con le impacciate difese di Mons. Fisichella o gli imbarazzati silenzi di molti prelati. Da leggere assolutamente. (Articolo puntualmente attaccato)

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