
Un consiglio ai lettori: incorniciate la prima pagina di oggi del Corriere della Sera. All’alba dell’anno 2007, dopo 13 anni dalla nascita della cosiddetta Seconda Repubblica, i titoli principali del maggior giornale italiano sono ancora quelli. Difesa indifendibile del Papa e del socialismo.
1) Il titolo di testa: “Terrorismo gli attacchi al Papa” e appena sotto
“Concerto del Primo maggio, l’Osservatore contro il conduttore“; e poi “ROMA - E’ vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa“. Lo ha scritto l’Osservatore Romano a proposito delle frasi pronunciate da Andrea Rivera contro la Chiesa durante il concertone del Primo maggio in piazza San Giovanni a Roma. Il presentatore sconfessato anche dalle confederazioni sindacali. Prodi abbassare o toni.”.
La sorprendente solidarietà mostrata al Papa dai sindacati, la dice lunga. Convergenze, si chiamano, tra i cattolici e i comunisti.
Che ha detto poi questo Rivera?
“Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta…Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato il funerale a Welby, cosa che non ha fatto per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana. [Ma] è giusto: assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma due ladroni”.
E la replica dell’Osservatore?
“Anche questo è terrorismo. È terrorismo lanciare attacchi contro la Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo…È vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi sui quali si pretende di intervenire pur facendo tutt’altro mestiere”.
Chi meglio di lui può definire questa reazione? Farla fuori dal vasino, si chiama. Per intanto tutti noi “laici delinquenti” ci facciamo medicare quasi giornalmente le ferite causata dai sassi che il Papa lancia a ogni piè sospinto dal balcone di Piazza San Pietro. Questo per dire che ben gli stanno le parole di Rivera e il rumore provocato, perché, come dice ilFoglio
“l’impatto pubblico della predicazione civile della chiesa, che non è agente politico ma ormai rivendica giustamente un luogo pubblico per le sue idee: e in luogo pubblico si sconta il dissenso, anche brutale”.
E, come dice sorella Inyqua, ormai in Vaticano il termine terrorista è piuttosto abusato. Sarà che la Chiesa ha avuto il beneplacito dei suoi alleati comunisti per sdoganare questo concetto, tanto caro ai loro padrini. Sarà.
2) In mezzo alla pagina con tanto di foto: “Royal all’offensiva, Sarko in difesa“.
Insomma, la gatta con il topo. Un gatta di certo furba e all’offensiva. Ma un’offensiva avulsa dalla realtà politica della Francia, un attacco continuo contro il lupo Sarkozy, nel disperato tentativo di dipingerlo come un personaggio troppo arrogante, violento, pericoloso. Un continuo richiamo a fattori emozionali, con schemi precostituiti, tanto evidenti quanto banali. Poche cose dette sul suo programma, posizioni evasive su molti temi come quello dell’allargamento dell’Unione Europea.
Di fronte, che piaccia o no, un ministro competente, pragmatico, realista, fermo, pacato, e risoluto. Recentemente, in un’intervista su un quotidiano francese, Giuliano Ferrara aveva dichiarato che più che la Francia sarebbe l’Italia ad avere bisogno di uno come lui.
Evidentemente il Corriere ha voluto trasmettere un concetto diverso. Bisogna andare fino a pagina 42 per trovare un articolo pro-Sarkozy, scritto da Andrè Glucksmann, un pentito ex maoista, un bel viaggio dalla prima pagina.
Questi titoli insieme ad un “Kabul, D’Alema critica gli USA“, ad un “Dadullah: «Karzai tratta con noi»” e infine un “Israele, la Livni a Olmert: dimettiti“, caratterizzano con il peggio del peggio una prima pagina del quotidiano di via Solferino. Pure cercando di comprendere quale possa essere la logica della linea editoriale o la pressione di qualche gruppo di potere, la nostra capacità a darci risposte plausibili rimane limitata. Non per questo smetteremo di acquistare questo giornale: contiene troppo materiale di prima scelta per tenere il blog aggiornato.




