Jacques Chirac va in pensione: champagne!

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Questa sera si svolgerà l’atteso incontro televisivo di Ségolène Royal con 100 telespettatori, i quali potranno porre domande alla candidata del PS su qualsiasi argomento della campagna elettorale. L’incontro con Nicolas Sarkozy è già avvenuto circa due settimane fa e in quell’occasione il candidato dell’UMP ha dato prova della sua inossidabilità e del suo decisionismo. Anche davanti ad una madre che gli chiedeva cosa intendesse fare per aiutarla con tre figli a carico, ha risposto, senza mostrare dubbi, che prima o poi i figli sarebbero cresciuti e diventati indipendenti e allora lei avrebbe potuto fare un corso di riqualificazione professionale e tornare a lavorare.

Sègolène Royal ha un disperato bisogno di un evento di successo. Nel “Patto Presidenziale” aveva offerto qualche speranza di rimonta al suo elettorato. Ma la scorsa settimana è stata di nuovo foriera di sventure. Il responsabile dell’economia del Partito Socialista e membro dello staff, l’autorevole Eric Besson, ha sbattuto la porta in faccia alla candidata a causa dei dissidi che lo separano dal segretario del partito, François Hollande. Le reazioni nello staff di Ségolène sono state di sconforto e questo avvenimento ha avuto l’effetto temuto: un ulteriore aumento della distanza che la separa nei sondaggi da Sarkozy.

Dal canto suo, Nicolas Sarkozy prende le misure dalla sua avversaria e aggiusta il tiro. Dopo che la Royal aveva illustrato il suo piano presidenziale, l’opinione pubblica si era chiesta come avrebbe potuto realizzarlo. Accentuare il potenziamento del welfare e delle tutele sociali, assicurare alloggi a tutti i non abbienti con interventi nell’edilizia popolare, tornare alle 35 ore, alzare il salario minimo o fornire un sussidio pubblico per un anno pari al 90% del salario, sono interventi cari per le casse dello Stato. Il conto era stato fatto velocemente: 48 miliardi di euro. Oltre alle difficoltà politiche a realizzare il piano, molti si erano chiesti dove la Royal avrebbe trovato le risorse.

Sarkozy ha sentito puzza di bruciato e con l’aiuto degli esperti e del fido economista François Fillon, ha rimodulato le sue promesse. La loro realizzazione sarebbe costata come quella della Royal. Non si parlerà più quindi di abolizione dell’imposta di successione ma di una sua riduzione, come anche l’erogazione degli assegni familiari per il primo figlio saranno ridimensionati. Quanto alla riduzione di 4 punti percentuali in rapporto al PIL dei prelievi obbligatori, al massimo di potrà arrivare ad 1 punto.

Comunque vada, la cosa più positiva di questa competizione sarà l’uscita di scena definitiva di Jacques Chirac. Questo week-end è uscito in Francia un suo libro-intervista, dal titolo “L’Inconnu de l’Elysèe“. Si dice sia un tentativo di riabilitare una figura pubblica ormai logorata ed alla fine della sua carriera. Chirac deve avere dato il meglio di sé nel manoscritto, soprattutto quando ha ribadito alcuni suoi sentimenti tipicamente anti-americani.

Quando parla dei problemi con gli Stati Uniti, dice che

«…ne ho in continuazione…loro che cercano sempre di imporre il loro punto di vista (…) … sono convinto che il liberalismo è destinato allo stesso fallimento del comunismo e che porterà agli stessi eccessi. Entrambi sono perversioni della mente umana».

Non contento di queste affermazioni, ha aggiunto che la scoperta dell’America

«non è stato un grande momento storico»

e non è degno di essere celebrato in modo particolare, senza contare che gli scopritori furono i vichinghi e non Cristoforo Colombo (…).

Il suo modello socio-culturale sono le civiltà orientali (pare sappia tutto sui lottatori di Sumo). Al contrario, la sua avversione verso la civiltà romana, i conquistadores spagnoli, gli ebrei e gli americani sono risapute. E anche i risultati del suo agire politico sono sotto gli occhi di tutti. Ora speriamo che Sarkozy o la Royal cambino rotta, ripensino i loro alleati di oltre-atlantico in chiave differente, magari preferendoli ai vichinghi, un popolo ammirato da Chirac perché scoprirono il nuovo continente senza «fare tanto chiasso» ed «ebbero l’eleganza di autodistruggersi». Rinchiudetelo.

Ségolène Royal: il “Patto Presidenziale”

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Il marito di Ségolène Royal, François Hollande, segretario del PS, l’aveva chiaramente detto: la campagna elettorale inizia da qui, dal “Patto Presidenziale con i Francesi”. E Ségolène non l’ha smentito. A Villepinte la candidata socialista ha presentato, come annunciato, le 100 misure del Patto, senza rinnegare nulla di ciò che aveva sostenuto fin dall’inizio della campagna. Davanti a 20.000 sostenitori, in una atmosfera elettrizzata, ha tenuto un discorso di 2 ore.

L’impressione è stata di una donna decisa e aggressiva, più a suo agio in una situazione pubblica che in passato e pronta a arringare a braccio la platea. Per questa occasione ha lasciato i vestiti dai toni morbidi per indossare giacca e gonna rossi, quasi a volere interpretare un “senso di collera dei francesi“.

In concreto, il patto e le proposte fanno riferimento ad una serie di “misure sociali”, da introdurre al più presto. Tra queste spiccano l’aumento del salario minimo a 1.500 euro e l’aumento del 5% delle pensioni più basse. Gli altri argomenti sui quali ha molto insistito sono stati il diritto alla casa, l’istruzione e la sicurezza sociale professionale. Molte di queste proposte sono state espresse con concetti e senza precisare cifre e previsioni.

Un’altra cosa piuttosto sorprendente è stata la fermezza con la quale ha ribadito alcune sue posizioni vagamente iconoclaste e piuttosto in contrasto con l’ideologia socialista tradizionale: il servizio militare per i giovani che delinquono, la revisione della carta scolare, una spinta al federalismo contro “lo Stato gioacobino” e le giurie popolari.

Ségolène Royal rimane nei sondaggi dietro a Nicolas Sarkozy, sempre più lontano. Tuttavia non ha torto quando sostiene che la campagna si giocherà nei prossimi 70 giorni. Dopo i dibattiti televisivi aperti ai quali la Royal deve ancora partecipare, si potranno tirare le prime somme. Per il momento resta una delle candidate più attive nella comunicazione, su tutti i media, compreso Internet. Il suo sito “Desirsdavenir” con i forum partecipativi, resterà un esempio di innovazione. Alla memoria, speriamo.

Ségolène Royal: da una gaffe all’altra

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Ségolène Royal non ha fatto a tempo a dichiarare “on va tout casser (romperemo tutto ndr), che ha rischiato di rompersi definitivamente la testa sull’altare della campagna elettorale per le elezioni presidenziali. Gérald Dahan, famoso imitatore francese, l’ha messa nel sacco. Dopo averle telefonato spacciandosi per il Primo Ministro del Québec, Jean Charest, nel corso della conversazione ha evocato la polemica provocata in Canada dalle dichiarazioni della Royal sulla Sovranità del Québec e ha collegato l’argomento al problema dell’indipendentismo della Corsica.

Ségolène Royal c’è cascata e non ha perso tempo per sfoderare una delle sue imperdonabili gaffe: ha sostenuto che non tutti i francesi sarebbero contrari a liberarsi dell’isola mediterranea ma ha pregato anche Dahan di non divulgare questo il “royalpensiero” perché potrebbe causare un altro incidente diplomatico e va quindi considerato un segreto.

Ovviamente per Dahan, “piatto ricco mi ci ficco. Il giorno dopo ha fatto passare su RTL la telefonata, dando in pasto agli avversari della bella Ségolène un argomento per attaccarla e provocando l’ira dei corsi.

Intanto Sarkozy, sempre più a suo agio nella veste di favorito, continua a tenere alti i toni della gara elettorale (è stabile al 54% in caso di ballottaggio ndr) incassa il voto di André Glucksmann e va a fare visita a Tony Blair. I due giovani galli si capiscono al volo. Sarkozy ha dichiarato che

Blair è uno di noi…per come ha gestito il paese, risolvendo il problema dell’Irlanda del Nord, l’occupazione, la modernizzazione, tutte cose che ci devono fare riflettere“.

Ormai, grazie ai continui errori ed alle ingenuità di Sègolène Royal, “Sarko” sembra quasi passeggiare, tenendo l’avversaria sotto controllo e aspettando l’immancabile gaffe quotidiana. Una situazione piuttosto diversa da quella italiana, dove un candidato come Romano Prodi, definibile come la “gaffe ambulante“, nonostante tutto ha vinto le elezioni. Vive la France!

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Sègolène Royal: gaffe dopo gaffe, il precipizio

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(Secondo gli ultimi sondaggi, la Royal ha perso al primo turno altri 8 punti ed è scesa al 27%)

Per Ségolène Royal il mondo gira in modo strano. L’operato dei governi dovrebbe essere sottoposto al giudizio popolare, Hezbollah ha posizioni condivisibili, specialmente riguardo agli Stati Uniti, la giustizia cinese è un esempio da seguire per la sua celerità e ora il Canada.

Le aspirazioni separatiste dello stato canadese del Quebec hanno ora un nuovo appoggio. L’intervento è stato bollato dal Primo Ministro canadese come un’ingerenza nella vita democratica del paese. Va inquadrato nel desiderio, tradotto spesso in realtà, di recuperare il tempo perduto nell’ambito delle relazioni internazionali; un ambito dal quale la Royal è rimasta esclusa per molto tempo.

La strategia è quella di incontrare tutti, di qualsiasi colore, cultura, orientamento politico. Basta che siano stati eletti democraticamente. Lo ha fatto viaggiando in mezzo mondo e pranzando a Parigi con qualsiasi esponente politico straniero di passaggio. Una traslazione in chiave internazionale della “democrazia diretta“, tradotta in “diplomazia diretta“.

Nessuno può scampare un incontro, una discussione con la bella Ségolène e ormai tutti temono le conseguenze di tali incontri, le gaffe. L’unico a dormire sonni tranquilli è George W. Bush. Sègolène ha infatti dichiarato che non lo incontrerà nel caso facesse in viaggio negli States. Forse perché non è stato eletto democraticamente.

Nicolas Sarkozy incoronato. Con una nuova strategia

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Un trionfo nell’umiltà. Così ha scelto di vincere nell’investitura all’interno del suo partito Nicolas Sarkozy, eletto con il 98% delle preferenze ed ora candidato ufficiale della destra francese alle elezioni presidenziali del prossimo Aprile.

La novità di questa giornata trionfale è stata una nuova umanità espressa dal candidato dell’UMP nel suo discorso.

«Questa parte d’umanità l’ho nascosta in me per lungo tempo perché pensavo che per essere forti non si dovessero mostrare le proprie debolezze.»

Ha riconosciuto di avere avuto spesso paura e di avere conosciuto molte prove della vita. Ormai si sente ispirato dalla “forza dell’amore“.»

Gli osservatori hanno visto in questo mutato atteggiamento un cambiamento di strategia, necessario per fare fronte al lato debole di Sarkozy: non è un personaggio rassicurante per il 51% dei francesi anche se il 59% ritiene che abbia la statura di un Capo di Stato.

Bisogna ricordare che la sua avversaria, Ségolène Royal, è una donna. Il carisma della bella socialista è insito nel suo volto sentimentale e materno. Al contrario, Nicolas Sarkozy è stato spesso oggetto di critiche per il suo nervosismo, interventismo, brutalità e atteggiamento dominatore. Ora tutto pare essersi modificato. Il periodico Paris Match ha appena pubblicato una sua foto da bambino, con gli sci di legno ai piedi mentre sta per partire per una gita in montagna. Al contempo si sforza di mantenere un atteggiamento posato, parlare con voce bassa e profonda per “appartenere e rassicurare“.

Anche il primo manifesto pubblicitario pubblicato dopo la sua vittoria di domenica scorsa è stato concepito con lo stesso spirito. Il suo viso è disteso e sullo sfondo un paesaggio bucolico, un cielo blu ed un soave uccello bianco che vola non possono certo spaventare nessuno. Anzi, lo slogan è chiaro: «Ensemble, tout devient possible.» (Insieme tutto diventa possibile ndr)

Oltre al tentativo di scavalcare Ségolène Royal sul piano emotivo, Sarkozy ha proposto una seconda novità: i giovani e le minoranze etniche. Durante la manifestazione di domenica, sono stati artatamente disposti in gran numero nelle prime file, ben esposti alle telecamere. I cinesi voteranno per lui, sostenitore del lavoro la domenica.

Ora che i giochi sono fatti e che sembra definitivamente chiaro chi si batterà al secondo turno, i sondaggi si fanno sempre più fitti. Dopo le sue continue gaffes in politica estera (ha fatto apprezzamenti positivi sulla la celerità del sistema giudiziario cinese) ed in quella interna (il suo portavoce A. Montebourg ha iniziato una campagna contro gli stati che propongono bassi livelli di fiscalità), Ségolène Royal si trova ora in svantaggio: l’ultimo sondaggio Ifop/Paris Match vede in questo momento una vittoria del candidato della destra per 4 punti, 52% contro 48%. In tutto una perdita di 3 punti per la bella candidata socialista.

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