Tiriamo una atomica in testa a…Vattimo!

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Più passa il tempo meno guardo la televisione. Quando mi capita di farlo, mi limito alle trasmissioni d’inchiesta e ad alcuni talk show. Per esempio, a volte guardo la trasmissione “Confronti“, condotta dal giornalista Gigi Moncalvo. Ad una delle ultima puntate partecipava il noto filosofo Gianni Vattimo, uno degli storici maitre à penser della sinistra nostrana.

Nella trasmissione alla quale ci riferiamo, Vattimo deve aver avuto qualche mal funzionamento dei neuroni, con conseguenti farneticazioni pubbliche che hanno lasciato senza parole molti ascoltatori, primo fra tutti lo stesso Moncalvo.

L’affermazione dalla quale si è mosso il filosofo per i suoi ragionamenti è stata: “Spero che Ahmadinejad riesca a realizzare al più presto la sua bomba atomica“. La tesi sarebbe che se gli iraniani riuscissero a sviluppare l’arma nucleare, si ristabilirebbero gli equilibri del terrore che hanno assicurato la pace al tempo della guerra fredda.

Ecco un altro esempio di incapacità o ignoranza a cogliere la differenza che passa tra un sistema totalitario e dittatoriale di matrice islamica ed uno basato su un’ideologia marxista o fascista. Il concetto è sempre lo stesso e non ci stancheremo mai di ripeterlo.

Gli Ahmadinejad, i Bin Laden, i mullah Omar o gli Zarkawi di turno, nei loro deliranti proclami e nei atti terroristici rivolti contro tutto ciò che si colloca al di fuori di un’interpretazione estrema della sharia, muovono da motivazioni messianiche che includono la cultura della morte, anche la propria. Il combattimento e l’affronto dell’infedele non è un mezzo per ottenere qualcosa ma è anche il fine per raggiungere la beatitudine, il regno di Allah. Con questi presupposti, non è possibile alcun dialogo né una strategia di checks and balances. Il fanatico islamico non può accettare una negoziazione, un trattato o un compromesso.

Per questi motivi, l’arma atomica di cui si vuole dotare l’Iran (e ora anche altri paesi dell’area arabo musulmana), non può essere vista come un semplice strumento di deterrenza, come lo è stata per decenni ai tempi della guerra fredda. Del resto Ahmadinejad stesso ha ammesso che il lancio di una testata nucleare contro Israele avrebbe come conseguenza una reazione della stessa portata, con decine di milioni di morti musulmani in medio oriente. Eppure questo martirio è visto dallo statista iraniano come il minore dei mali, un prezzo sopportabile se servisse a cancellare i sionisti dalla carta geografica.

Quando Vattimo fa queste affermazioni, ci rappresenta una corrente di pensiero purtroppo molto presente nel mondo occidentale e, soprattutto, in Europa. Si crede ancora alle favolette, nonostante siano sotto i nostri occhi, ormai da anni, gli esempi della ferocia di sicari e organizzazioni islamiche, per le quali il terrore e la morte sono una ragione di vita. E’ con queste leggerezze che affrontiamo il problema, sia per il suo lato violento che nella lenta e costante islamizzazione del nostro continente. Leggerezze che, visti i risultati deludenti anche delle impresi militari condotte in Afghanistan e in Irak, non fanno presagire nulla di buono.

Quei cattivoni dei francesi

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Secondo il ministro degli Esteri francese, il mondo si dovrebbe preparare al peggio. Il peggio sarebbe una guerra contro l’Iran. Gli iraniani rispondono violentemente, come previsto, al fronte comune franco-americano:

Oggi, il dominio iraniano nella regione è tale che nessuno oserebbe attaccarci“.

La storia la conosciamo: si tratta di fare la voce grossa verso l’esterno del paese per dare l’impressione, a chi sta fuori e a chi è dentro, di essere grandi e forti. Ma è solo un’impressione perché, mentre fuori l’Iran può vantare un influenza su tutta l’area mediorientale, all’interno il paese sta rischiando l’implosione. E non sembra rendersene conto: continuando così torneranno a scaldarsi con la legna e a spostarsi in groppa ai cammelli.

La peggiore sinistra del mondo

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Da Camillo:

«La peggiore sinistra del mondo: Abbiamo la sfortuna di avere la peggiore sinistra del mondo, specie sulla questione delle nuove ideologie totalitarie. Lasciamo stare, per un momento, i comunisti, gli antagonisti e tutti quelli che nel mondo occidentale sono finiti nella spazzatura della storia e da noi incomprensibilmente al governo. Parlo della sinistra cosidetta moderata, moderna e democratica. E’ quella la peggiore sinistra del mondo. Dunque. Abbiamo un ministro degli Esteri che crede che Hamas sia un interlocutore democratico e che i palestinesi che trattano con Israele gli avversari (ieri è stato rimbrotatto dal ministro degli Esteri socialista francese). Crede lo stesso di Hezbollah, con cui va a braccetto. Sull’Iran “no a nuove sanzioni”, mentre rivendica gaiamente trattative per la liberazione di 5 capi talebani in Afghanistan. Fassino, quello “sionista” del gruppo, è più o meno d’accordo e pure lo scrive sulla prima pagina del Corriere della Sera. Giuliano Amato oggi fa l’elogio del velo e spiega che l’Islam ci insegna valori preziosi riguardo alla dignità delle donne. Sul fronte intellettuale, diciamo così, Giancarlo Bosetti pubblica su Reset un appello di intellettuali de sinistra contro il musulmano laico Magdi Allam, colpevole di difendere l’unica società libera e democratica del Medio Oriente e di denunciare il pericolo del fondamentalismo islamico. Il leader del nascituro Partito Democratico non affronta mai la questione più importante di questi anni e, ieri, sulla Stampa è stata riportata una sua frase di un paio d’anni fa in cui mette sullo stesso piano “schiavismo” e “reaganismo”. E’ la peggiore sinistra del mondo and I’m not feeling fine

Ecco perché mi tocca votare Berlusconi (speriamo che tolgano il voto agli italiani all’estero).

In Iran si fanno le pompe

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Noi l’avevamo detto che non potevano andare avanti così. Non per questo se ne dovevano accorgere, ma magari perché a dirlo erano molti esperti e giornali occidentali. Ma, si sa, Allah punisce chi sta ad ascoltare Satana. Solo che, stavolta, Satana la sapeva più lunga di Allah.

Quante volte abbiamo temuto di soccombere davanti alle capacità riproduttive dei musulmani? Ecco, da oggi dobbiamo tifare per gli ovuli con l’hijab e gli spermatozoi barbuti.

Rabbia musulmana

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I musulmani non sanno più cosa fare per farsi nemica tutta l’umanità. Molti dei loro vertici istituzionali e religiosi non riescono più a ragionare. Come nel caso recente di Salman Rushdie, in procinto di essere nominato “Sir” da sua maestà la Regina d’Inghilterra.

Ai cittadini pakistani, in ben altre faccende affaccendati, qualcuno deve avere segnalato, con dovizia di particolari, lo scandaloso evento. In questo caso di tratta di Mohammed ljaz ul-Haq, ministro pakistano per gli affari religiosi, il quale ha commentato, pacifico:

«If someone blows himself up he will consider himself justified. How can we fight terrorism when those who commit blasphemy are rewarded by the West?»

Lui non capisce il rapporto che l’Occidente ha con la blasfemia. Nonostante la presenza vaticana in certi paesi, nonostante Ruini, il mondo laico e democratico è tale in quanto eminenti personaggi della cultura e delle scienze lo hanno fatto progredire con le loro bestemmie. Almeno, allora erano interpretate come tali.

I musulmani ragionevoli dovrebbero alzare la voce. Purtroppo quelli fra di loro che lo faranno, saranno casi isolati. Il silenzio dei musulmani ragionevoli è la minaccia principale per noi e per loro stessi. Dire una bestemmia contro chi vorrebbe condannare allo sgozzamento tutti gli infedeli e gli apostati, non è facile. Forse, è troppo difficile.

Quindi rassegnamoci. La bestemmia non è di quel mondo. Il diritto inviolabile alla libertà di espressione individuale, neanche. D’altra parte, che vogliamo aspettarci da una non-cultura che ha proibito la stampa dei libri per secoli? E che ha osannato l’Occidente per avere conferito il Premio Nobel ad un assassino come Yasser Arafat? E che non commenta i massacri quotidiani tra musulmani? Oltre che i massacri perpetrati contro le donne?

Update: le minacce e le condanne si estendono all’Iran, all’Indonesia, all’India e…all’Inghilterra e anche in Pakistan esagerano

« From Salman Rushdie to Monty Python, free speech even if offensive is worth protecting»
John Reid, Ministro degli Interni d’Inghilterra.

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