
Non è semplice riuscire a districarsi nelle vicende occorse intorno alla morte di Alexander Litvinenko, soprattutto se ci si limita a consultare la stampa nostrana. Qui, come sappiamo, si preferisce concentrarsi sulla pagliuzza, sulle (S)caramelle e sui Gu(zz)ffanti. C’è la commissione Mitrokhin, o meglio, c’è Mitrokhin ma anche questa cosa piuttosto seria è stata trasformata in una burletta all’italiana.
Allora ci siamo stufati e, cerca cerca, siamo arrivati a Russiablog.org, allo Charlie Rose Show e a Stephen F. Cohen. Costui è un professore americano, fellow alla Brooking Institution, esperto di Russia dalla Rivoluzione bolscevica del ‘17 in poi, amico di Gorbachev, consulente di George H.W. Bush ai tempi della caduta dell’impero sovietico e attualmente accademico nella facoltà di “Arts and Sciences” alla New York University.
Il 7 Dicembre, Cohen è stato invitato ad una puntata del Charlie Rose Show sull’argomento della morte di Alexander Litvinenko; questo è il video della puntata, piuttosto lungo ma interessantissimo. I punti salienti dell’intervento di Stephen Cohen sono stati riassunti in un articolo su Russiablog.org.
Cohen si scaglia innanzitutto contro la stampa americana, colpevole di avere trattato il caso con superficialità e di avere violato qualsiasi “canone di giornalismo obbiettivo“, accusando Putin di essere colpevole dell’omicidio (e non solo di quello), abiurando così ad un fondamentale principio della nostra società, quello della presunzione d’innocenza.
Dopo questo inizio estremamente garantista, Cohen esprime alcune considerazioni non propriamente positive su Litvinenko e impernia poi il suo discorso sul movente dell’omicidio. Si chiede chi possa avere avuto dei motivi per uccidere in questo modo così plateale, costringendo Litvinenko ad una lunga e drammatica agonia adatta ad uno scoop mediatico invece di ucciderlo nel silenzio facendo sparire il cadavere. Di certo non Vladimir Putin, dice Cohen, perché Putin è stato danneggiato “beyond belief…It has damaged him at home and it has damaged him abroad“.
Fin qui è una teoria, una delle tante. Accanto a questa Cohen cita anche quella del suo conoscente Ed J. Epstein (http://edjayepstein.blogspot.com) il quale sostiene un’ “Alternative hipothesis“. E’ l’ipotesi di un incidente, anche questa una delle tante.
La cosa interessante detta da Cohen è l’analisi che fa della situazione russa, relativamente alle alte sfere. Con nomi e cognomi:
«There are people, powerful people, with vested interests, primarily in Russia but not only, who do not want a major rapprochement between Russia and the West. At the moment, the West doesn’t mean the United States, but Europe, and that’s why England was so important. If you’re looking for motive, there it is. And then you begin to discuss these consequences for international politics, for the future of Russia, for Putin’s succession, that’s where the discussion begins…when you study Russian politics, you don’t begin with individuals, you deal with factions. All of us know that there’s a powerful faction in Russian politics that wants Russian foreign policy oriented towards China and away from the United States; it wants Russia to become the citadel of the anti-NATO forces in the world, a NATO that’s moving in on Russia. If you had to pick the person, the people most associated with that, these names will mean nothing to anybody else - and I don’t want to defame them because it might not be entirely true - it’s the Defense Minister Sergei Ivanov and the either Deputy or Senior Chief of Putin’s Staff, a man by the name of [Igor] Sechin. Those are the names associated in Russia with this anti-Western orientation of foreign policy. Did they run this operation? I have no idea. But add just this one other thing: it is a fact, and I’ve heard these people talk about this, that there is an equally powerful group that under no circumstances wants to see Putin to leave office in 2008, as he is obliged to by the constitution, because they would be finished.»
La teoria di Stephen Cohen è quindi questa: forze oscure, con nomi e cognomi, quindi non tanto oscure, tentano di mettere Putin sotto scacco con gli omicidi, cercando di distruggere le relazioni russe con i paesi occidentali per riavvicinare il paese al blocco comunista cinese. Contemporaneamente ci sono forze avverse e contrarie che cercano in tutti i modi di tenere Putin al potere, altrimenti sarebbero eliminate dalla scena.
Questa situazione si sta creando in un momento delicato, nel quale la Russia dovrebber entrare nel WTO e si comincia a svolgere la campagna presidenziale americana. Quindi ciò che sta succedendo è negativo per Putin e per Bush. Cohen conclude il suo intervento esprimendo la sua preoccupazione per l’eventualità che un domani al posto di Putin possa andare al potere qualcuno di molto peggio.
E’ probabile che Cohen abbia ragione. Putin non avrebbe avuto interesse a ordinare personalmente tutti gli omicidi interni ed esterni alla Russia. Forse ci sono forze fuori dal suo controllo. Ma sicuramente Putin deve essere ritenuto comunque il primo responsabile di questa situazione, perché se tutto questo accade, se queste persone hanno questo potere, se occupano quelle posizioni, lui ha una forte responsabilità nell’avere permesso che questa situazione si creasse.



