11 settembre 2007: la rinascita di Howard Lutnick

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Ieri era l’anniversario dell’11 settembre 2001, quasi tremila morti ed una ferita al mondo occidentale che difficilmente sarà dimenticata.

Howard Lutnick può essere considerato un simbolo della nostra civiltà. Non è un filosofo, né un magnate e neanche un politico illuminato. Semplicemente è l’imprenditore la cui società ha dovuto pagare il più alto tributo di morti nella strage del World Trade Center: 658 vittime, circa il 20% del totale.

Gli uffici della sua società occupavano cinque piani, dal 101 al 105°, del grattacielo numero uno, tutti sopra il punto di entrata dell’aereo. Lutnick, quel giorno, scampò alla morte per miracolo. La società, polverizzata nel crollo, era entrata in fase terminale, annullata. Oggi è tornata in vita.

La sua attività è il brokeraggio di obbligazioni. Oggi ne intermedia circa 265 miliardi di dollari al giorno. Un volume enorme rispetto all’attività seguita alla riapertura seguita all’11 settembre in un ufficetto di Midtown, due giorni dopo il crollo.

Molti hanno accusato Lutnick di essere un cinico per avere cancellato dai ruolini paga i morti ed avere continuato a lavorare come se niente fosse accaduto. Ma il rovescio della medaglia è che, grazie alla sua decisione di devolvere il 25% degli utili alle famiglie delle vittime, oggi la società annuncia che 190 milioni di dollari andranno in beneficenza.

La storia di Lutnick segna uno spartiacque tra il nostro mondo, occidentale, libero e magari anglosassone e quello rappresentato da chi, pilotando degli aerei contro le torri, non ha trovato nulla di meglio per affermare la sua esistenza. Significa che, nonostante tutto e nonostante i nostri egoismi ed errori, continuiamo a rappresentare una civiltà della speranza, del futuro, della vita. In questa epoca storica il nostro compito è di sconfiggere chi, invece, costituisce la propria civiltà sulla cultura della morte e della distruzione.

Oggi commemoriamo tutti i morti dell’11 settembre ma in particolare chi lavorava per Howard Lutnick: i dipendenti di uno dei più antichi broker finanziari, la Cantor Fitzgerald.

Pedofilia endemica

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Un altro caso. Caso di dire che il fenomeno e proprio endemico. Il motivo? Un’idea l’abbiamo ma ne parleremo in seguito.

Vive la Bulgarie!

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Siamo reduci da un viaggio di lavoro in Bulgaria. Domenica scorsa, mentre il nostro povero MD-80 Alitalia (almeno 20 anni di vita…), rullava sulla pista accingendosi al decollo, Air Force One era già parcheggiato al terminal VIP dell’aeroporto di Sofia.

Per tutta la giornata la capitale e i sobborghi avevano pullulato di poliziotti ad ogni angolo delle strade. Sicurezza, innanzitutto, per il Presidente americano. Il paese balcanico è stato dominato per 5 secoli dai turchi. Alla fine dell’800 i russi hanno liberato i bulgari che per 40 anni sono poi stati governati da una monarchia sottomessa alla Germania. Tant’è che durante la seconda guerra mondiale, il paese è stato alleato di Hitler.

Poi un’altra dominazione, quella comunista bolscevica. Più di 40 anni passati alla socializzazione ed industrializzazione di una nazione agricola, popolata da miti contadini abituati alle dominazioni. Dopo la caduta del muro, i russi hanno continuato ad esercitare un influenza economica e politica della quale il paese non riesce a sbarazzarsi.

Forse è per questo che George W. Bush è stato accolto come un eroe, un liberatore. Noi, invece, abbiamo una specie di democrazia che data dalla metà degli anni ‘40 del secolo scorso. I comunisti, quelli puri e feroci, non li abbiamo mai conosciuti. E quindi pensiamo che sia Bush l’origine di tutti i mali. Scendiamo nelle strade per ricacciarlo dove è venuto, spacchiamo le vetrine e feriamo i poliziotti.

Dovremmo balcanizzarci.

Crimen solicitationis: una rettifica dovuta

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Come sempre Giuseppe Regalzi è impeccabile. Molti blog, tra i quali questo, sono stati accusati di avere riportato il video della BBC, zeppo di falsità. In particolare, là dove si sostiene l’accusa a Joseph Ratzinger di avere scritto la direttiva Crimen Solicitationis.

Chi sostiene questa critica, ha in effetti ragione. Ratzinger non l’ha scritta e non ne aveva neanche titolo. Chi sostiene ciò sbaglia, noi compresi. Ma Regalzi scrive che non è questo il punto.

Il punto è che la versione sottotitolata del video della BBC, traduce il passaggio in modo ambiguo e chi si ferma qui può essere indotto in errore. In realtà occorre leggere la trascrizione del testo inglese del video per rendersi conto che

«non si afferma nemmeno una volta che Ratzinger sia l’autore dell’istruzione, ma soltanto che per un ventennio (più precisamente, 23 anni) sia stato il responsabile supremo della sua applicazione, in quanto Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede» (cit. Bioetica).

Quindi la BBC non ha mentito, ha detto la verità. Se c’erano dubbi…

Un grazie a Regalzi.

Dedicato a Joseph

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Qui in Svizzera il giorno dell’Ascensione cade sempre di giovedì e oggi, quindi, è l’Ascensione. E’ una strana coincidenza che non-teisti e anti-cattolici convinti come noi, scoprano in questo giorno i dettagli di un’orribile situazione destinata a perpetrarsi in seno alla Chiesa ancora per molto tempo.

Grazie a Daw, scopriamo l’esistenza di un video della BBC sui fenomeni di pedofilia all’interno della Chiesa. La cosa incredibile è che in Italia queste vicende siano tenute sotto silenzio da parte dei main stream media e che non si abbia conoscenza di particolari indagini da parte della magistratura. La storia, come ben noto, esplode all’inizio degli anni 2000. In Irlanda, USA e Brasile, si scopre che all’interno delle diocesi vigeva la regola di proteggere e coprire le malefatte di migliaia di preti, veri professionisti della pedofilia.

L’aspetto più interessante della vicenda è la spiegazione delle cause di questa situazione. E’ scontato che la pedofilia esista ovunque e che non si possa quindi accusare la Chiesa di essere una fucina di criminali, violentatori di bambini. Ciò che è meno ovvio sono le ragioni che hanno permesso a questo fenomeno di perpetrarsi, indisturbato da tempi immemori. E di continuare ad esistere in misura certamente sconosciuta ancora oggi.

Circa 20 anni fa, il potente cardinale Joseph Ratzinger, scrive una direttiva, la “Crimen Solicitationis, con la quale impone di tenere il segreto del confessionale a tutti i preti protagonisti di atti di violenza verso minori. L’imposizione dogmatica è causa dell’abbandono sistematico delle vittime a loro stesse, incomprese e destinate a trascorrere una vita di sofferenza. Allo stesso tempo permette alle gerarchie ecclesiastiche di mantenere un relativo controllo su questi fenomeni che vengono affrontati, da una parte, trasferendo continuamente i preti colpevoli e, dall’altra, rifiutandosi sistematicamente di denunciare o collaborare con la giustizia civile. Tutti i membri della Chiesa, abbastanza coraggiosi per opporsi a questa direttiva, vengono isolati e spesso costretti a lasciarla.

Le modalità utilizzate per controllare la situazione, erano diverse. Dal terrorismo psicologico verso le famiglie che cercavano di reagire allo stanziamento di budget milionari da elargire sotto forma di risarcimento (il solo stato del Minnesota disponeva di 7 milioni di dollari all’anno…). D’altronde non c’erano alternative perché la direttiva, integrata dallo stesso Ratzinger nel 2001, imponeva anche la proibizione di investigare sui casi accertati, per i quali era d’obbligo riferire esclusivamente alla Chiesa e, più direttamente, al Vaticano stesso, pena la scomunica.

Le indagini effettuate negli USA e in altri paese, hanno fatto emergere una situazione endemica, nella quale fenomeni estesi accadevano in tutte le diocesi ed erano sistematicamente coperti. Alla fine, è stata accertata, solo negli Stati Uniti, la colpevolezza di 4.500 preti e violenze su 11.000 bambini ma i casi di Irlanda e Brasile, in proporzione, non sono stati da meno. Sono state anche accertate protezioni di preti sotto indagine da parte del Vaticano che li ha nascosti nel suo Stato o altrove, rifiutandosi di farli rimpatriare per sottoporsi alla giustizia civile.

Oggi la situazione non è cambiata e non lo sarà di certo nei prossimi anni perché il responsabile delle assurde direttive destinate a permettere il reiterarsi delle violenze, siede nello scranno più alto della Chiesa. Speriamo anzi che la situazione non peggiori. A noi preme denunciare il silenzio assordante del nostro paese e i pericoli del dogmatismo religioso. Una vittima delle violenze non si spiega perché avrebbe dovuto rispettare il segreto del confessionale per una cosa che non aveva iniziato.

Nessuno, in buona fede, può negare quali siano state le conseguenze devastanti per la vita di migliaia di giovani determinate dalla direttiva ratzingeriana. Siamo convinti che molti cattolici conoscano questa storia. Alcuni vivono una crisi di coscienza ma molti cercheranno di accusare la BBC ed altri di volere montare il caso ad arte, additando un certo relativismo quale colpevole di queste azioni diffamatorie.

Si disserta sempre più sulla rinnovata forza di questa Chiesa e qualcuno, in modo improvvido, giudica positivamente questo risveglio che

«non è spontaneo, ma è il prodotto della decisione della Chiesa di abbandonare i suoi democraticismi post conciliari e di riproporsi quale è: papale, basata sul potere spiriturale monocratico del pontefice, con i dogmi e tutto. Chi vuole essere cristiano e cattolico deve accettare una chiesa così, chi vuole liberamente essere cristiano e non papista, può scegliere decine di altre offerte religiose cristiane anti papiste, dagli anglicani, ai luterani, ai valdesi ai battisti».

Noi preferiamo i democraticismi del passato o scegliere altre offerte o di non scegliere per niente. Meglio svegliarsi la mattina con idee diverse rispetto al giorno prima che seguire dogmi dettati da un tipo come Ratzinger. Dogmi sono e tali restano ed i risutati si vedono, soprattutto quando di tratta di affrontare con coraggio la sofferenza di migliaia d’innocenti.

Qui sotto il video sottotitolato e la traduzione scritta. Qui il video su Google. Qui il video con i sottotitoli diviso in spezzoni. Un grazie a Daw.

Update: da leggere le “metafore gastronomiche” (grazie a Bioetiche) di Andrea Galli su Avvenire. E poi le cose serie di Malvino Bioetiche Metilparaben Luogocomune

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