E’ aperta la via alla perfezione?
27-Set-07
Il Tribunale di Cagliari, con una sentenza che farà molto discutere, ha autorizzato il centro Fivet dell’Ospedale Microcitemico della città ad eseguire la diagnosi genetica di preimpianto su alcuni embrioni congelati un paio di anni fa. Ad decidere è stato il giudice Maria Grazia Cabitza, puntualmente attaccata dalla CEI, nella persona del suo segretario generale, Mons. Giuseppe Betori.
A Betori sembra molto strano che:
«… un giudice possa giudicare a prescindere da una legge e da una sentenza della Corte costituzionale ed emettere un giudizio che smentisce e la legge e la sentenza»
. Parrebbe strano, infatti. Forse questo giudice è una laicista della peggior specie.
Betori vorrebbe poi capire
«…qual è la logica che sta dietro a una sentenza di un tribunale che non fa riferimento alle fonti normative»,
giudicando a prescindere dalla legge 40. La laicista, infatti, la legge non la ignora, ma la interpreta. Ma, laicista è e laicista resta.
Infine Betori pensava
«che i tribunali applicassero le leggi, in particolare quando quando la loro interpretazione sia supportata dall’organo supremo dell’interpretazione delle leggi».
Si riferisce ad una precedente ordinanza della Corte Costituzionale, la quale, a suo dire, aveva già respinto il ricorso della coppia. Evidentemente il giudice, contraddicendo la Corte e Betori, ha dato prova del suo, ormai riconosciuto, lurido laicismo.
Intendiamoci bene: Betori non è l’unico a prendersela con il giudice. Rocco Buttiglione (Udc) e Alfredo Mantovano (An) e l’immancabile Luca Volontè, chiedono l’intervento del guardasilli Clemente Mastella; il professor Gaetano Quagliarello, invece, ne approfitta subito e stila un’interpellanza al ministro della Salute Livia Turco per domandare
“vincolanti linee guida che aggiornino la legge sull’aborto alla luce delle novità in campo scientifico“, al fine di “scongiurare il rischio di nuovi Mengele del terzo millennio“.
E poi dicono che la Chiesa è legittimata a esprimersi sui fatti politici. Se le cose stanno così, noi ci sentiamo ancora più legittimati a citare l’autorevole Giuseppe Regalzi e il suo commento alla sentenza di Cagliari che sbugiarda i papisti e le loro combriccole. Allora, la cambiamo questa legge?



