Guai a chi tocca, le gomme
12-Dic-07

Lo sciopero dei trasporti è stato revocato, almeno pare. Non sapremo mai fino in fondo se ci siano state responsabilità governative e quali siano state. Forse questa brutta giornata si poteva evitare, fatto sta che costerà 70 milioni di euro al cittadino per i nuovi fondi introdotti in finanziaria e un ammontare non calcolabile per i disagi e i danni causati al paese.
Vogliamo essere magnanimi e riconoscere anche a chi trasporta merci il diritto a scioperare. Questo è un argomento delicato perché nella società in cui viviamo si potrebbe sostenere che qualsiasi trasporto di qualsiasi merce sia ormai un servizio essenziale. Ma ammettiamo pure che anche il camionista possa esercitare il suo sacrosanto diritto.
Non possiamo invece essere magnanimi quando questo diritto è esercitato prevaricando quello di chi, pur alla giuda di un camion, non vuole o non può scioperare. I documenti fotografici e le riprese di scene raccapriccianti, le violenze fisiche e psicologiche e i danni ai veicoli stanno a testimoniare quanto la furia rivendicativa e in taluni casi criminale abbia obbligato tutti i camionisti a lasciare i loro mezzi nei depositi. Chi ha provato a ribellarsi a questo diktat ha spesso pagato un prezzo altissimo.
L’economista di sinistra Pietro Ichino ha ieri rilevato quanto episodi di questo genere siano un pericolo per la democrazia e come dimostrino la preoccupante mancanza dello spirito delle regole condivise, fondamento per una convivenza civile. Non possiamo che allinearci a questa posizione ed ammonire i nostri governanti delle conseguenze alle quali vanno incontro se al rispetto delle regole antepongono i giochi del palazzo, facendo improbabili concessioni per poi annunciare trionfalmente il ritorno alla normalità.
Non è certo loro il merito mentre è certa la loro condivisione delle responsabilità per ciò che è accaduto. Gli italiani non sono come i francesi. I cugini transalpini hanno sopportato stoicamente il blocco dei trasporti pubblici per 10 giorni perché il governo non ha ceduto a chi voleva perseverare nel mentenimento di privilegi ormai obsoleti. Gli italiani devono invece sopportare le mancanze della politica, quella economica, e le mancanze della politica, quella che governa la giustizia e l’ordine pubblico. Gli italiani non sono stoici ma, prima poi, si stufano.




