
Michael J. Fox ora potrà continuare la sua battaglia in favore delle cellule staminali embrionali con maggiore energia. Un’equipe di San Diego (USA) diretta dal dott. Emmanuel Baetge ha usato cellule staminali embrionali per creare cellule pancreatiche che producono insulina e che potranno essere impiantate in pazienti che soffrono di diabete tipo 1. Un articolo apparso sul sito di NewScientist.com, spiega che le cellule nuove producono una quantità di insulina pari a quella delle cellule “normali” ma, a differenza delle “cellule adulte di langerhans”, la produzione a questo stadio della scoperta, non pare essere regolata dai livelli di zuccheri. Baetge si è detto fiducioso di potere superare il problema.
Inoltre l’equipe ha sviluppato un metodo per indurre la produzione di cellule che evita il rigetto da parte dell’organismo nel quale sono innestate.
Chissà se Bush, prima di lasciare il posto, farà qualcosa per aprire la ricerca ai finanziamenti pubblici? E chissà cosa ne pensano Ferrara, Giovanardi e Volontè?
Grazie a Inyqua

Maura Cossutta, delegata dal ministro della Salute, Livia Turco a rivedere le linee guida della legge 40, fa un primo bilancio della sua analisi sugli effetti della tanto vituperata legge:
«E’ calata la percentuale di successo della gravidanze, mentre è aumentato il numero di aborti e parti gemellari; si distruggono più embrioni; nel giro di un anno le coppie italiane che sono andate all’estero sono aumentate di 8 volte in Spagna e di 22 volte in Austria».
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Mia sorella Inyqua pubblica in esclusiva una notizia apparsa sulla rivista Nature e riguardante una nuova scoperta nel campo delle cellule staminali embrionali. Questa volte pare che Miodrag Stojkoviae non abbia neanche avuto bisogno di scomodare gli embrioni vitali o che sicuramente lo diventeranno ma quelli che, dopo la fecondazione in vitro, normalmente non si sviluppano. Si superano così anche le ultime resistenze dopo il caso Lanza perché qui non dobbiamo neanche preoccuparci della sopravvivenza degli embrioni ai quali “espiantiamo un organo” (una cellula): comunque arresteranno il loro sviluppo e non sopravvivranno.
Metodo etico? Per noi sì. Ma per chi sappiamo non lo sarà perché, in ultima istanza, il problema non è neanche la manipolazione di esseri viventi equiparati agli adulti (gli embrioni), ma la pratica (inaccettabile) di fecondarli in vitro. Sì, alla fine proibiranno anche questa, perché non etica e perché altrimenti dovrebbero arrendersi.
Update: mia sorella mi segnala la presenza del primo alieno che sta venendo in soccorso agli embrioni morti QUI

La sola fecondazione assistita consentita dalla legge è quella in cui un prete assiste alla copula. Francesco Rutelli, che cerca di fare da ponte tra cattolici e laici, propone la legittimità della fecondazione in provetta purchè la provetta sia abbastanza grande da contenere marito e moglie che si congiungono nella posizione del missionario. Fa discutere la proposta, di impronta teo-con, di adottare non solo gli embrioni congelati ma anche i bastoncini di pesce. Febbrili preparativi, sul fronte laico, per dare vita agli Atei Rinati, in opposizione ai cristiani rinati e presentare in Parlamento un decreto legge che non solo tolga il crocifisso dagli edifici pubblici, ma costringa il parroco più vicino a stuccare accuratamente il buco lasciato dal chiodo.
Michele Serra dall’Espresso.

A volte ci danno degli anticlericali. A volte hanno ragione. In genere non ci fidiamo molto del clero. Però Camillo Ruini, a volte, ci piace quando dice che, in tema di immigrazione ci si deve ispirare:
«al fondamentale principio che i diritti umani vanno riconosciuti a ogni persona, senza eccezioni possibili…(ma c’è) la necessità imprescindibile di realizzare una vera integrazione, con le regole ed i processi di sviluppo che essa richiede, evitando la prospettiva ingannevole e gravida di rischi, di un multiculturalismo che fa crescere comunità separate e chiuse in sé stesse.»
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