
Prima o poi colpiranno ancora gli Stati Uniti. Ma intanto gli Stati Uniti sanno meglio di noi come difendersi, non solo dalle minacce degli attentatori che vorrebbero fare esplodere qualche aereo o edificio ma anche da chi, in nome della cultura islamista, vorrebbe insinuarsi nelle menti dei musulmani d’America e guadagnarsi una legittimazione immeritata. Si tratta di Tariq Ramadan, nipote di Hassan al Banna, fondatore della Fratellanza Musulmana in Egitto.
Recentemente un’università americana lo ha invitato ad occupare una cattedra per un semestre ma le autorità statunitensi hanno definitivamente rifiutato di rilasciargli il visto. (more…)

Carino questo post di 1972 e pure questo di Marco Taradash. Mi sento meno solo e meno scemo. In questo articolo la CNN intitola: “Total and profound respect for Muslims“. Ma noi che possiamo dire adesso ai “muslims” che hanno insultato i non credenti (questi corrotti laicisti relativisti mezzi illuministi e un po’ oggettivisti) e i credenti, Papa compreso? Almeno avrebbe potuto dire: “Total respect for Muslims, but…..! “: Neanche “but”. A casa mia lo so come si chiama questo atteggiamento, a casa vostra?

Ogni tanto fa piacere scoprire certi blog, non sospettabili di “radicalismo” ma semplicemente laici e liberali, i quali, pur non leggendoci, su taluni argomenti arrivano alle stesse nostre conclusioni.
Avevamo detto che la sortita del Papa, per quanto condivisibile nel merito, era discutibile nel metodo; avevamo detto che la sua reazione balbettante ed indulgente, quasi “scusante”, era stata ancora peggio. Adesso dobbiamo registrare un’ulteriore scivolata: Ratzinger si prepara all’”atto di dolore e di scuse” con gli ambasciatori dei paesi islamici, il che di per sé è già gravissimo perché (more…)

Lei era estrema ed inaccettabile. E per questo la ringraziamo. God bless you, Oriana.

La scuola araba di Milano sembrerebbe cosa fatta. Manca solo qualche autorizzazione burocratica e poi si aprirà il primo centro di sperimentazione multiculturale nel settore dell’istruzione, con programma italiano, insegnamento dell’arabo, corsi di religione, esami di fine anno; insomma un esperimento che, nelle premesse, promette bene e che quindi dovrebbe essere seguito con interesse.
Intendiamoci, scrivere queste considerazioni è solo un parafrasare le tesi di quelle che Magdi Allam ha definito le
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