Scandalose risoluzioni
27-Apr-07

Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione sulla condanna dell’omofobia. In particolare nel mirino di Bruxelles sono
“le dichiarazioni discriminatore dei leader politici e religiosi che prendono di mira gli omosessuali, perché alimentano l’odio e la violenza, anche se successivamente ritirate“.
Il riferimento alla Polonia e alla Chiesa cattolica emergono chiaramente, anche se non esplicitamente.
Si è sfiorato l’incidente diplomatico, evitato all’ultimo momento togliendo dal documento un riferimento diretto alle parole dell’arcivescovo Angelo Bagnasco. I commenti sui giornali nostrani non si sono fatti attendere. Quello più insinuante e sottile è stato del ilFoglio che commenta:
“Dietro al paragrafo 7 della risoluzione sull’omofobia in Europa, che si vota oggi, c’è un attacco al Vaticano e alla sua libertà di espressione”.
Il quotidiano di Giuliano Ferrara fa da sponda alla reazione dei megafoni vaticani: SIR, Avvenire, Conferenza Episcopale Europea, Radio Vaticana deplorano con parole forti il tentativo di una minoranza di parlamentari europei, “di esportare immondizia, il deliberato spaccio di menzogne che alla fine sono falliti“.
Ci saremmo aspettati, accanto a queste rimostranze, una solidarietà del clero verso una risoluzione sacrosanta ma tutti sappiamo con chi abbiamo a che fare. D’altra parte se anche il Foglio contrappone una risoluzione di condanna verso atti discriminatori con la libertà di espressione del Vaticano, significa che il problema esiste e che il Vaticano sul tema dell’omosessualità vuole continuare a sostenere posizioni forti, anche in vista della battaglia finale sulla regolamentazione delle coppie di fatto.
Alcuni commentatori hanno fatto notare la stranezza della forte reazione Vaticana, come se la risoluzione contenesse in modo esplicito il nome di Bagnasco invece di essere stato omesso. La realtà è che l’omissione c’è stata e si parla in modo generico di “leader religiosi“, in ciò contemplando tutti le religioni. Ma c’è chi invece vede nella risoluzione una specificità alla quale la Chiesa reagisce.
Il nostro giudizio è che qui qualcuno reagisca perché ha già fatto l’uovo. Nonostante i distinguo, le ritrattazioni e le accuse di manipolazione delle dichiarazioni, la condanna è legittima nei confronti di chi considera, come la Chiesa, gli omosessuali esseri “affetti da un disordine morale“. Parole indelebili e non ritrattabili. Ha ragione ilFoglio quando si scandalizza perché
“se approvato il testo di Strasburgo accuserà implicitamente il Vaticano di ricorrere ad un linguaggio aggressivo o minaccioso o a discorsi improntati all’odio“:
infatti il linguaggio del Vaticano è scandaloso.




