Viaggiate in treno, è un consiglio

A volte i disastri aerei restano senza cause. Almeno per noi, il grande pubblico di ingenui. A volte, poi, si scoprono episodi almeno strani, dai quali sarebbero potuti accadere dei disastri. Pare succeda spesso ma non si sa ancora se le ragioni siano casuali o se l’altitudine faccia brutti scerzi.

Pochi giorni fa un volo della Air Canada, decollato da Toronto e diretto ad Heatrow, è stato costretto ad atterrare in fretta e furia a Shannon in Irlanda per scaricare a terra il co-pilota. Questi aveva improvvisamente iniziato a dare i numeri ed era stato immobilizzato dai suoi colleghi. Voleva a tutti i costi “parlare con Dio“, il quale a volte gioca brutti scherzi alle menti umane ma solo perché è “misericordioso“. Comunque la vicenda, cominciata male, si è conclusa bene, con l’uomo assistito dalla moglie nell’ospedale della cittadina irlandese. Un uomo, una crisi mistica.

Dai canadesi ai francesi. Il misticismo femminile, nel caso della stewardess del filmino qui sotto, non ha nulla di spirituale. Al contrario, è completamente carnale, di una carne “buona”, quella che forma tette e culi. Se avevate dubbi sulle origini di certi disastri, ora ve li potete togliere

Influenze

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Alla domanda se era vera la sua complicità in tre aborti ha risposto:

Me ne vergogno“.

Ad un altra domanda, se la vera moratoria non sarebbe l’uso del preservativo, ha riposto:

Macchè, il preservativo è il viatico dell’aborto…In Francia dove li regalano ovunque il numero di aborti in vent’anni è identico, qui è diminuito, grazie alla Chiesa cattolica“.

Lo avete capito di chi si tratta. Sono dichiarazioni di Giuliano Ferrara, quello che, nel passato, era il direttore di uno dei giornali più letti dall’intellighenzia laica e liberale. Ora è il più letto dal clero, dai teocon, dai teodem e da chi non sopporta i gay.

Lui è amico e consigliere vicinissimo a Silvio Berlusconi, quello che, nel passato, votavamo perchè era il politico più seguito ed amato dai liberali e dai laici. Ora è il politico più sputtanato del Centro Destra, quello che vende una donna ad un dirigente Rai per comprare un senatore della sinistra e che, tanto per essere coerente, vuole, assolutissimamente vuole, la riforma elettorale in coppia con Veltroni e poi, fortissimamente vuole, le elezioni anticipate con l’attuale sistema.

Sarà l’influenza del Vaticano a dargli alla testa? No, crediamo di no, sono solo una coppia di matti.

Italiani, questi ingenui

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Ora che il governo di Romano Prodi è stato mandato a casa con la solita figuraccia italiana fatta di insulti, sputi e minacce, non è cambiato niente e niente cambierà. Il paese si trova sempre in campagna elettorale con la differenza che dopo la caduta si apre una nuova possibilità, quella delle urne.

Prodi è stato vittima di sé stesso, del tentativo di tenere insieme con lo sputo una maggioranza abortita ancora prima di nascere, schiava dei partitini e dei gruppi parlamentari moltiplicatisi come i funghi. Questi mali e la necessità di cambiare alcuni principi costituzionali, la modifica dei regolamenti parlamentari ed una nuova legge elettorale, non hanno interessato la maggioranza di Centro Sinistra, che non ha fatto nulla o quasi per proporre ed attuare queste riforme. Ora invoca una governo tecnico, di transizione e chiede una pausa per riformare prima di tornare alle urne. Ma è troppo tardi.

Per potere percorrere questa strada, visto che da quella parte non c’è più una maggioranza, è necessario che almeno una parte del Centro Destra sia d’accordo. Invece, salvo decisioni improbabili dell’UDC di Casini, lo schieramento guidato da Silvio Berlusconi sente il profumo del potere e, senza ormai sorprenderci, cambia le carte in tavola.

Non più tardi di due mesi fa, il Cavaliere aveva fatto irruzione a gamba tesa nel panorama politico annunciando la creazione di un nuovo partito, il Partito del Popolo delle Libertà, con l’intenzione di creare un nuovo raggruppamento a destra che coalizzasse almeno il 40% di consensi; in più, aveva ripetutamente condannato l’assetto istituzionale, sostenendo la necessità di uno stretto dialogo con il Partito Democratico di Veltroni, finalizzato alla modifica del sistema elettorale. Silvio dichiarava allora (due mesi fa, non due anni fa…) che l’Italia non poteva continuare ad essere condizionata dagli umori di una miriade di partitini, le cui sorti dovevano essere cambiate da un sistema alla tedesca con un’alta soglia di sbarramento. Lui stesso e altri esponenti dello schieramento avevano definito l’attuale sistema elettorale una schifezza, pure essendone stati gli artefici.

Gianfranco Fini aveva reagito al blitz berlusconiano con il rifiuto di qualsiasi forma di alleanza con il nuovo partito, pur condividendo nelle linee di principio la necessità di profonde riformi istituzionali, a partire dal sistema elettorale.

Ma, si sa, il potere è spesso una tentazione irrinunciabile e può causare cambiamenti sorprendenti anche in chi mostra quotidianamente la sua faccia di bronzo al paese. E quindi ecco Silvio Berlusconi che cavalca senza indugio il destriero dei sondaggi e sostiene la necessità imperativa di andare al voto al più presto, senza modifiche di questo sistema “che va benissimo“. Ed ecco pure Gianfranco Fini, tornato prontamente ed opportunamente all’ovile, che dichiara angelico di essere sulle stesse posizioni dell’amico Berlusconi, con il quale ha passato un paio d’ore a rivedere in televisione la caduta del governo Prodi in Senato.

Gli italiani possono essere soddisfatti. Hanno un Centro Sinistra che ha avuto due anni per cambiare le regole, non ha fatto nulla ed ora strepita pretendendo di cambiarle a tempo scaduto; un Centro Destra il cui leader ha rotto con gli alleati per attuare grandi riforme in grande intesa con lo schieramento opposto e ora, vista l’opportunità di tornare in sella, cancella in un secondo tutti i propositi (e forse pure il Partito del Popolo delle Libertà) e ricostruisce il volo la coalizione mandata in pezzi non più di due mesi fa.

Pensavamo che la politica servisse a risolvere i problemi dell’emergenza rifiuti, dell’impoverimento galoppante di larghe fasce di cittadini, della giustizia, della lotta alla criminalità ed alla corruzione, dei problemi legati all’immigrazione o degli investimenti strutturali. Tutte cose piuttosto importanti, non pinzillacchere, sennò che politica è? Invece scopriamo di essere dei poveri ingenui che non hanno capito nulla. La politica serve solo a soddisfare sé stessa e anche chi ne percorre il cammino animato dalle migliori intenzioni, camminando camminando, si adegua e cambia, in peggio.

Fate parlare Ratzinger e poi confutate

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Come scrive sulla Repubblica di oggi Adriano Sofri, speriamo che il rettore dell’Università della Sapienza di Roma continui sulla strada intrapresa: quella di permettere, in nome di Galileo, al Papa di parlare. Se è vero, come ha sostenuto qualche illustre intellettuale di sinistra, che il clero è una “lobby che chiede e promette favori e benefici” è anche vero che una libera istituzione laica come la più grande università italiana, si deve porre al di sopra di qualsiasi ambizione lobbistica ed accettare la tribuna papale.

Non ci spaventano i timori di Marcello Cini, professore emerito, firmatario della petizione volta ad impedire la visita papale, quando si duole perché i liberi studiosi corrono il pericolo di subire una prescrizione da parte del Papa su ciò che “debbano o possano dire e pensare“. Alcune delle più prestigiose università americane hanno ospitato dittatori e religiosi dalla vena integralista, invitandoli nelle aule magne per un discorso e la vita è continuata come prima. C’è però una differenza con la visita papale alla Sapienza.

Negli USA, così come nessuno si azzarda a protestare giudicando inammissibili tali inviti, qualsiasi discorso di una personalità é poi seguito da un confronto, un dibattito e, spesso, da pesanti contestazioni. Siamo certi che ciò non avverrà con Ratzinger. Chi invoca la reciprocità dovrebbe invece invocare una condizione alla quale si dovrebbe sottomettere il Pontefice: quella di accettare il dibattito. Se così fosse, le migliaia di docenti e di studenti potrebbero accogliere il discorso papale come un fertile terrerno per domandare, confutare e rifiutare, nel dialogo, molte impostazioni ed imposizioni tipiche del dogmatismo religioso.

Invece, nessuno invoca il confronto, nessuno prepara il terreno per la battaglia dialettica. Stiamo pure certi che, finita la protesta di uno sparuto gruppo di docenti, la mediocrità ed il perbenismo di molti piccoli uomini, proni davanti al grande uomo, prevarrà e se ne staranno tutti zitti ammettendo così la sconfitta.

Non possiamo continuare a protestare per le ingerenze ed il tentativo di riportare la società indietro di secoli. Chi vuole fare il laico, laico sia. Abbia il coraggio delle proprie azioni e smetta di piagnucolare e consideri questa visita un’occasione unica. Gli intellettuali ed i politici che tengono veramente alla sopravvivenza della libertà, dove la religione sia un fatto accettato ma non condizioni l’evoluzione delle società, dovrebbero affermare il primato della ragione, della scienza, della tecnologia e della modernità affermando sempre e con coraggio che qualsiasi diktat del clero non potrà mai essere un’intimidazione.

Invece noi abbiamo i piagnistei ed i leader politici, come Walter Veltroni, i quali, davanti agli ammonimenti del Papa sui degradi metropolitani, chiedono venia e tacciono. Ciò di cui ha bisogno il nostro paese sono personaggi politici come la signora Fernàndez de la Vega, vice-premier del governo spagnolo, che ha dichiarato:

«La società spagnola non è disposta a tornare ai tempi in cui una morale unica era imposta a tutto il Paese, né ha bisogno di tutele morali. Né tantomeno ne ha bisogno il governo che non le accetta. Non è tollerabile che venga a mancare il rispetto dovuto al governo ed al Parlamento…in più senza il rispetto della verità.»

Affermazioni di questo genere rassicurano chi, come noi, teme per un’evoluzione oscurantista della società ma in Italia c’è evidentemente bisogno di rassicurazioni da parte del Papa sul fatto che lui ci può garantire la vita eterna. Rassicurazioni per creduloni.

“Thinking”…

Abbiamo due citazioni da parte di due persone importanti nella nostra vita: sorella Inyqua e Ivo Silvestro, aka l’Estinto. Siamo citati perchè loro dicono che il nostro blog li fa pensare. Allora, per curiosità e per cortesia, dobbiamo anche noi scrivere un post. Per curiosità perchè vogliamo riflettere sui motivi che ci spingono a leggere regolarmente un blog e per cortesia perchè un gesto come quello di essere apprezzati e linkati ha un grande valore personale e bloggereccio. Perchè leggiamo soprattutto certi blog? Spesso non ci rendiamo conto della nostra routine quando scorriamo i feed nel nostro lettore. C’è sempre quel qualcosa o quel qualcuno che ci attira, ci magnetizza. C’è uno stile, una consonanza, una frequenza. C’è la possibilità di leggere, sempre con sorpresa, cose che non sapevamo e che impariamo da qualcuno come noi, qualcuno senza padroni nè interessi se non quello di scrivere di sè ed esprimere liberamente le proprie idee ed inclinazioni. Mia sorella Inyqua (è mia sorella, dico, mica una qualunque), Ivo (filosofo dei tempi moderni, senza il quale questo blog manco esisterebbe), Luigi Castaldi (Malvino for Ministro della Sanità!), Cruman e i suoi soci (lo conosco e vi garantisco che è un genio) e Andrea Mancia (nell’anno delle elezioni americane leggete lui e Camillo, il resto in Italia dimenticatelo), provocano spesso sussulti e commenti mentali, sintomi di un’attività anomala dell’intelletto. Con i tempi che corrono, non è cosa da poco         

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